Beneficenza sessuale

‘Non mi piace proprio.

Non mi dice nulla, fisicamente.
Le puzza pure l’alito!
Ma mi pareva brutto….
Ha fatto tutto lei…
E dopo non me ne fregava nulla.’
Ora.
A questi maschietti che fanno beneficenza sessuale, come gli si drizza?
Lo Spirito Santo probabilmente ingravida, ma non mi risulta riempia di sangue tessuti spugnosi.
Chiedo conferma ai catechisti.
Qual è il meccanismo sessuale che scatta in questi casi? Quello che cito io aveva bisogno di distrarsi da una un po’ stronza, ma mi chiedo quali altri motivi possano spingere un uomo a fare sesso con una donna che non trova particolarmente attraente.
Stronzate.
Questa è la risposta.
Perché anche solo per un momento deve trovarla un po’ scopabile, altrimenti non si spiega l’erezione, o dico male? Deve esserci un’ora, un quarto d’ora in cui vi parte la brocca e qualcosa riesce ad eccitarvi. E a me proprio quello incuriosisce, quei particolari: un seno prosperoso, labbra sensuali, un paio d’occhi verdi; una figa odorosa, un culo invitante o un pompino come si deve, di quelli col finale a spruzzo…
Deve trattarsi di un particolare potente, 
o no?

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La moglie a pecorina


Claudio ha una perversione erotica molto particolare: gli piace far mettere la moglie a pecorina e farla scopare da altri uomini. Vuole vedere la moglie degradata, piena di sperma nella vagine e nel culo, scopata come un animale, senza pietà e senza rispetto. Per questo gli uomini che seleziona personalmente per l’alto compito di degradare la moglie sono veri e propri relitti umani: extracomunitari, disadattati, alcolizzati, barboni. E raggiunge la massima soddisfazione possibile quando riesce a trovare persone che soddisfano, allo stesso tempo, tutti e 4 i requisiti. E la moglie? La moglie si prende grossi cazzi gratis in culo e in vagina e può fare la troia quando vuole. Proprio un matrimonio perfetto. Continue reading

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Incontro in autobus

  Può la vita di un uomo risultare condizionata da un unico episodio ??? Me lo sono sempre chiesto e sono giunto alla conclusione che, forse, è facile capirlo nel caso di episodi drammatici, traumatizzanti. Certamente è molto meno facile quando, come nel mio caso, a condizionare un’intera vita è un episodio piccolo, apparentemente insignificante […]
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La coscienza dell’obiettore | aborto

Confesso che, da figlia di separati, l’aborto 
è sempre stato un tema di grande interesse per me.
Non poche volte mi sono chiesta come mai mia 
mamma non avesse abortito, visto che mi ha concepita
qualche mese dopo la morte di suo padre, con un uomo 
che voleva un figlio a tutti i costi, ma che non era proprio 
il marito ideale, eh.
Sono sempre stata favorevole, quindi.
La rabbia con cui ho sostenuto le ragioni 
dell’aborto io la devo alla mia famiglia,
l’ho sempre detto.
Una donna deve poter scegliere.
Questo non vuol dire che sia facile, è una 
delle cose più atroci che possa capitare.
Crescendo ho capito che non tratterei il mio feto con la stessa
lucida freddezza con cui sostengo il diritto di abortire;
sarebbe mio figlio sin dalle prime cellule.
Continuo però a pensare che ci sono delle circostanze in cui 
deve essere lasciata una possibilità di scelta: un feto malato,
un abuso sessuale, per esempio, sono tra queste.
La 194 è stata la mia fissa per anni, una delle letture più interessanti
in merito è stato il libro La colpa delle donne di Ritanna Armeni,
che ne riportava il testo per intero.
Pensate, il mio numero di telefono è composto così:
prefisso, il mio anno di nascita, 194, il mio anno di nascita.
Doveva proprio essere mio.
E la 194 aiuta quelle donne che vogliono abortire per ragioni
diverse da quelle di cui sopra. Prevede, ad esempio, che lo Stato
vada in contro a chi vuole abortire per motivi economici.
Difende la scelta consapevole di diventare genitori.
Il caso non è affidabile.
A me sembra una buona legge.
In Italia siamo forti a scrivere le leggi, abbiamo pure la Costituzione 
più bella del mondo. Peccato che nella pratica sia
un paese di merda.
Leggendo questo articolo
 su un blog, mi chiedevo fino a che
punto un medico possa obiettare. L’aborto è qualcosa di così atroce
che un medico deve essere lasciato libero di scegliere.
Ma se questo si traduce in una mancata copertura di un servizio
che è riconosciuto come diritto allora forse c’è qualcosa che non va.
Voi che ne pensate?

