La merce acquistata non si cambia

Il mio gatto, alla veneranda età di dodici anni
non ha mai voluto sentir parlare di trasportini e gabbiette.
Era tanto tempo che non provavo a farcelo entrare,
ma, preso un appuntamento col veterinario, oggi ci ho riprovato.
Mi ha ricordato che gli adulti non cambiano.
Ora è lì che gira intorno alla sua gabbietta,
in cui ho messo le ciotole col mangiare.
Diabolica, eh?
Deve capire con le buone che là dentro
non c’è il mostro mangiagatti.
Lo imparerà dolcemente senza che ce lo debba
ficcare a forza, coi suoi graffi su tutte le braccia????

Certo se portassi una ciotola con del cibo fuori
da casa di sua madre…non credo otterrei lo stesso risultato.
Fuori gli adulti/bambini dal mio letto.
Ah, quello là sopra è il mio gatto ๐Ÿ™‚

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La modella della porta accanto

Sono stata io.
Un mio amico fotografo mi ha fatto degli scatti a casa mia,
con la parete tappezzata di libri
e il pianoforte nero, intarsiato.
Abbiamo nutrito la mia vanità per quasi tre ore.
Ne avevo veramente bisogno.
Ho visto cosa c’è di bello di me e anche qualche difetto
che non avevo notato mai.
Credo sia necessario nutrire la vanità
della propria donna.
Eh sì.
La vanità il mio peccato preferito?
Nah, preferisco sempre gola e lussuria.

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Chi se ne va muore | Ex files

Esperienza scioccante della settimana, 
rivedere l’ex.
Ma mica uno qualsiasi, eh, L’EX, quello con la E
maiuscola, l’essere fuori dal parentame che hai 
amato di più nella tua vita, quello di cui tutto sarà sempre
familiare per te. Rivedi quelle mani, le labbra, il modo
in cui parla e gesticola, la sua voce, e pare che se n’è andato da te l’altro ieri;
e t’inganni perché credi di amarlo ancora ma non è così, non in quel senso.
Lo amerai sempre.
Ma in modo diverso.
Che fare di tutto quell’amore?
Diventiamo amici? 
Prima dobbiamo parlare di com’è finita, perché io
davvero non posso pensare che eri tu, quella che mi diceva
che mi amava, che voleva passare la vita con me e poi è andata via.
Prima in Toscana, poi in Emilia, ora Roma.
Non avrei potuto seguirti.
E io a spiegargli che non ho mai voluto andare via da lui,
che dovunque sarei andata sarebbe stata una parentesi,
per poi costruire qualcosa insieme, per noi qui non vedevo nulla,
sapevo che per andare a vivere insieme avremmo avuto bisogno di lavorare
e qui lavoro non ce n’è da tempo.
Chissà quale possibilità vedevo in quel master, chissà cosa ho inseguito.
Ci sono cose che non è mai riuscito a dirmi, dopo anni però mi ha detto
tutto, nel bene e nel male.
Mi dispiace non averti subito detto quanto ti amavo, non ci riuscivo;
quando mi parlavi di te bambina, di quanto avevi sofferto, 
provavo ammirazione per te, perché riuscivi a parlarne.
E anche io ho sofferto da bambino, ma non riuscivo a raccontarlo,
non riuscivo a dirti quanto ti sentivo vicina, per questo, 
ma io adesso te lo dico, che c’è stato qualcuno nella mia famiglia, 
che se n’è andato e non è più tornato, e io non ho chiesto spiegazioni,
non ne ho più date, per sempre.
Non potevo dirti che per me 
chi se ne va muore
e così quando hai deciso di andartene ero terrorizzato.
Un lutto senza una morte
io non avrei potuto sopportarlo, e così ti ho fatto la guerra,
a colpi di sensi di colpa e ti ho allontanata da me. 
Ho sempre saputo che facevo bene ad averlo soprannominato
Giardino Segreto,
per quel poco che di sé mostrava agli altri.
E a me.
Di quel giardino però, ignoravo certi angoli bui,
e vuoti dolorosi.
Ora potrei scriverci un romanzo.

