Voyeur dei miei orgasmi | Sua Avvenenza

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A Sua Avvenenza piace guardarmi
mentre godo.
Si distende accanto a me e mi tocca.
Appoggiato su un fianco, muove
i polpastrelli sul mio clitoride,
come fossero le corde di uno strumento.
E io ansimo, mugolo piano,
lascio andare gli occhi indietro,
poi mi volto a baciarlo,
perché lo so che non vuole perdersi la scena.
E non vuole perdersi le mie contrazioni,
affonda le dita e io le tengo lì,
perché possa sentire il mio orgasmo.
Poi gli viene duro,
e facciamo l’amore.

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Quant’è scopabile la nazionale italiana di pallavolo maschile

Alzi la mano quella pulzella
che non ha desiderato fidanzarsi
con tutta la nazionale italiana di pallavolo maschile.
Ora la alzi invece chi si sbatterebbe
allegramente tutto lo spogliatoio.
Ecco, ora cerchiamo di restringere
il campo ai giocatori più hot della nazionale
per un podio tutto femminile:
il medagliere della vagina.
In terza posizione si piazza Osmany Juantorena!


In seconda posizione Filippo Lanza!!
Al primo posto entra di prepotenza Ivan Zaytsev,
agitatore di ormoni.
Un quarto posto virtuale a
Simone Giannelli,
Cresci bene che ripasso della squadra.
Impossibile giudicare soltanto l’aspetto
e dimenticare il modo in cui giocano a pallavolo,
è evidente che la mia personale
classifica si basa inevitabilmente
sul loro gioco.
Dite, dite pure la vostra,
ché ricordarne solo tre non rende giustizia
a una squadra di fuoriclasse.
Non avranno vinto la medaglia d’oro,
ma il loro gioco è stato straordinario
e coinvolgente oltre ogni immaginazione. 
Prima ancora di essere dei bei ragazzi
sono giocatori brillanti.
Forza azzurri!

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Il giorno che scopai una zucchina | Le scopate vegane





Ha 21 anni e racconta di una pigra domenica
in cui l’unica cosa che le andasse di fare era
vedere un film dopo l’altro, dormire e bere un bicchiere.
Ma c’era questa cosa in mezzo alle cosce,
un desiderio sessuale che reprimeva da giorni,
non aveva avuto la tranquillità necessaria per masturbarsi.
I film che aveva visto non aiutavano, parlavano 
a loro volta di un appetito sessuale smodato,
di lascivia.

Pensò: Vado al supermercato, compro una zucchina
e mi masturbo di brutto.
Non aveva un vibratore e improvvisamente 
le sembrava una cazzata.
Appena arriverò al supermercato mi sarà passata,
diceva tra sé, e invece andò dritta
al banco delle verdure per scegliere una zucchina
un po’ più sfigata delle altre, dritta, non troppo grossa,
da poter buttare, dopo.

Comprò anche i preservativi, non  è come quelle cretine
che infilavano in vagina gli ortaggi senza preservativi,
ci tiene a sottolineare.
Si sentiva come posseduta, tornò a casa,
mise a posto la spesa e andò nella sua stanza,
nella borsa la zucchina e i preservativi.
Rivestì la zucchina del preservativo,
come aveva fatto con il cazzo degli
uomini con cui era stata e le aveva fatto specie:
non aveva mai sperimentato quell’odore
e quei gesti da sola.

Passò la zucchina sul clitoride,
con dolcezza,
il lubrificante del preservativo – oh,
quanto gli era grata -, e poi la mise dentro
dentro, a poco a poco. Sempre più ingorda.
Era incredula, non sapeva che
la vagina potesse allargarsi tanto
senza un cazzo.

Allora prese a spingere dentro la zucchina
ritmicamente, mentre si toccava il clitoride,
e godeva, cazzo, godeva senza ritegno.
Stava benissimo
così, con quella cosa dura e scivolosa
a colmare quella voragine vogliosa
che non le aveva dato tregua
finché non l’aveva riempita.

