Manifesto contro l’angelo del focolare

“Angelo del focolare” è una contraddizione in termini,
da secoli al focolare ci stanno le streghe, 
quelle che conoscono antichi rimedi ed erbe del bosco.
Io non sono l’angelo del focolare, anche se mi piace cucinare,
lascio sfrigolare la cipolla a lungo,
ma non lavo vetri e non so quale detersivo
serva per questo o per quello.
Non so come si smacchiano i tessuti e stiro maluccio,
preferisco prenderlo in bocca.
Appena tornata a casa mi piace mangiare bene e scrivere,
non mi va di pensare alla lavatrice.

Non è l’ideale, ma sono fatta così.

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Sull’orlo dell’orgasmo

Stanotte ho sognato che volevo masturbarmi,
ma c’eri tu.
L’ultima volta che l’ho fatto è stato qualche ora prima che 
la mia famiglia subisse un lutto.
Sono passati due mesi e non ho trovato 
il tempo, la voglia e la calma per allungare la mano 
e toccarmi.
Ma ho fatto l’amore con te,
come quella notte in cui sei stato tu ad
allungare la mano nel buio per toccarmi.
E poi hai affondato la testa giù e hai assaggiato
l’umore di ragazza bagnata di fresco.
Ce l’avevi tutto sul viso quell’umore,
e io ti ho baciato perché mi eccita un sacco.
L’abbiamo fatto, io sopra di te a cosce aperte
e tu detti sempre il ritmo del mio piacere,
quando via veloce e io mi ritrovo lì,
sull’orlo di un orgasmo, cercando di non venire.
Ma non riesco a controllare i tuoi movimenti
e non posso fare a meno di cedere all’orgasmo intenso
di te che mi penetri fino alla fine.

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Io come uomo e tu come donna

Io poltrivo a letto, tu in cucina a fare colazione.
Quando mi sono alzata con gli occhi pieni di sonno
sono venuta ad affondare il naso nel tuo collo,
mentre lavavi i piatti.
E c’era l’odore della tua pelle, 
io non credo possa mentire,
se mi piace così tanto ci sarà un motivo;
e poi c’era la tua vita e io che la cingevo
così bene, per tenerti stretto;
e poi c’era il tuo pigiama e io lo so
che non porti niente sotto.
Allora ho preso a toccarti, a stringerti, 
a muovermi contro di te. 
E poi c’era che mi mancavi, 
così quando finalmente ti sei girato verso di me,
coi miei nuovi muscoletti da palestra,
ti ho trascinato verso il letto,
mentre camminavi all’indietro e
perdevi le pantofole come quella lì,
come si chiama, quella che perde la scarpa.
Allora ti ho baciato dappertutto
e poi sì, sono scesa giù.
I ruoli invertiti mi piacciono.

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Sexy Christmas

Questo Natale strano senza di lui,
che ormai è casa insieme al viso di mia madre
e al musetto del gatto.
La parola d’ordine è costruire.
Un giorno butterò le pillole e sveglierò
le mie ovaie dal torpore;
intanto parliamo del nome.
Mi piace quando lui mi regala qualcosa per noi,
come adesso, mi ritrovo con della lingerie
nuova molto sexy.
Non vedo l’ora di ripetere l’esperienza, tu torni a casa 
e io sono lì a toccarmi, mentre ti aspetto.

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L’amore è un ricordare

Si dicono tante cose ovvie, poi realizzi che sono pure vere.
Sono sempre più convinta che l’amore sia un continuo ricordare.
Non puoi considerare una persona per quello che ha fatto 
nell’ultima settimana, devi considerare tutto quello
che ha fatto con te e per te.
A volte però ci si chiede
 Chi è questa persona che mi vive accanto?
Quella che a volte mi ferisce con gesti e parole
o quella che mi ha capita, stimolata e amata
con mille attenzioni?
Entrambe.
Una parte di questa persona non esclude l’altra.
Mi racconta la mia amica sposata.