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Un dolce cioccolatino

 
E’ una fresca sera primaverile e stasera sono proprio tanto stanca. La metropolitana procede veloce mentre mi riporta a casa sobbalzando, quando si materializza davanti ai miei occhi l’ultima delle mie fantasie, quella che da tanto tempo desiderio realizzare: uno splendido, altissimo e elegante ragazzo nero. E’ in piedi di fronte a me e sta armeggiando con il telefonino, così posso osservarlo con calma senza essere vista. Indossa una giacca color carta da zucchero tipo militare con bottoni dorati che gli segna la figura perfetta, le spalle ampie e la vita stretta,  jeans e una maglia a costine bianca che si intravvede dallo scollo. Un corto codino stretto da un elastico gli lega i capelli. A occhio e croce dovrebbe avere venticinque anni. Sto già fantasticando su quelle mani  dalle dita sottili … le immagino stringersi sul mio corpo, sulla mia pelle bianca… E poi le mie che esplorano il suo petto, scivolano verso la sua cintura… Ma ecco che improvvisamente mi devo ridestare dal mio sogno ad occhi aperti: Arriva la mia fermata, e anche lui scende precedendomi. Dopo pochi metri  lo perdo di vista in mezzo alla piccola folla che si allontana verso l’uscita. Peccato. Io d’altronde non vedo l’ora di cenare e infilarmi a letto, per cui decido   di prendere l’autobus per poche fermate per evitare di camminare…

Ancora qualche passo ed eccomi alla fermata. Non so come, forse con quelle lunghe gambe mi ha preceduta ma  lo ritrovo  lì, anche lui  ad aspettare il bus. E’ bello da togliere il fiato, ora lo osservo bene… La luce del lampione gli illumina il viso bellissimo, gli occhi scuri brillanti e mentre sono ancora incantata ad osservarlo lo vedo aprire la bocca per parlare. – “Sei bellissima…”

– “Sei tu bellissimo” pronuncio con un filo di voce mentre lo vedo avvicinarsi a me. Mi sorride mostrando dei denti bianchissimi e perfetti. – “Sei come la luna che illumina le stelle nel cielo…” poi deve aver detto qualcos’altro ma io a questo punto non capisco più nulla…sono persa nei suoi occhi e ammaliata dalla sua voce dolcissima e dal leggero accento francese.

-“Sai…- continua a parlare mentre ormai è di fronte a me – io faccio il modello ed ho sempre intorno a me ragazze magre invece per me la donna come te è l’ incarnazione della sensualità, della femminilità… sei proprio bella”

– “Grazie” – rispondo imbarazzata non aggiungendo altro  perché lui nel frattempo mi ha preso la mano presentandosi e dicendo il suo nome, ed io faccio altrettanto.


– “ Ma tu che fai?- continua- Io aspetto l’autobus solo per due fermate”

– “Due fermate? Anche io, ma dove abiti?”

Quando mi dice il nome della strada non ci posso credere! E’ una via parallela alla mia.

– “Ma è da poco che sei qui, non ti ho mai visto, ti avrei notato!” – “No da cinque anni!”- mi risponde.

Mamma mia se penso che questo pezzo di gnocco era a due passi da casa mia e io non lo sapevo! Devo proprio ringraziare chi mi ha rubato lo scooter se stasera ho preso la metropolitana allora!


– “Beh ora che lo sai potresti  venire da me a bere qualcosa” azzarda lui.


La richiesta mi coglie di sorpresa. Non andrei mai a casa di uno sconosciuto, per di più straniero.


