E tanti complimenti alle tette!

Non vado matta per i video in cui ci sono ragazze che si masturbano,
in genere sono molto patinati, sembrano finti,
ma questo mi piace molto, il modo in cui tiene le gambe, il modo in cui
si tocca, l’idea di farlo mentre guarda un porno e 
i suoi seni, io impazzirei per due seni così.
Enjoy it!

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La voglia di toccarsi

Dopo un po’ di anni, ho ripreso i contatti
con un uomo che ho conosciuto su un forum 
dedicato a tematiche sessuali. Con olio di gomito
e crema alla calendula, amava masturbarsi 
parecchie volte al giorno. Parlava di come lo 
facesse, all’alba e al tramonto, godendo dei suoi umori,
non poteva fare a meno di stimolare la prostata con l’aiuto
di piccoli dildo.
E, signore e signori, ha più di cinquant’anni,
 e una vita sessuale altrettanto soddisfacente con la sua compagna.
Ho sempre ammirato questa sua consapevolezza 
sessuale, questo desiderio, questa pulsione sempre viva.
Io ho una vita sessuale soddisfacente,
ma non mi masturbo più da un mese o due.
Persa tra invio curricula, compilando questo o quel form
per iscrivermi ai siti annunci di lavoro,
sempre in giro per appiccicare volantini
e far sapere al mondo che vorrei dare lezioni private,
non sento più quel formicolio che mi invitava
a toccarmi.
Non dimenticarti di te stessa, avverte il mio amico,
il tuo piacere è importante.
Allora lo cerco, in due è più facile trovarlo, il 
mio uomo sa toccare i tasti giusti.
Ieri, in compagnia di un’amica, vado alla Fiera della piccola
e media editoria di Roma, Più Libri più Liberi,
a fare quello che mi piace di più, sentir parlare di libri,
per poi leggerli e scriverne a mia volta.
Prendo appunti, twitto in diretta.
Voglio fare questo.
Al ritorno, io e la mia amica simil egiziana parliamo
di cinema. Io vorrei vedere La vita di Adele, dico, me ne 
hanno parlato bene. E lei: Te lo sconsiglio. E’ molto bello,
ma ci sono scene dettagliate e lunghissime sui rapporti sessuali della
protagonista con la sua ragazza.
Bene, penso riconoscendo quel caldo formicolio,
 bentornata voglia di toccarmi.
 

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Fighe Vintage | Helmut Newton al Palazzo delle Esposizioni

Stavo per diventare lesbica.
A questa mostra che si tiene a Roma, a Palazzo delle Esposizioni,
io stavo per mutare del tutto i miei gusti sessuali.
Si tratta di una mostra dedicata a Helmut Newton
che raccoglie gli scatti dei suoi primi volumi pubblicati a stampa.
La rivoluzione di Newton consistette nel fatto che nelle sue foto d’alta moda 
comparvero dei nudi, neanche troppo celati.
Da fruitori di foto, Newton ci trasforma in voyeur, perché ritrae nudi,
baci saffici, scene d’un galante erotismo.
Per me saranno sempre le “fighe vintage”,
perché le foto risalgono per lo più agli anni ’80,
col caratteristico pelo non troppo curato, le pettinature patinate,
i reggicalze e le tette al vento, cazzo quante ce n’é.
Le tette più belle della fotografia. 
Una celebrazione della bellezza femminile,
ve ne lascio qualcuna. 

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Allarme rosso! Feticcio!

Da brava autosmanettatrice, anche io vado in cerca
di bei video porno on line.
Sempre più spesso incappo in stupidaggini, come
questo video che lascia mooolto a desiderare,
tranne che per due elementi: i genitali del ragazzetto
sfigato di sinistra style e, rullo di tamburi,
i seni di lei.
Avete visto che capezzoli vispi???
E a queste immagini da cui ho tratto una screencap,
ho riconosciuto uno dei miei fetici.
Ebbene sì, dei bellissimi seni in parte nascosti
da un indumento chiaro, da brava ragazza,
sono cose che mi mandano in un altra dimensione,
quella lesbica, dell’adorazione del corpo femminile.
Incontrassi una così…
farebbero festa le mie dita e la mia lingua.