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Il decalogo della convivenza felice – Al femminile

No, non sarò così arrogante da dire
che ho le regole perfette in tasca, perché non ce l’ho.
Ma mi piaceva questo titolo, perché ultimamente
sono a caccia di cose “felici”, libri, film, eccetera.
Dopo quasi due mesi di convivenza sento di poter 
abbozzare una lista, magari nel tempo cambierà,
si arricchirà.
1) Dire ciò che non ci va dell’altro senza rimandare,
con rispetto ed educazione
Questo mi ha insegnato anni e anni di convivenza con sconosciuti,
e vale pure per la convivenza di coppia. Se te le tieni in gola, le cose
che non ti vanno si ingigantiscono.
2) Non far notare troppo bruscamente al tuo lui che fa parte 
di quel genere umano che,
da che mondo è mondo, fa pipì sul bordo della tazza.
Il mio ragazzo è pulitissimo fortunatamente, ma ho avuto 
altre brutte esperienze. Ma, dico io, sedersi no? 
Andate di fretta?
3) Non lasciarsi andare mai troppo, quando si soffre.
Non ho scritto per un po’ perché avrei parlato solo di mancanza 
di lavoro. Sinceramente ammorbarvi i coglioni mi dispiacerebbe.
So che ultimamente mi sono lasciata troppo andare per questo 
e non va bene. Bisogna aggrapparsi alle cose quotidiane,
non estraniarsi, ne va pure del rapporto di coppia.
4) La cura del pelo pubico aiuta molto la convivenza.
Mi sono lasciata andare al punto che non la curavo più.
Il giorno che ho ricominciato ad averne cura
 fare l’amore è venuto moooolto meglio. 
5) Discutere fa bene, ma è meglio farlo con lo spirito di chi
vuole arrivare ad una conclusione costruttiva, non per 
il gusto di scornarsi.

6) Le persone sbagliano, anche quelle che amiamo. Il passar
sopra agli errori dell’altro è commisurato a quanto ci teniamo.
Sempre nel rispetto reciproco eh, 
non è che se tu mi picchi io ti amo troppo
quindi pace. D’accordo????
7) Se lui dice frasi come “Cosa ti cucino stasera?”,
“Non è che perché stai con me mi devi stirare le camicie”, o
“Le pulizie si fanno insieme” è sicuramente papabile e meritevole
dei vostri più sentiti blow jobs.
8) Se poi però dice pure “La spazzatura la butto solo io”
vi dovete dare una regolata. Eh.

9) Cercare di non invadere la casa con le proprie cose,
fossero calzini o grucce o altre cianfrusaglie, aiuta
la convivenza senza spargimenti di sangue.

10) Si tromba almeno due-tre volte la settimana e questo
distende tutti i conflitti, aiuta il sonno, fa smaltire le calorie,
la circolazione sanguigna e tutto il resto.
Ecco, a grandi linee. Mancheranno altre cose fondamentali,
sono sicura. 
Del resto, sto ancora imparando.

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Thoughts during sex

Che delizioso profumo che hai sulle labbra,
dopo avermi leccata in mezzo alle cosce.
E io ti bacio.
A me piace guardarti mentre godo,
ché tu non ti perda nulla di quel piacere,
non un’espressione, né gli umori.
C’è a chi piace nascondersi, mentre viene,
quasi l’orgasmo fosse un fatto privato.
E poi vieni dentro di me,
sperma e sperma che non darà frutti,
noi siamo la generazione dal ritmo di vita
che non si accorda con quello biologico.

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L’ho fatto

Da una settimana convivo.
Non starò qui a raccontarvi di sesso a tutte le ore, ché ho
avuto il ciclo più lungo della storia e non so perché
mi si infiamma tutto là sotto quand’è così.
Comunque ho capito che “casa” è l’odore della sua pelle,
specie in viso, vicino alle labbra.
Questo cambiamento si potrebbe riassumere in due frasi:
Sono felice, ho una paura fottuta.
Ciao.
Ah, P.S., a casa ho la pasta Balilla,
ma sono le ultime confezioni, giuro.
 

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