– “Ti ringrazio ma guarda sono veramente distrutta stasera…facciamo un’altra volta “

– “ Oh ma io so fare dei bellissimi massaggi, sai?”- incalza appoggiandomi una mano sulla spalla- “vedrai che ti rimetto al mondo”

So io cosa mi rimetterebbe al mondo! Ma questo non glie lo dico di certo… poi improvvisamente  ricordo che ho le natiche segnate da vistosi lividi, non mi pare proprio il caso di farmi vedere in queste condizioni. Ecco a cosa servono certi “marchi”!

Dopo qualche ulteriore tentativo capisce che non è il caso di insistere. Mi da il suo numero che salvo sul mio cellulare, lo compongo subito facendo squillare il suo.

“Senti che ne dici se ce la facciamo a piedi? Così chiacchieriamo un po’. Tu accompagni me così vedi dove abito, poi io accompagno te. ” – Propone lui

– “D’accordo”… improvvisamente non sento più la stanchezza e mi ritrovo a trotterellare al suo fianco.

Il viale che stiamo percorrendo ha al centro una zona alberata con qualche panchina. “Passiamo di qui” suggerisce porgendomi la mano per aiutarmi a salire il marciapiede… Ha dei modi da vero gentleman il ragazzo, ci sa fare. Quando siamo in mezzo al verde mi si avvicina e chiede se può baciarmi. Io per risposta appoggio le mie labbra sulle sue, morbidissime come un cuscino di piume. Pare di baciare una donna… una sensazione incredibile. Mentre mi bacia mi stringe a sé facendomi sentire la sua erezione… poi si allontana: – Guardami-  dice mostrandomi il rilievo dei pantaloni.

– “Vieni, senti… “mi prende la mano e me la guida sul suo membro eretto, sopra la stoffa dei jeans facendomi constatare le dimensioni e la consistenza. “Adesso non ti va di sentirlo, di vederlo?”
(… continua…)

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Il luogo comune della modella stupida?

Ecco, il peggio che può capitare ad una donna
 con un minimo di intelletto, è essere trattata come una pezza 
da una ex modella stupida. 
Lavoro in un’agenzia di moda, 
lei è straordinariamente avvenente, 
è il nostro capo, ci segue, 
quel poco di cervello che ha lo usa 
per inventare immani cazzate
 per vendere prodotti validi e onesti, alla fine.
Ora, se non fosse la volubilità in persona sarebbe bello.
Un po’ di settimane fa, quando sono arrivata, era tutta per me.
Sarai la migliore, diceva.
Poi, dopo un viaggio programmato da secoli
 e una faringite che mi ha impedito di parlare e quindi di lavorare, 
a stento mi saluta. 
Anzi, stamattina nemmeno quello, 
sono diventata la donna invisibile. 
Prima era tutto un apprezzamento sul mio modo di vestire, 
su quanto mi sta bene il rosso, una sviolinata continua; 
ora non mi considera.
È una che, quando parlo, mima con le labbra le mie parole 
e rimpicciolisce gli occhi per capire cosa dico; 
è una che si scorda in fretta cos’aveva da dire; 
è una che se le fai un ragionamento troppo complicato
 lascia cadere il discorso; è una che dice una parola per un’altra; 
è una che, quando suo marito le chiede un figlio,
 lei prende l’ennesimo cane. 
È divertente, l’ho sempre pensato, anche se
non credevo che il luogo comune della modella
stupida potesse tradursi in realtà così fedelmente.
Certo forse ora che mi ha aggiunta su Facebook 
ha capito che non c’entro un emerito cazzo con il mondo della moda, 
non faccio che pubblicare contenuti di politica,
 di letteratura, di storia dell’arte, di musica molto lontana dal suo amato rap, 
quindi probabilmente può pure capire che sono in quest’agenzia 
esclusivamente perché non ho alternative, in pratica. 
Preferirei fare la commessa in libreria 
(anzi da tempo è una vera e propria aspirazione),
o il mio adorato corso di correttore di bozze,
piuttosto che agghindarmi come una bambolina tutti i giorni 
e andare a lavorare a proviggioni. Sì, a proviggioni.
Forse, se i criceti corrono in fretta sulle rotelline del suo cervello, 
capirà pure che, del suo giudizio, della sua mancata benevolenza, 
del suo disinnamoramento, m’importa veramente poco.
Ma mi rode il fatto che per non dipendere dai genitori
una debba sopportare un trattamento del genere 
da una così,
solo perché è stata male e non è riuscita a vendere.
Diceva che io ho un lato del carattere stronzo,
lo devi tirare fuori, mi ripeteva. 
Eccolo qui.