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Il problema dell’amica un po’ lesbica


Il problema dell’amica un po’ lesbica è che poi
ti si vuole fare.
Vi avevo parlato di questa mia amica, che è una
buongustaia, perché le piace l’uomo e la donna,
e come darle torto???
Ma da quando abbiamo ripreso a frequentarci
noto qualcosa di diverso.
Tipo quella battuta su un locale del Pigneto
(quartiere di Roma un po’ malfamato, un po’ gay radical chic, 
sicuramente molto vivo culturalmente),
dove mi piacerebbe andare e per cui secondo lei
“dovremmo entrare come coppia”.
Beh, io ho riso molto quando me l’ha detto,
ma poi ho pensato che intendesse qualcosa di più.
E’ molto affettuosa, dice che il tipo di donna che le piace
ha certe caratteristiche che anche io posseggo.
Insomma.
Non è il mio tipo, non mi piace, non ci andrei a letto.
Ma mi ci sto affezionando seriamente, come persona.
E’ molto empatica, capisce al volo le situazioni,
sa ascoltare e non giudica. Parla schiettamente
ed è affettuosa. E’ una persona rassicurante
in questo momento, si sta dimostrando un’amica.
Dovrò farle capire che non è il mio tipo,
sessualmente, se è intelligente come penso capirà.
Questo non vuol dire mica che disdegnerei
un po’ di sesso con una donna…né con un uomo.
Adoro le donne, ora come ora ho ‘sta fantasia ricorrente
di poggiare i palmi delle mani be aperti e spalmati d’olio profumato, 
su due capezzoli festosi e accarezzarli così, tipo metti la cera,
togli la cera….
  Nonostante questo, senza cazzo mi riuscirebbe difficile vivere.
Bonjour la finesse.
 

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Sei ancora sveglia?

Ultimamente ripenso ad un dottore che mi
ha curata, uno che avrà almeno sessant’anni e che
si divertiva a farmi domande di natura sessuale 
con la scusa di capire se fossi depressa oppure no.
Ebbene, questa settimana ho temuto di esserlo,
perché ogni volta che cliccavo su “Nuovo post”
non c’era niente di erotico che mi stuzzicasse le idee.
Proprio niente.
Questa settimana mi è successo di tutto,
la mia vita sessuale in punizione, dietro la lavagna.
Ieri sono stata con una mia amica che da un po’
fa sesso a tre con una coppia di amici suoi.
Io sono l’unica con cui ne parla, perché non li conosco
e probabilmente pure perché non mi sconvolgo e non giudico.
HA! Se sapesse che ho questo blog!
Confesso che a sentirla parlare
 
 di come sia bello non pensare in quel momento
a chi sia uomo e chi donna, ma a godere
scopando e basta; vederla valutare un babydoll
in base alla trasparenza, perché non le piace le si vedano
i capezzoli; pensare semplicemente a tre corpi
aggrovigliati nel piacere…scambiarsi opinioni
sul tipo di intimo che ci piace indosso ad una donna…
mi ha fatto sentire un brivido, un formicolio,
un calore familiare proprio lì, in mezzo alle cosce.
La voglia di scopare.
Sei ancora sveglia, cara la mia vagina?
– Sì.

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Sguardi equivoci? No.

No, per dire,
ieri ero a prendere un caffé con un carissimo
amico e…mi va a beccare che fissavo una ragazza seduta
di fianco a noi.
=_=’
E’ che mi trovo a mio agio con lui, quindi 
ho mostrato questo lato di me. 
Mi ha attirata il modo semplice in cui era truccata,
il colore del suo smalto, poi TAC,
ho cominciato a guardarle i seni.
Era proprio femminile, questa ragazza.
Eh…mi hanno beccata!
Che ci posso fare se il mio sesso è il più bello.

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Sognare il sesso con un trans | 1984

Pessimo sogno…ma mica perché era un trans, anzi,
mi piaceva molto…anche se lo scoprivo 
proprio mentre ero con lei.
Aveva la pelle molto abbronzata, questa mora in costume
da bagno sdraiata di fronte a me.
Finalmente una lei era alla mia mercè, pensavo di
farle quello che avevo sempre pensato potessi fare
con una donna.
Ma purtroppo il piacere si tramutava in dolore:
i suoi seni sodi sapevano di silicone e mi risuonava
in testa una frase sentita in un film,
“mia moglie ha le tette rifatte, sono bellissime da vedere
ma orribili da toccare”;
e mentre proseguivo a baciarla scendendo giù,
la vagina non era proprio come l’avevo sempre conosciuta,
e lei mi diceva “me l’hanno ricostruita, quindi non sento
piacere come le altre donne”.
Niente clitoride.
Non so se ho letto troppo sull’infibulazione,
o se il libro che leggo adesso, 1984, mi ha colpito
per come in quella realtà descritta  da Orwell si inibisca il piacere 
sensuale…o sarà che lo Stato Italiano e la crisi mondiale
oggi rubano ai giovani i loro sogni, frustrano le loro aspettative,
deprecano i loro titoli di studio, cercando l’agognata
esperienza che nessuno però è disposto a far fare.
Insomma questo sogno aveva ben poco di 
sessuale.
da leggere prima di morire. Sarà una coincidenza,
visto che c’è un mondo di merda là fuori?

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