Dopo qualche ora sfoderò un altro preservativo
e ricominciò, stesa sul letto col coso
in mezzo alle cosce, godeva e si fermava,
voleva che durasse il più possibile; sperimentò
posizioni diverse, la durezza della zucchina,
che non era come un morbido cazzo,
non si adattava dentro al suo sesso.

Sentire quella cosa là in mezzo
che entrava lunga e soda,
realizzare che era lei a dare il ritmo,
le era sembrata una scoperta meravigliosa.
Dopo si sentì stralunata per un po’,
quella foia la preoccupava
e si sentiva una gran porca.
Non avrebbe potuto confidarsi,
se usi un vibratore va bene,
ma la zucchina è proprio da sfigati.

Quindi ha scritto a me.
Una mail che ora ho pure io una vagina 
larga così.

Questa ragazza ha scoperto qualcosa che le donne
avevano sperimentato già sin dall’invenzione
del primo vibratore.
Niente di nuovo, ma non per lei.

Una scoperta femminista e goduriosa, a qualunque età.

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Sesso nell’aria

Quando ci sono vibrazioni sessuali
risuonano tutt’intorno.
La ragazza che vive con me ha conosciuto
un moro riccioluto per le strade della città, 
durante una delle partite dell’Italia. L’ha abbordata
con pretesti giocosi e hanno chiacchierato a lungo.
Ieri sera sono usciti insieme,
una birra e una passeggiata,
una limonata e un cazzo così duro
che ne hanno approfittato subito.
Sono andati da lui,
lei dice che è molto passionale,
dolce allo stesso tempo, e il cazzo
ce l’ha grande.
Poi hanno chiacchierato ancora,
hanno cercato di dormire, ma niente.
Lui non le stava troppo vicino,
per il caldo diceva.
All’alba, con l’aria più fresca,
lo hanno rifatto.
Una doccia e via, prima di andare al lavoro,
colazione insieme, dopo due ore scarse di sonno.
“Voglio istituire la giornata mondiale di ieri”, 
dice lei. Mentre aspettiamo il verdetto, per sapere
se son rose.
L’aura sensuale che oggi si porta addosso
ha coinvolto i suoi colleghi, specie uno,
che è il suo ex e che l’ha vista con lui ieri sera.
Ha coinvolto anche noi, a casa.
Spero abbia coinvolto una coppia, vicino a noi.
Stanno insieme da molto tempo e sono stanchi,
si danno la colpa l’un l’altra per tutto.
L’aura sensuale potrebbe svegliarli,
tanta è la scia di desiderio
che porta con sé.

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Organi sessuali come strumenti musicali

Tu sei come uno strumento.
Sdraiata vicino a lui, ti cinge il collo
con un braccio, in modo da riuscire a toccare il seno;
allunga l’altra mano verso il tuo sesso
e ti tocca.
E tu ti senti un po’ come un violoncello,
suonata da un uomo con una mano sotto
e una sopra.
Ti stuzzica il capezzolo,
strimpella il clitoride,
dopo infila un dito
e poi un altro.
Spinge a fondo,
poi torna sul clitoride,
sei bagnata e vieni,
lui affonda le dita
dentro di te,
asseconda i movimenti del tuo bacino.
Sei avvolta da lui,
ti cinge ancora il collo e
mentre vieni strapazza 
il capezzolo.
Ti guarda fisso
mentre godi.
poi ti bacia
e ti copre,
perché fa freddo.