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Una sera a cena

Sabato sera sono stato a cena con mia moglie in un famoso ristorante del centro. Abbiamo cenato benissimo: insalata di mare alla rucola, zuppa di pesce e pescatrice alle verdure. Per finire: sorbetto al limone e frutta di stagione. Il vino era buono, chardonnay friulano e siamo usciti dal ristorante un po’ alticci. Vista l’ora, […]
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"Però devo capire se l’amo o no"

Questo mese sono due anni che tengo il blog e
in genere non ho mai scritto le storie di chi le ha scritte a me.
Cioè di tutte le confidenze via mail io non ho mai scritto
sul blog, invece ho scritto di chi mi conosce di persona.
Questa sarà la prima volta che faccio diversamente,
anche perché ho il permesso di chi mi ha scritto.
Mi sono state fatte domande molto scottanti.
Un ragazzo sta insieme ad una persona da un po’ di anni;
ma gli sta capitando di sentire una ragazza che gli piace.
Non è la prima volta che cerca di capire se il rapporto con 
la sua donna è ancora di natura amorosa o si è piuttosto
tramutato in un’amicizia.

“Ma il vero amore quand’è che si percepisce?
Devo capire se l’amo o no.”
Dovevo riportare le sue parole, non avrei saputo
come rendere le idee al meglio.
Sembrano molto ingenue, come domande, da sprovveduto,
ma credo siano piuttosto gli interrogativi di una persona
che non ha i sentimenti chiari, altro che le idee, come 
direbbe uno scrittore di nome Diego De Silva. 
Quand’è che si arriva a questo punto?
Quand’è che non si sa se una coppia è più tale?
Io, per la mia piccola esperienza (non ho avuto rapporti
che durassero più di tre anni, ahimé),
gli ho risposto che oltre il primo periodo di eccitazione
fisica e mentale, quello in cui ogni suo gesto sembra
una scintilla che t’accende…il vero amore si riconosce dal 
fatto che è con quella persona che vuoi vivere la vita,
che non sapresti immaginarti con nessun altro.
Quella persona è l’unica con cui costruiresti davvero qualcosa,
una vita insieme; perché sai che nessuno può amarti nello stesso
modo, quella persona consiste di un’unicità di cui non potresti 
fare a meno. E il sesso…anche quello vuole la sua parte,
inutile sia proprio io a dire quanto il desiderio 
dell’altro abbia parte nell’innamoramento.
Questa è la mia opinione, ma penso ci siano almeno un milione
di risposte che ognuno può dare e arricchire gli altri.
Fatevi sotto.

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L’amore non è un vuoto a perdere

Ecco, se hai amato davvero una persona, 
rimarrà sempre dentro di te.
Ti avrà lasciato modi di dire, di scherzare, 
espressioni del viso che sai bene da dove provengono.
Avrai sempre la curiosità affettuosa e disinteressata di sapere come sta.
E non c’è nulla di male in questo.
E non vuol dire che ci vuoi tornare.
E non vuol dire che ci vorresti ancora fare l’amore.
È semplicemente parte di te.
Qualcosa che ti sei lasciato dietro, 
che non fa più parte del tuo presente.
Ma ci saranno sempre quelle cose che avevate in comune.
Quelle di cui godevate insieme.
E ci saranno immancabilmente 
quelle cose che hanno fatto sì che vi lasciaste.
Quei lati del carattere che vi faranno sempre dire 
“no, non potrebbe mai funzionare”.
Eppure vi siete amati.
E l’amore non è un vuoto a perdere.
Torna in circolo, si trasforma in qualcos’altro.
Io la penso così.

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