Notti di provincia

Viola tornò mezz’ora dopo. Sandra fremette d’orrore nel vedere che era seguita da Leffi. Ed era solo l’inizio. Uno per volta entrarono Dotti, Mauri, Vassalli, i coniugi Rebini ed infine Simonetta. Quest’ultima sembrava piuttosto imbarazzata, ma ciò non le impediva di guardare con interesse lo spettacolo di Sandra incatenata e con le gambe spalancate sul […] Continue reading

Notti di provincia

Viola tornò mezz’ora dopo. Sandra fremette d’orrore nel vedere che era seguita da Leffi. Ed era solo l’inizio. Uno per volta entrarono Dotti, Mauri, Vassalli, i coniugi Rebini ed infine Simonetta. Quest’ultima sembrava piuttosto imbarazzata, ma ciò non le impediva di guardare con interesse lo spettacolo di Sandra incatenata e con le gambe spalancate sul […] Continue reading

Marzia arrapatrice

L’avevo conosciuta da pochi giorni e dato che era la fine di luglio le ho proposto una vacanza in Toscana, all’isola d’Elba. Erano ormai due anni che andavo nello stesso albergo e se la fanciulla avesse accettato, avrei disdetto la camera singola per prenotarne una matrimoniale. Marzia, una intrigante biondina venticinquenne, sulle prime ha tergiversato […] Continue reading

Il portiere della squadra di calcio

Tutto si può dire di Sofia, tranne che sia un’appassionata di calcio, quello giocato s’intende; potete quindi capire il mio stupore quando, qualche tempo fa, in un bel sabato mattina dei primi di marzo, mentre mi accingevo ad uscire di casa per andare in uno dei campi di calcio della zona per assistere ad una […] Continue reading

Bull per caso

E’ diverso tempo che non scrivo, questo racconto è stato ispirato da un amico

Voglio raccontarvi come tutto ha avuto inizio. Anni fa mi trovai per lavoro a Bologna, sarei dovuto rimanere anche la notte e così la sera andai a mangiare in un ristorante che mi avevano indicato in albergo.

Era un locale elegante, ben arredato e accogliente, con luci soffuse e pochi tavoli ben disposti dove erano sedute prevalentemente coppie. In un angolo un po’ appartato ce n’era una che  attrasse il mio sguardo, poiché la donna mi colpì particolarmente. Aveva lunghi capelli scuri che le incorniciavano il viso e il seno generoso era trattenuto a stento da una  camicetta trasparente e molto aderente che faceva intravvedere il reggiseno di pizzo sotto.  Mi sono domandato come il marito la lasciasse uscire vestita così. Nonostante l’abbigliamento non era volgare, ma certamente molto provocante. Vedevo i  camerieri che facevano a gara per servirla e notavo lo sguardo orgoglioso del marito quando le occhiate indugiavano sulla sua scollatura. Incuriosito mi sedetti al tavolo più vicino da dove potevo vederli bene. Lui sembrava pendere dalle sue labbra. Era un uomo piacevole, ben vestito, e da quello che intuivo sembrava molto affettuoso e gentile con lei.  Fu così che casualmente, con la scusa del brutto tempo attaccai bottone con lui. Entrambi ci lamentammo del freddo, delle stagioni che non erano più le stesse… le solite cose che si dicono in questi casi.  Intanto cominciai a lanciare occhiate su di lei.. i nostri sguardi si incrociarono mentre fingevo di interessarmi alla conversazione con lui. Ad un certo punto, come se non bastasse la trasparenza, mentre parlavo con il marito lei, non vista,  si sbottonò  un po’ la camicetta e il reggiseno push up le fece letteralmente esplodere la carne. Ma allora lo faceva apposta a provocarmi, che troia! Mi aveva fatto drizzare il cazzo con quel gesto, era imbarazzante parlare con il marito con il cazzo duro nei pantaloni. A un tratto lui mi invitò a  unirmi al loro tavolo.  Io mi andai a sedere più vicino a lei che a lui e vidi benissimo che nell’alzarmi lei buttò lo sguardo proprio fra le mie gambe e sicuramente notò la mia erezione. La cosa si faceva interessante…

Io ero  talmente preso che durante la conversazione guardavo lei senza curarmi più di lui. Aveva degli occhi scuri che parlavano e sembrava mi dicessero che voleva essere sbattuta subito, su quel tavolo. Chissà se il marito se la scopava, pensai… da come si comportava sembrava avere una voglia atavica di cazzo. Che peccato…tutto quel ben di Dio sprecato! Ero preso da tutti questi pensieri mentre il cazzo pareva esplodermi nei pantaloni, e diventava difficile sostenere la conversazione.  Fu  soltanto in un momento di pausa che lui si accorse che la moglie si era aperta ancora di più la camicetta e disse:

   “Ma insomma cara stai attenta, ti si vede tutto” ma il tono che aveva non sembrava di biasimo, ma al contrario quasi compiaciuto.