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Un bicchiere di vino per me sola

Vi capita mai di uscire da soli, sedervi da
qualche parte e concedervi una cosa da bere?
La mia coinquilina è astemia, studia,
ha freddo, è stanca, e così se mi gira di uscire
last minute mi ritrovo spesso da sola.
Giorni fa sono andata in un locale
che ho scoperto da poco, piccolo, accogliente
e bellissimo, dove ho notato sin da subito
la gentilezza del personale.
Adoro sedere al bancone, quando vado lì
lo faccio sempre. Se ti siedi al bancone non 
ti va poi così tanto di isolarti.
L’altro giorno,
ispirata dalla copertina col bicchiere Martini, ho portato
con me La tregua di Mario Benedetti,
visto che stavo andando in un bar. Che fantasia, eh?
Ho sorseggiato del vino rosso e per un’oretta
mi sono immersa nella lettura
come non succedeva da giorni.
Succhiavo olive bianche, rosicchiavo bruschette
e sorbivo vino, prima di cena.
Ce n’è qualcuno tra voi?
A me ispirano racconti, i bartender.
Vi piacerebbe leggere racconti zozzi su
qualcuno che sa preparare un cocktail come 
si deve?

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Le mani in gola #Sexystories

Le prime ore dietro al bar profumano di menta un po’ di più,
arriva a mazzi e tocca a me sistemarla.
Poi la pesto tutta la sera, con lo zucchero di canna,
l’odore del rum esala forte, il rito è sempre lo stesso.
In questo locale un po’ vintage di Monti a Roma,
il mojito è una specialità.
Stasera torno al lavoro con dei bei pensieri in mente
e una piacevole sensazione tra le cosce.
Ieri ho preparato cinquantatré cocktail
sotto gli occhi discreti di un ragazzo che
beveva birra. 
Sembra stare bene da solo,
viene al locale da un po’ e riserva
una battuta gentile per chi gli siede accanto,
per me e i miei colleghi.
Dopo il turno mangio sempre un ghiacciolo
fuori del locale, seduta su dei gradini.
Ieri notte, mentre succhiavo ghiaccio 
al sapore di limone, l’ho visto 
salire a cavalcioni della sua vespa blu.
Mi ha guardata, si è fermato ad attendermi.

Ho esitato, lo ammetto, ma poi mi sono alzata
da terra, ho fatto i quattro passi che mi separavano 
da lui e sono salita sulla vespa, in silenzio;
gli ho cinto la vita con le mani, mentre con uno scatto
spingeva verso il basso per accendere il motore.
Mi ha portata nel suo piccolo monolocale che si affaccia
su un terrazzino pieno di piante,
sentivo ancora odore di menta.
Dappertutto.
Mi ha assaggiata piano, al buio, non prima di aver 
percorso tutto il mio corpo con le mani,
per spogliarmi e accarezzarmi.
Un fremito, potente.
Ero tesa verso il piacere.
Ha cominciato a scoparmi,
colpi di bacino lenti e decisi,
e mentre godevo ha posato le mani
sulla mia gola, per poi stringerla con 
una lieve pressione.
Da bambina, quando volevo venire in fretta,
trattenevo il respiro.

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L’amante con cui svaniscono i tabù

C’è questo bellissimo video, 
La filosofia del sesso orale di Alain de Botton, 
che in due minuti e mezzo mi ha dato più spunti di riflessione
di molte altre cose che io ricordi.
Ad esempio descrive benissimo il modo in cui
più cresciamo, più cominciamo a vergognarci della nudità 
o ci sentiamo in colpa se ci tocchiamo per darci piacere.
Ma resta sempre in noi la necessità di essere accettati
per ciò che siamo.
Questo ha a che fare col sesso orale:
si tratta di qualcosa che non faremmo con qualcuno
che non ci piace, lo troveremmo disgustoso.
“Ma, con la persona giusta, quando il disgusto
potrebbe essere al massimo, proviamo solo
accettazione, accoglienza e consenso”,
dice de Botton nel video.
Ed è esattamente così,
ma mi ha fatto pensare ad altro.
Non è necessario provare disgusto 
per non desiderare certe cose:
anche se qualcuno ci piace potremmo rifiutare 
l’idea di condividere con quella persona
alcune esperienze sessuali.
Per esempio, sebbene anni fa mi piacesse un ragazzo,
mi disgustava vederlo eiaculare o rifiutavo
anche solo l’idea che mi penetrasse da dietro,
cose che invece in seguito con qualcun altro mi hanno
resa sessualmente molto appagata.
L’esperienza più bella consiste nel vivere
quei momenti in cui ti trovi a letto con qualcuno
e, attimo dopo attimo, scopri che con quella persona
ti piace fare molto di più di quello che pensavi;
il tuo universo sessuale si arricchisce di esperienze
di godimento che non credevi di poter sperimentare.
Pensavi non ti piacessero quelle cose e che non ti 
avrebbero mai fatto godere.
Invece poi trovi la persona che, facendo proprio quelle cose,
ti procura orgasmi epici.
E sembra che le sue mani siano state fatte apposta
per plasmare il tuo piacere; è una questione 
chimica, non ci sono altre spiegazioni.
Non è che non ci piacciono certe cose,
è che fatte con alcune persone diventano irrinunciabili
per il modo in cui proprio loro
le fanno, ovvero in un modo così splendido
da portarci in un soffio oltre i nostri tabù.