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#MIA2012 โ€“ Macchianera Italian Awards 2012

Avevo aperto il blog da un pochi mesi, quando 
ho scoperto di aver ricevuto una nomination come
miglior Blog Erotico 2011 ai Macchianera Blog Awards.
Praticamente ricevevo i voti e non lo sapevo, perché non andavo mai
a controllare le Statistiche, da cui poi ho saputo tardi che 1114
persone mi avevano votata, senza che l’avessi mai chiesto,
senza che avessi mai messo un link al concorso,
qui sul blog.
Quest’anno invece l’ho fatto perché quest’iniziativa mi ha dato
moltissima visibilità, come servirebbe a molti blog, a molte
realtà online. A questo link potete votare i migliori siti di diverse
categorie, il miglior tweet e molto altro; ma per rendere
il voto valido bisogna almeno esprimere otto preferenze.
Non mi sono votata in nessuna, perché non vedo alcuna
categoria che mi rispecchi.
Ma ho votato Criticaletteraria.org come miglior sito
letterario e Indiepatia come miglior sito musicale.
Se vi va fateci un salto ๐Ÿ™‚
Buone votazioni!

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Le fiche si cuciono su misura

Naturalmente sono già di nuovo le tre, stanotte ho finito alle quattro, tratto il tempo in modo un po’ avventuristico.

La scarpetta di cenerentola calza a pennello

Anche la mia fica

ma solo a qualcuno

Non però a uno solo

a te starebbe senz’altro bene

Le fiche si cuciono su misura

e al sarto gli si dice

Mi ci metta una fodera di seta

e non metta bottoni

tanto la porterò slacciata

Si cuciono quindi così

come la biancheria da uomo

Jana Cerná

 Jana Cernà (pseudonimo di Honza Krejcarova) è nata a Praga nel 1928. Sua madre era Milena Jesenska, la famosa Milena di Kafka. Jana è stata negli anni dello stalinismo uno dei personaggi chiave dell’underground praghese, un movimento con molte analogie con la beat generation americana. I suoi testi, inediti per più di 30 anni, sono stati pubblicati per la prima volta a Praga nel 1990 dall’editore Concordia con il titolo “In culo oggi no” Nei suoi versi l’erotismo è lieve e scanzonato, mentre nella lettera all’amante si arriva a toni pornografici tali da lasciare a bocca aperta anche i lettori più spregiudicati.

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In culo oggi no

mi fa male

E poi vorrei prima chiacchierare un po’ con te

perché ho stima del tuo intelletto

Si può supporre

che sia sufficiente

per chiavare in direzione della stratosfera

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Nessun rispetto

Si, ancora una volta, mi accorgo che lui la parola rispetto non la conosce proprio.
Seduta sulla mia sdraio preferita, non riesco a fare a meno di pensare alla sua ultima frase.
Mi sembra che tempo fà, forse all’inizio del mio blog, vi scrissi che io per mio marito ero come un magazzino di scarico merci, lui aveva voglia? Mi scopava, godeva, scaricava ed era apposto.
A quasi un anno dalla nostra separazione, non ufficiale, fra di noi i rapporti sono rimasti molto amichevoli, perchè  penso che fare la guerra non porti a nulla di buono, e forse chi che come me  ha toccato la porta dell’altro mondo con un dito, potrà capire che mi sento già molto fortunata a essere viva, anche senza di lui.
Ha ancora le chiavi di casa , ed io non ho mai avuto il coraggio di farmele ridare, è  molto disponibile se gli chiedo qualche favore, di sistemare qualcosa che via via si rompe o si guasta, anche se preferisco pagare e farle fare agli estranei.
L’altro giorno l’ho visto entrare di gran corsa in camera, e chiudersi la porta alle spalle, ho capito subito che intenzioni aveva, mi ritrovai buttata sul letto, in cuor mio pregavo di avere le forze per allontanarlo, per dirgli no.
Gli dissi: ” basta, smettila, lasciami stare, lo sai che anche se adesso ti dico si, dopo me ne pento e mi esaurisco ancora di più, lo sai quanto io stia male”.
Per sentirmi rispondere : “Tanto io dopo non ci sono”.
Ringrazio lo squillo del telefono che mi diede la forza di spingerlo verso il mobile e  allontanarmi da lui.
Se io dopo mi esaurivo, non aveva importanza, lui tanto non c’era.
Mi chiedo dove sta il rispetto di tutti questi anni vissuti insieme, per la mamma dei suoi figli?
nessun rispetto, nè lui per me, nè io per me stessa che continuo ancora a starci male.

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Non ti muovere

Invece della donna mobile, facciamo che l’uomo è immobile.
Mi piace che l’uomo sia il mio giocattolo scivoloso,
perché mi fa così eccitare da bagnare tutto;
disteso, sono stata sopra di lui, in tutti i modi,
mi è piaciuto prenderlo dentro, dettare il ritmo,
trastullarmi col suo sesso finché ne ho avuto voglia.
Immobile sì, ma non tanto da non poter allungare 
una mano per toccare i miei seni.

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