Masturbazione colpevole

Sono una donna adulta, ho cominciato a masturbarmi 
a circa sei anni, ho frequentato un forum sul sesso,
ne ho fondato uno, ho aperto il mio primo blog
erotico quando ancora esistevano quelli
su msn e poi qui; ho sempre parlato liberamente
di sesso con mia madre, eppure anche adesso 
quando mi masturbo mi sento in colpa.
Non scrivo più come un tempo, ma mi piace venire
qui a riflettere sulla mia sessualità, di tanto in tanto.
Razionalmente so benissimo che non c’è nulla 
di cui sentirsi in colpa, siamo fatti di terminazioni
nervose volte al piacere sensuale e alla riproduzione,
però di fatto mi sento un po’ sporca.
Questo mi ricorda che prendevo in giro
un mio ex che negava fino alla morte di toccarsi, 
però conosceva benissimo le categorie dei video porno.
Io ammetto di masturbarmi, 
ma anche io mi sento in colpa.
Retaggi religiosi?
Forse, ma non del tutto.
I miei sono credenti, ma hanno sempre evitato
i sacerdoti per certe brutte esperienze e ne ho avute
anche io da adolescente, quindi me ne sono allontanata
abbastanza presto.
Certe cose però sono ataviche perché vanno avanti da millenni,
anche se il tuo nucleo familiare se ne è discostato.
Ho cominciato a toccarmi che ero talmente piccola
che lo facevo davanti ai miei. Non mi dicevano niente,
ma certi sguardi di disapprovazione non mi hanno aiutata, ecco.
Di certo il comandamento sugli atti impuri ha avuto
il suo influsso. A volte vorrei aver frequentato
il catechismo dopo i 17 anni, non nella pubertà.
C’è chi riesce a condividere i momenti di intimità
 mentre si dà piacere, lo trovo indice di una 
grande libertà della mente, quanto al sesso;
io non riesco.
Ho sperimentato diversi gradi di apertura 
alla condivisione delle mie abitudini sessuali,
ma non questa.
Non mi giudico e non mi danno per questo,
però saperne le ragioni mi interessa.
E voi? Riuscite a condividere con gli altri
i vostri momenti di piacere?

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Voyeur dei miei orgasmi | Sua Avvenenza

Fonte: https://it.pinterest.com/source/artparasites.com

A Sua Avvenenza piace guardarmi
mentre godo.
Si distende accanto a me e mi tocca.
Appoggiato su un fianco, muove
i polpastrelli sul mio clitoride,
come fossero le corde di uno strumento.
E io ansimo, mugolo piano,
lascio andare gli occhi indietro,
poi mi volto a baciarlo,
perché lo so che non vuole perdersi la scena.
E non vuole perdersi le mie contrazioni,
affonda le dita e io le tengo lì,
perché possa sentire il mio orgasmo.
Poi gli viene duro,
e facciamo l’amore.

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Il giorno che scopai una zucchina | Le scopate vegane





Ha 21 anni e racconta di una pigra domenica
in cui l’unica cosa che le andasse di fare era
vedere un film dopo l’altro, dormire e bere un bicchiere.
Ma c’era questa cosa in mezzo alle cosce,
un desiderio sessuale che reprimeva da giorni,
non aveva avuto la tranquillità necessaria per masturbarsi.
I film che aveva visto non aiutavano, parlavano 
a loro volta di un appetito sessuale smodato,
di lascivia.

Pensò: Vado al supermercato, compro una zucchina
e mi masturbo di brutto.
Non aveva un vibratore e improvvisamente 
le sembrava una cazzata.
Appena arriverò al supermercato mi sarà passata,
diceva tra sé, e invece andò dritta
al banco delle verdure per scegliere una zucchina
un po’ più sfigata delle altre, dritta, non troppo grossa,
da poter buttare, dopo.

Comprò anche i preservativi, non  è come quelle cretine
che infilavano in vagina gli ortaggi senza preservativi,
ci tiene a sottolineare.
Si sentiva come posseduta, tornò a casa,
mise a posto la spesa e andò nella sua stanza,
nella borsa la zucchina e i preservativi.
Rivestì la zucchina del preservativo,
come aveva fatto con il cazzo degli
uomini con cui era stata e le aveva fatto specie:
non aveva mai sperimentato quell’odore
e quei gesti da sola.

Passò la zucchina sul clitoride,
con dolcezza,
il lubrificante del preservativo – oh,
quanto gli era grata -, e poi la mise dentro
dentro, a poco a poco. Sempre più ingorda.
Era incredula, non sapeva che
la vagina potesse allargarsi tanto
senza un cazzo.

Allora prese a spingere dentro la zucchina
ritmicamente, mentre si toccava il clitoride,
e godeva, cazzo, godeva senza ritegno.
Stava benissimo
così, con quella cosa dura e scivolosa
a colmare quella voragine vogliosa
che non le aveva dato tregua
finché non l’aveva riempita.

Dopo qualche ora sfoderò un altro preservativo
e ricominciò, stesa sul letto col coso
in mezzo alle cosce, godeva e si fermava,
voleva che durasse il più possibile; sperimentò
posizioni diverse, la durezza della zucchina,
che non era come un morbido cazzo,
non si adattava dentro al suo sesso.