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Spagnola e schiaffetti sui capezzoli | Video

Vi lascio il link di un video che a me piace molto,
in cui una coppia fa delle cosine deliziose.
Anzitutto una gloriosa spagnola,
che secondo me gli uomini devo amare molto
con chi ha le tette giuste, s’intende.
Non c’è il finale a spruzzo, ma giusto perché
il video continua.
Intraprendente e sfacciato, il ragazzo,
le pianta due schiaffetti decisi sui capezzoli,
che vista così sembra una figata;
io non li ho mai provati e mi sto chiedendo 
se al posto di lei godrei abbestia o se gli allenterei
un cazzotto per il dolore.
Ancora non lo so, ho i capezzoli 
parecchio sensibili, pure troppo.
Ma è bella l’idea di poter sperimentare
sempre qualcosa di nuovo, a letto.
Non vi dico altro,
godetevi questi due, 
io li adoro.

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Scopare con Tinder

Ultimamente per lavoro mi ritrovo a contatto
con persone che poi mi raccontano la loro vita sessuale,
inevitabilmente.
Ho smesso di chiedermi il perché.
Mi sono ritrovata in casa di questa ragazza,
la mattina presto, mentre rifà il letto
dopo una notte di sesso;
mi ritrovo spesso in situazioni ad alto 
contenuto di confidenze erotiche,
che a me piacciono moltissimo
perché osservo senza giudicare,
imparo sugli altri cose piccanti,
e forse anche su di me.
C’è questo ragazzo poco più che trentenne 
a cui piacciono le 35enni e 
le quarantenni, sarà un cliché?
Sì.
Comunque si scocciava ad aspettare il fato per conoscerle
e allora si è iscritto su Tinder.
Cos’è Tinder? Un’applicazione che si può scaricare sul proprio
telefono per geolocalizzare le persone vicine a noi,
una specie di geografia della scopata possibile.
Arrivo tardi, lo so, ma a me piace la vecchia maniera
per trovare qualcuno, tipo fare esperienze concrete,
venire a contatto fisicamente, prima che virtualmente, con qualcuno e
non scorrere su una lista di foto per capire chi mi scoperei.
Dico così, a naso e senza aver mai provato a usare Tinder.
A quanto ho capito si iscrivono persone 
normalissime, piacenti, non è il covo
virtuale dei disperati, ecco.
Nel giro di qualche settimana questo ragazzo ha conosciuto ragazze
italiane e straniere, fatto esperienze sessuali notevoli
e soddisfatto le sue fantasie. 
Non ha incontrato casi umani, che io sappia non ha 
contratto malattie sessualmente trasmissibili,
non l’hanno picchiato né sodomizzato.
E voi? L’avete usato?
Cosa ne pensate?
È il modo più veloce per 
trovare il piacere a due passi da casa?
Come vi piace imbattervi in qualcuno?
Sono curiosa.

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