A quel punto io gli feci i complimenti per la sua bella moglie, e lui mi disse:

– “ Ah si, le piace? Non trova che però sia troppo scollata?”

    “Però sa molto bene come valorizzarsi,,” Gli risposi.

Lei a quel punto disse: “ma che signore gentile…” e mentre pronunciò questa frase fece cadere la forchetta a terra. Io mi chinai per raccoglierla, lei si alzò e quando si rimise seduta capii che aveva spostato leggermente la sedia tanto da trovarsi ancora più vicino a me, quasi a sfiorarmi. Il marito era dall’altra parte del tavolo e sorrideva. Subito dopo sentii che mi aveva poggiato una mano sulla coscia e cominciò a toccarmi. Io feci lo stesso con lei, aveva una gonna a tubino nera appena sopra il ginocchio e riuscii a tastarle la carne bianca. Poco dopo mi poggiò la mano sul cazzo che non vedeva l’ora di essere liberato. E lei lo fece! Con totale noncuranza del marito e dei camerieri, lentamente mi abbassò la cerniera e me lo tirò fuori, avendo cura di spostare la tovaglia per nasconderlo alla vista.  Il mio cazzo durissimo era nella sua mano mentre ero di fronte al marito e cercavo di dire qualche parola. Era una situazione eccitantissima! La troia ci sapeva fare davvero, me lo pompava su e giù e intanto sorrideva al marito cornuto. In quel momento capii tutto. Non avevo più bisogno di parlare con lui per distrarlo anche perché non ci sarei riuscito dato che avevo cominciato ad ansimare visibilmente. Sentivo la sborra salirmi e lei proprio in quel momento si fermò dicendo:

“Scusa amore devo andare un momento in bagno. Con permesso…”

Alzandosi rivelò delle scarpe rosse al limite della decenza, avevano un tacco a stilo altissimo e lacci che le cingevano la caviglia e il polpaccio. Mentre si avviava verso il bagno posai lo sguardo sul suo culo ben tornito che ancheggiava fasciato dalla gonna stretta. Sapeva decisamente come far drizzare i cazzi quella donna!

Rimase nel bagno per un  po’, così io capita l’antifona, dissi:

“Se vuole vado a vedere se va tutto bene” e lui mi rispose:  “E’ davvero gentile da parte sua”

La raggiunsi. La porta era aperta e la  trovai nell’antibagno, davanti allo specchio che si metteva il rossetto: “La aspettavo” mi disse sorridendomi. Mi  avvicinai e senza dire niente da dietro le palpai a dovere la carne. Le tenevo  il seno da sotto facendole  sentire la durezza del cazzo sotto i vestiti appoggiandoglielo dietro, strusciandolo sul culo.

Non vedevo l’ora di sbatterla su quel lavandino ma invece lei mi fermò  dicendomi:  “Aspetti un attimo…” e tirò fuori dalla borsetta il cellulare e la vidi digitare per comporre  un messaggio. Mi chiesi come caspita le venisse in mente di mandare un sms proprio in quel momento, e lei senza parlare mi fece guardare: “Vieni a vedere come è gentile questo signore” aveva scritto. L’aveva mandato al marito!

Poco dopo lui arrivò e la trovò in  ginocchio mentre mi stava pompando il cazzo duro e pieno. Ricordo bene che le disse: “Amore permettimi di ringraziare questo caro amico” e cominciò a succhiarmi il cazzo  guardando lui.

“Certo cara, ringrazialo bene. E’ davvero una persona a modo” e dicendo queste parole chiuse la porta a chiave. In quel momento non capii più niente. Lei continuò a spompinarmi per un po’, lo gustava e leccava come se non ne avesse visto uno da secoli. Pareva volesse mangiarmelo. Avevo il cazzo che mi esplodeva, volevo scopare quella zoccola. Quindi la feci  appoggiare allo specchio e le tirai su la gonna dicendo a lui:
“Mi permetta di chiavare questa troia da cazzo”

“La  prego, la tratti come merita.”Le tirai  su la gonna e quando vidi quelle natiche bianche, tonde, non resistetti e le diedi un paio  di sculacciate belle forti mentre le dicevo quanto era troia.  Dai sospiri  che emetteva lei sembrava gradire molto quel trattamento, era proprio una vacca da monta.  Poi finalmente mi presi il cazzo che aveva voglia di chiavarla a dovere e lo infilai dentro. Entrò come un coltello nel burro da quanto era fradicia. Lei cominciò a ansimare, a gridare mentre diceva al marito quanto era grosso, quanto le piaceva il mio cazzo: “Amore guarda che bel cazzo duro, come me lo mette dentro. Mi riempie tutta!”

