Capire il maschio

Non è impossibile, giuro.
Dopo aver accumulato un po’ di esperienza
e soprattutto dopo essermi confrontata
con altre ragazze, sono arrivata a una conclusione ovvia
che però abbiamo sempre bisogno di tenere a mente.
L’uomo, in quanto tale, ragiona in termini molto semplici
e diretti, siamo noi che cerchiamo 
nei suoi comportamenti
un sottotesto, dei segnali e un non detto da capire.
Quando gli uomini non parlano chiaro cerchiamo
 di interpretare quello che fanno,
quello che dicono, quello che scrivono,
quali faccette usano
come fossero geroglifici, cerchiamo
un senso in ogni cosa, quando in realtà
basterebbe guardare ai dati di fatto.
Chiacchieriamo di tutto.
Ok, ma poi quando dovete uscire ti dà buca.
Stiamo benissimo insieme.
Ok, ma non ha mai nemmeno provato a baciarti.
Eh sì, ma forse è perché è stressato o ha paura di
rovinare l’amicizia.
No, è perché non gli tira abbastanza l’uccello,
altrimenti vedi se non ti rivoltava come un calzino.
È più o meno questo il tenore delle conversazioni
che ho in questi giorni con una ragazza che
ho conosciuto per lavoro.
Parlo così perché la diretta interessata
non sono io, altrimenti anche io pipperei abbestia
i neuroni a uno a uno, non sono diversa in questo,
ma vedo che è terribilmente snervante
tutto questo continuo interpretare, 
questo lavorio continuo della nostra mente 
su particolari che per gli uomini non sono niente, davvero.
Ruba le energie e invece quelle andrebbero 
spese in altri modi.
Ci siamo capiti.
Ciao.

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Sogni erotici e un pizzico di Hitchcock

Ecco, stanotte ho sognato che tornavo sui banchi
di scuola, la mia vecchia scuola media,
per imparare non so cosa.
Guardavamo le scene di un film di Hitchcock
e leggevamo passi del libro da cui era stato tratto,
il nostro insegnante era Goffredo Fofi, ‘na cosetta, proprio.
E mentre seguivo la lezione il ragazzo
seduto vicino a me lasciava scivolare
la mano tra le mie cosce, una mano da chitarrista,
con le unghie un po’ lunghe; percorreva i
miei jeans scuri e raggiungeva il mio sesso.
Poi le dita cominciavano a muoversi in tondo, per stimolarmi,
 io mi eccitavo e volevo fargli sapere quanto mi piacesse.
“Vuoi che arrivi all’orgasmo, qui a lezione?”
ansimavo.
Allora ha ritirato la mano, ma, prima di andare via,
mi ha cinto la nuca con un braccio
e mi stampato un bacio sulle labbra, 
come fossimo alle medie.
La cosa che ricordo con piacere era che
sorrideva. Era felice di avermi agguantata.
Mi sono svegliata accaldata, sudata, il sogno ancora
vivo sulle mie pupille e nei miei ricordi.
Mi sono riaddormentata e, non contenta, ho ripreso 
a sognare di quelle lezioni, mi risvegliavo sul banco,
vicino a lui, che mi diceva che gli ero mancata e 
che non era riuscito a studiare.
Mi sembrava carino come sogno erotico,
molto meglio dell’ultimo, in cui mi masturbavo
con un vibratore a forma di Ken: infilavo
la sua testa sorridente in vagina.
Questo però lo racconto un’altra volta.

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Attizza il fuoco

Non c’è niente di peggio di un amore tiepido,
quello che ti fa venir voglia di soffiarci sopra
come si fa con il fuoco della brace
per farlo attizzare; quel vorrei ma non posso
che si protrae per settimane, mesi e
ti lascia senza certezze, con poche frasi
pronunciate a mezza bocca.
Piuttosto che stare sul bivio
per così tanto tempo, preferirei
buttarmi in mezzo alla strada.
Scegli una via e percorrila,
non rimanere in bilico
per troppo tempo.
Io preferisco i tipi passionali
e decisi, che vanno a rapire la persona che 
desiderano,  non appena hanno il sentore 
che il desiderio sia ricambiato.
La vita è un attimo.

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Io degli uomini non ho capito un cazzo


Ero sicura di piacergli,
dice lei.
E mi racconta una selva di aneddoti
per dimostrarmelo,
ma io tra questi non vedo una prova tangibile
di ciò che sostiene.
E insomma?
Insomma è venuto a casa mia con una scusa stupida,
poi siamo andati dove c’era l’erba,
siamo stati distesi per ore perché lui aveva voglia di 
stare all’aperto. E allora ho pensato che mi avrebbe baciata
sotto un albero.
E invece?
Mi ha detto che sabato sera esce con una.
Ah.
Io degli uomini non ho capito un cazzo.
Eh.

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Io e lei

Era cominciato tutto un mese prima, era stata quella festa a portare una rivoluzione nella nostra relazione, Simona era rimasta affascinata in un primo tempo e poi spaventata. Per un paio di settimane era stata crisi, ma come era successo altre volte il brutto periodo aveva migliorato la nostra relazione, facendoci conoscere una faccia del […] Continue reading

Io e lei

Era cominciato tutto un mese prima, era stata quella festa a portare una rivoluzione nella nostra relazione, Simona era rimasta affascinata in un primo tempo e poi spaventata. Per un paio di settimane era stata crisi, ma come era successo altre volte il brutto periodo aveva migliorato la nostra relazione, facendoci conoscere una faccia del […] Continue reading