Voyeur dei miei orgasmi | Sua Avvenenza

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A Sua Avvenenza piace guardarmi
mentre godo.
Si distende accanto a me e mi tocca.
Appoggiato su un fianco, muove
i polpastrelli sul mio clitoride,
come fossero le corde di uno strumento.
E io ansimo, mugolo piano,
lascio andare gli occhi indietro,
poi mi volto a baciarlo,
perché lo so che non vuole perdersi la scena.
E non vuole perdersi le mie contrazioni,
affonda le dita e io le tengo lì,
perché possa sentire il mio orgasmo.
Poi gli viene duro,
e facciamo l’amore.

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Il giorno che scopai una zucchina | Le scopate vegane





Ha 21 anni e racconta di una pigra domenica
in cui l’unica cosa che le andasse di fare era
vedere un film dopo l’altro, dormire e bere un bicchiere.
Ma c’era questa cosa in mezzo alle cosce,
un desiderio sessuale che reprimeva da giorni,
non aveva avuto la tranquillità necessaria per masturbarsi.
I film che aveva visto non aiutavano, parlavano 
a loro volta di un appetito sessuale smodato,
di lascivia.

Pensò: Vado al supermercato, compro una zucchina
e mi masturbo di brutto.
Non aveva un vibratore e improvvisamente 
le sembrava una cazzata.
Appena arriverò al supermercato mi sarà passata,
diceva tra sé, e invece andò dritta
al banco delle verdure per scegliere una zucchina
un po’ più sfigata delle altre, dritta, non troppo grossa,
da poter buttare, dopo.

Comprò anche i preservativi, non  è come quelle cretine
che infilavano in vagina gli ortaggi senza preservativi,
ci tiene a sottolineare.
Si sentiva come posseduta, tornò a casa,
mise a posto la spesa e andò nella sua stanza,
nella borsa la zucchina e i preservativi.
Rivestì la zucchina del preservativo,
come aveva fatto con il cazzo degli
uomini con cui era stata e le aveva fatto specie:
non aveva mai sperimentato quell’odore
e quei gesti da sola.

Passò la zucchina sul clitoride,
con dolcezza,
il lubrificante del preservativo – oh,
quanto gli era grata -, e poi la mise dentro
dentro, a poco a poco. Sempre più ingorda.
Era incredula, non sapeva che
la vagina potesse allargarsi tanto
senza un cazzo.

Allora prese a spingere dentro la zucchina
ritmicamente, mentre si toccava il clitoride,
e godeva, cazzo, godeva senza ritegno.
Stava benissimo
così, con quella cosa dura e scivolosa
a colmare quella voragine vogliosa
che non le aveva dato tregua
finché non l’aveva riempita.

Dopo qualche ora sfoderò un altro preservativo
e ricominciò, stesa sul letto col coso
in mezzo alle cosce, godeva e si fermava,
voleva che durasse il più possibile; sperimentò
posizioni diverse, la durezza della zucchina,
che non era come un morbido cazzo,
non si adattava dentro al suo sesso.

Sentire quella cosa là in mezzo
che entrava lunga e soda,
realizzare che era lei a dare il ritmo,
le era sembrata una scoperta meravigliosa.
Dopo si sentì stralunata per un po’,
quella foia la preoccupava
e si sentiva una gran porca.
Non avrebbe potuto confidarsi,
se usi un vibratore va bene,
ma la zucchina è proprio da sfigati.

Quindi ha scritto a me.
Una mail che ora ho pure io una vagina 
larga così.

Questa ragazza ha scoperto qualcosa che le donne
avevano sperimentato già sin dall’invenzione
del primo vibratore.
Niente di nuovo, ma non per lei.

Una scoperta femminista e goduriosa, a qualunque età.

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Organi sessuali come strumenti musicali

Tu sei come uno strumento.
Sdraiata vicino a lui, ti cinge il collo
con un braccio, in modo da riuscire a toccare il seno;
allunga l’altra mano verso il tuo sesso
e ti tocca.
E tu ti senti un po’ come un violoncello,
suonata da un uomo con una mano sotto
e una sopra.
Ti stuzzica il capezzolo,
strimpella il clitoride,
dopo infila un dito
e poi un altro.
Spinge a fondo,
poi torna sul clitoride,
sei bagnata e vieni,
lui affonda le dita
dentro di te,
asseconda i movimenti del tuo bacino.
Sei avvolta da lui,
ti cinge ancora il collo e
mentre vieni strapazza 
il capezzolo.
Ti guarda fisso
mentre godi.
poi ti bacia
e ti copre,
perché fa freddo.

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Libri e sex toys, uno spazio al femminile | Tuba Bazar

Si chiama Tuba, la libreria delle donne di Roma,
e come si poteva chiamare?
E’ un carinissimo locale del quartiere Pigneto, 
in cui la selezione dei libri è tutta al femminile:
Virginia Woolf, Goliarda Sapienza, Saffo…
e poi si possono anche fare acquisti hot,
dato che è fornita di sex toys.
Secondo me sono un’accoppiata vincente,
i sex toys e i libri, intendo.
Mica una donna può leggere sempre.
Poi ha voglia di masturbarsi.
Vuoi mettere toccarsi dopo aver letto un buon libro?
Io l’ultima volta ho preso questo qui, è un molto,
molto bagnato.