Sentire quella cosa là in mezzo
che entrava lunga e soda,
realizzare che era lei a dare il ritmo,
le era sembrata una scoperta meravigliosa.
Dopo si sentì stralunata per un po’,
quella foia la preoccupava
e si sentiva una gran porca.
Non avrebbe potuto confidarsi,
se usi un vibratore va bene,
ma la zucchina è proprio da sfigati.

Quindi ha scritto a me.
Una mail che ora ho pure io una vagina 
larga così.

Questa ragazza ha scoperto qualcosa che le donne
avevano sperimentato già sin dall’invenzione
del primo vibratore.
Niente di nuovo, ma non per lei.

Una scoperta femminista e goduriosa, a qualunque età.

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Organi sessuali come strumenti musicali

Tu sei come uno strumento.
Sdraiata vicino a lui, ti cinge il collo
con un braccio, in modo da riuscire a toccare il seno;
allunga l’altra mano verso il tuo sesso
e ti tocca.
E tu ti senti un po’ come un violoncello,
suonata da un uomo con una mano sotto
e una sopra.
Ti stuzzica il capezzolo,
strimpella il clitoride,
dopo infila un dito
e poi un altro.
Spinge a fondo,
poi torna sul clitoride,
sei bagnata e vieni,
lui affonda le dita
dentro di te,
asseconda i movimenti del tuo bacino.
Sei avvolta da lui,
ti cinge ancora il collo e
mentre vieni strapazza 
il capezzolo.
Ti guarda fisso
mentre godi.
poi ti bacia
e ti copre,
perché fa freddo.

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Libri e sex toys, uno spazio al femminile | Tuba Bazar

Si chiama Tuba, la libreria delle donne di Roma,
e come si poteva chiamare?
E’ un carinissimo locale del quartiere Pigneto, 
in cui la selezione dei libri è tutta al femminile:
Virginia Woolf, Goliarda Sapienza, Saffo…
e poi si possono anche fare acquisti hot,
dato che è fornita di sex toys.
Secondo me sono un’accoppiata vincente,
i sex toys e i libri, intendo.
Mica una donna può leggere sempre.
Poi ha voglia di masturbarsi.
Vuoi mettere toccarsi dopo aver letto un buon libro?
Io l’ultima volta ho preso questo qui, è un molto,
molto bagnato.


Se passate da Roma fateci un salto, 
c’è un bel bar dentro, e la selezione
dei libri merita.
Sacre tube.

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Se hai voglia di masturbarti allora non ti soddisfo

Non è affatto vero.
Toglietevi dalla testa che la masturbazione sia solo
un palliativo per la mancanza di una vita sessuale.
Non sono due alternative, sono complementari,
perché si tratta di cose assolutamente diverse.
Nel rapporto sessuale si condivide il piacere 
con qualcun altro, nella masturbazione solo con noi stessi.
Solo noi sappiamo esattamente quando e dove vogliamo le mani
il 100% del tempo in cui si fa sesso.
Il piacere che ci riservano gli altri è inaspettato,
una continua sorpresa, un appagamento affatto scontato;
il piacere che sappiamo riservarci noi lo sappiamo momento per momento,
ci assecondiamo perfettamente.
Al bando chi si masturba e dichiara il contrario, 
mollate i sensi di colpa da chiesa.
Masturbarsi è esplorare in libertà le nostre fantasie
e il nostro piacere.

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Sull’orlo dell’orgasmo

Stanotte ho sognato che volevo masturbarmi,
ma c’eri tu.
L’ultima volta che l’ho fatto è stato qualche ora prima che 
la mia famiglia subisse un lutto.
Sono passati due mesi e non ho trovato 
il tempo, la voglia e la calma per allungare la mano 
e toccarmi.
Ma ho fatto l’amore con te,
come quella notte in cui sei stato tu ad
allungare la mano nel buio per toccarmi.
E poi hai affondato la testa giù e hai assaggiato
l’umore di ragazza bagnata di fresco.
Ce l’avevi tutto sul viso quell’umore,
e io ti ho baciato perché mi eccita un sacco.
L’abbiamo fatto, io sopra di te a cosce aperte
e tu detti sempre il ritmo del mio piacere,
quando via veloce e io mi ritrovo lì,
sull’orlo di un orgasmo, cercando di non venire.
Ma non riesco a controllare i tuoi movimenti
e non posso fare a meno di cedere all’orgasmo intenso
di te che mi penetri fino alla fine.

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Orgasmi e nutella

L’odore degli umori rimane sulle mani per un po’,
anche se le si lavano col sapone.
I due profumi si mescolano.
A me il sesso fa venire una gran voglia di nutella,
la lecco dal coltello.
In sedi serie e impegnate, si è parlato di pornografia,
non chiedetemi perché.
Ebbene, un tizio pelato, quindi con molto testosterone,
ha detto che la maggior parte degli utenti di Youporn sono donne.
Sarà vero?
Io non credo di fare testo.
Coraggio, che questa settimana sta passando.

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