Lui si avvicinò per guardare bene e disse: “Si tesoro prendila tutta quella carne di cazzo. La prego la sbatta per bene. Mi piace farla contenta”

Quelle parole mi eccitarono ancora di più, il contrasto tra la loro formalità verbale e il fatto che mi stessi scopando la moglie davanti a lui, Dio se era eccitante! La pompai per bene, fino in fondo, sbattendola a lungo contro il lavandino e facendola venire diverse volte. La troia non sembrava saziarsi facilmente. Per fortuna nessuno venne a disturbarci. Io lo tirai fuori un  attimo prima di sborrare e lei disse:

“ lo faccio sborrare ora, guarda!”  E me lo pompò  con perizia mentre guardava il marito.  Sentivo la sborra salirmi e allora dissi:  “pompamela tutta fuori vacca da cazzo, fai vedere a tuo marito come sai fare schizzare un cazzo!.”

In quel momento lei aprì la bocca e la prese tutta dicendo, subito dopo: “che bella sborra calda amore!”

Io ero ancora in trance quando vidi lui baciarla sulla bocca, riconoscente.
Ci ricomponemmo un po’, poi uscimmo e ci risedemmo nuovamente al tavolo, finendo la nostra cena.  Lui pagò anche il mio conto, ci salutammo e da allora non li ho più rivisti e non ho più saputo niente di loro.
Da quel momento la mia vita è cambiata.  Non posso più fare a meno delle sensazioni che provai per la prima volta in quel ristorante. Sono diventato un bull. Ho conosciuto  e giocato con tante coppie ma loro  non li dimenticherò mai.

 

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Marta, la madre e la perversione

Il padre di Marta era fuori casa per motivi di lavoro e noi tre potevamo divertirci davvero. Suonai il campanello di casa e mi aprì il padre di Marta. “Ciao Luca. Bada te alle mie due fanciulle stasera!” “Non si preoccupi. Farò del mio meglio.” Uscì frettolosamente dalla casa. “Vieni pure tesoro!” Ma questa voce […] Continue reading

L’amante con cui svaniscono i tabù

C’è questo bellissimo video, 
La filosofia del sesso orale di Alain de Botton, 
che in due minuti e mezzo mi ha dato più spunti di riflessione
di molte altre cose che io ricordi.
Ad esempio descrive benissimo il modo in cui
più cresciamo, più cominciamo a vergognarci della nudità 
o ci sentiamo in colpa se ci tocchiamo per darci piacere.
Ma resta sempre in noi la necessità di essere accettati
per ciò che siamo.
Questo ha a che fare col sesso orale:
si tratta di qualcosa che non faremmo con qualcuno
che non ci piace, lo troveremmo disgustoso.
“Ma, con la persona giusta, quando il disgusto
potrebbe essere al massimo, proviamo solo
accettazione, accoglienza e consenso”,
dice de Botton nel video.
Ed è esattamente così,
ma mi ha fatto pensare ad altro.
Non è necessario provare disgusto 
per non desiderare certe cose:
anche se qualcuno ci piace potremmo rifiutare 
l’idea di condividere con quella persona
alcune esperienze sessuali.
Per esempio, sebbene anni fa mi piacesse un ragazzo,
mi disgustava vederlo eiaculare o rifiutavo
anche solo l’idea che mi penetrasse da dietro,
cose che invece in seguito con qualcun altro mi hanno
resa sessualmente molto appagata.
L’esperienza più bella consiste nel vivere
quei momenti in cui ti trovi a letto con qualcuno
e, attimo dopo attimo, scopri che con quella persona
ti piace fare molto di più di quello che pensavi;
il tuo universo sessuale si arricchisce di esperienze
di godimento che non credevi di poter sperimentare.
Pensavi non ti piacessero quelle cose e che non ti 
avrebbero mai fatto godere.
Invece poi trovi la persona che, facendo proprio quelle cose,
ti procura orgasmi epici.
E sembra che le sue mani siano state fatte apposta
per plasmare il tuo piacere; è una questione 
chimica, non ci sono altre spiegazioni.
Non è che non ci piacciono certe cose,
è che fatte con alcune persone diventano irrinunciabili
per il modo in cui proprio loro
le fanno, ovvero in un modo così splendido
da portarci in un soffio oltre i nostri tabù.

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Gaetano

Conosco Gaetano da più di quindici anni. Siamo, per cosi’ dire, amici; mio malgrado. Già, infatti non abbiamo davvero niente in comune. E’ stata solo la sorte che ci ha fatto condividere per cinque anni l’appartamento in cui vivevamo durante i nostri studi universitari, e da allora non ci siamo più persi di vista, se […] Continue reading