Se passate da Roma fateci un salto, 
c’è un bel bar dentro, e la selezione
dei libri merita.
Sacre tube.

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Se hai voglia di masturbarti allora non ti soddisfo

Non è affatto vero.
Toglietevi dalla testa che la masturbazione sia solo
un palliativo per la mancanza di una vita sessuale.
Non sono due alternative, sono complementari,
perché si tratta di cose assolutamente diverse.
Nel rapporto sessuale si condivide il piacere 
con qualcun altro, nella masturbazione solo con noi stessi.
Solo noi sappiamo esattamente quando e dove vogliamo le mani
il 100% del tempo in cui si fa sesso.
Il piacere che ci riservano gli altri è inaspettato,
una continua sorpresa, un appagamento affatto scontato;
il piacere che sappiamo riservarci noi lo sappiamo momento per momento,
ci assecondiamo perfettamente.
Al bando chi si masturba e dichiara il contrario, 
mollate i sensi di colpa da chiesa.
Masturbarsi è esplorare in libertà le nostre fantasie
e il nostro piacere.

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Sull’orlo dell’orgasmo

Stanotte ho sognato che volevo masturbarmi,
ma c’eri tu.
L’ultima volta che l’ho fatto è stato qualche ora prima che 
la mia famiglia subisse un lutto.
Sono passati due mesi e non ho trovato 
il tempo, la voglia e la calma per allungare la mano 
e toccarmi.
Ma ho fatto l’amore con te,
come quella notte in cui sei stato tu ad
allungare la mano nel buio per toccarmi.
E poi hai affondato la testa giù e hai assaggiato
l’umore di ragazza bagnata di fresco.
Ce l’avevi tutto sul viso quell’umore,
e io ti ho baciato perché mi eccita un sacco.
L’abbiamo fatto, io sopra di te a cosce aperte
e tu detti sempre il ritmo del mio piacere,
quando via veloce e io mi ritrovo lì,
sull’orlo di un orgasmo, cercando di non venire.
Ma non riesco a controllare i tuoi movimenti
e non posso fare a meno di cedere all’orgasmo intenso
di te che mi penetri fino alla fine.

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Orgasmi e nutella

L’odore degli umori rimane sulle mani per un po’,
anche se le si lavano col sapone.
I due profumi si mescolano.
A me il sesso fa venire una gran voglia di nutella,
la lecco dal coltello.
In sedi serie e impegnate, si è parlato di pornografia,
non chiedetemi perché.
Ebbene, un tizio pelato, quindi con molto testosterone,
ha detto che la maggior parte degli utenti di Youporn sono donne.
Sarà vero?
Io non credo di fare testo.
Coraggio, che questa settimana sta passando.

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Del segaiolo

Ora correggetemi se sbaglio, vi prego.
Per la mia modesta esperienza, io sapevo che l’uomo
ha un’anatomia tale che lo rende più soggetto all’autoerotismo,
rispetto alla donna.
Parlo di ANATOMIA, non di desiderio sessuale,
in quello possiamo essere quasi simili, io credo.
Per la mia modesta esperienza io ho sempre pensato
che se due persone stanno insieme e si masturbano non 
c’è niente di male, specie se lo fanno insieme, ehm…
La masturbazione non è sempre una pratica sostitutiva,
può esistere insieme al rapporto di coppia.
Nessuno ci conosce bene come le nostre mani.
La masturbazione è un rapporto che si ha con se stessi,
non toglie nulla al partner, a meno di situazioni patologiche o di
problemi interni alla coppia. Sbaglio?
Banalmente, Wikipedia dice:
“Tuttavia quasi sempre in una coppia i componenti, pur avendo una diminuzione notevole della frequenza con cui praticano l’autoerotismo, non smettono mai di praticarlo, poiché questo consente loro di vivere una sessualità libera dai condizionamenti dati dalla coppia e di continuare a conoscere il proprio corpo, e, a differenza di quanto a volte si pensi, non vi è nulla di patologico o di anomalo in ciò. Oltretutto l’autoerotismo spesso sostituisce il rapporto sessuale in caso di momentanea lontananza del partner”.
Nella sezione “Adulti”, per la cronaca, non quella dell’adolescenza.
Ora, se io do metaforicamente del “segaiolo” a qualcuno,
ossia se insinuo che uno si masturba, mi spiegate cosa
c’è di offensivo?
Non ci masturbiamo forse tutti?
Cos’è quest’accezione negativa della masturbazione?
Non saranno vecchi retaggi della religione per caso?
Che instilla il senso di colpa e l’annullamento di sé dalla
notte dei tempi?
Chi l’ha detto che sei perfetto se non ti sporchi le mani
del tuo piacere? Perfetto è chi ne sa godere, invece, senza vergognarsi.
Correggetemi se sbaglio, grazie.
Ah, io comunque i segaioli li adoro,
specie quando sono altruisti e condividono certe belle cose
con chi le può apprezzare.
Ciao.

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