La pillola dei 5 giorni dopo

Dopo la pillola, la pillola del giorno dopo, 
la ru486 adesso la pillola dei cinque giorni dopo.
Il principio attivo si chiama Ulipristal acetato e,
se ho capito bene, sposta il picco dell’ormone LH 
che precede l’ovulazione, riuscendo quindi a ritardarla o evitarla.
La differenza sono quei cinque giorni a farla.
Cosa ne penso?
Che va bene tutto purché si risparmi ad una donna la ru486,
ossia la pillola abortiva.
Non dico questo perchè sono contraria,
ma perché qualsiasi esperienza di aborto,
che si consumi in ospedale o a casa con una pillola,
è comunque orribile.
Una donna ha il sacrosanto diritto di decidere
del suo corpo, ciò non toglie che l’aborto
sia un’esperienza che segna per sempre.
Ho un’opinione tutta mia in merito…
oggi più serena, in passato più rabbiosa.
Era la mia situazione familiare che mi 
dava la rabbia necessaria per sostenere l’aborto.
Oggi ci ripenso serenamente e auguro ad ogni donna
che non sia costretta a sceglierla come via,
anche perché la 194, la legge sull’aborto,
tutela chi vuole avere un figlio ma non può
per motivi economici o altro.
E’ una legge che aiuta le donne ad avere figli,
se davvero lo vogliono.
Vi riporto solo un passo dell’articolo 2:
I consultori familiari istituiti dalla legge 29 luglio 1975, 
n. 405, fermo restando quanto stabilito dalla
stessa legge, assistono la donna in stato di gravidanza:
d) contribuendo a far superare le cause che potrebbero
 indurre la donna all’interruzione della gravidanza.
Leggetela, è bellissima, vi lascio il link del PDF
niente di meno che del sito del Movimento per la Vita,
che vorrebbe tanto fosse stata abrogata.

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Bite me


Che strana magia quella dei morsi.
Adoro quando distesa su un lato ti dò le spalle
e sento che mi entri dentro, 
mordendo qui e là la mia schiena.
Brividi e pelle d’oca,
capezzoli inturgiditi.
C’è qualcosa di selvaggio in te,
quando decidi di prendermi e rivoltarmi a tuo piacimento
Inseguendo il godimento,
sublimando il tuo orgasmo
in una colata ricca di sperma caldo.
Non voglio perdermi mai più questa parte di te.
Neanche se dovesse crollarmi tutto addosso.

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Chi mi devo scopare per un posto di lavoro?

Non vi viene mai in mente questa frase?
Per me è la frase che meglio simboleggia quest’epoca.
C’è chi la dà per far carriera e finisce in TV o al governo, 
chi la dà per disperazione perché non ha come pagare l’affitto
e chi semplicemente lo pensa, come ultima spiaggia.
Ho assistito ad una scena molto pietosa stamattina.
Un gruppo di giovani donne che organizzavano 
mostre per un ente pubblico sono state
praticamente cacciate perché non si sa come pagarle.
Il problema è che da mesi lavorano gratis,
sperando in un contratto a progetto.
Ed è illegale lavorare senza una qualsiasi
forma di contratto, soprattutto in un ente pubblico.
Ma solo adesso che ci sono dei controlli in merito
il loro capo si è reso conto di poter finire in galera
e le ha allontanate personalmente.
 Ma guarda un po’!
 

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Chi è passato dal Reparto MST: Malattie sessualmente trasmissibili?

Io sì.
Peppino Calamaro mi chiedeva cosa mi sono beccata per averlo fatto 
senza preservativo. E’ veramente intima questa cosa, non voglio
raccontare i cazzi della mia patatina, (anche se qui faccio proprio questo xD)
però spero che  qualcuno oltre me ne trarrà insegnamento.
La prima volta che ho avuto un rapporto occasionale
è stata pure l’ultima.
Era un grandissimo stronzo.
Era un grandissimo stronzo che però mi ha saputa
scopare come pochi. Ecco.
Minchia, ma perché non esistono uomini così senza
la giusta dose di bastardaggine? 
Sai scopare bene?
Allora sei un grandissimo stronzo.
Si chiama “proprietà transitiva”.
Mi eccitava così tanto l’idea di farlo con lui che non potevo
più stare in pace. Mi stuzzicava con messaggini a tutte le ore,
professando il suo desiderio. Io non ero proprio convinta perché…
non posso stare qui a spiegarvi perché, ma so che la mia vagina
invece era sicurissima. Quella piccola zoccoletta ha cominciato a contrarsi
pochi minuti prima che lui mi passasse a prendere.
LE CONTRAZIONI, PRIMA, MOLTO PRIMA.
Era pure un secolo che non scopavo ma questi sono dettagli.
Comunque mi porta a casa sua e non mi lascia manco il tempo di togliermi
la giacchetta che sono già sul suo letto, i suoi baci qui e là per il collo.
L’abbiamo fatto per diverse ore, con qualche pausa.
Ops, mi son dimenticata il pezzo più importante.
Per l’evento mi ero portata i preservativi, comprati 
al supermercato con  faccia di culo annessa.
“Eh sì, son figa e i presevativi li compro mi”.
La serie era questa.
Arrivo là e pretendo di usarlo, quando lui millanta un’allergia.
Io come una cretina ho ceduto – eravamo già nudi e la mia patatina 
mi avrebbe denunciata se non avessi fatto comunque il mio dovere. 
Dopo ‘sta trombata epocale passano circa venti giorni…
e viene fuori un condiloma. Senza dire nulla vado in ospedale
e me lo faccio bruciare. 
Per la prima volta un medico maschio guarda in mezzo 
alle mie cosce. Come si superano presto certe cose! Io ho sempre avuto una ginecologA.
E’ stato abbastanza pesante stare lì, test HIV, nella sala d’attesa solo uomini…
e un piccolo intervento proprio .
Dopo di che piombo nel suo ufficio e gli dico tutto.
Dietro prescrizione medica, chiaramente, il medico mi aveva detto di avvisarlo.
Non vi dico…è sbiancato come un cencio, sudava freddo.
Da amante focosa mi trasformo in crocerossina (idiota) e lo
convinco ad andare insieme dallo stesso medico.
E’ stato tutto veramente doloroso e imbarazzante. Per di più lui
è un’autentica sgualdrina, meritava poco questo atteggiamento
da parte mia. Il dolore fisico si è accompagnato anche
ad un discreto dolore emotivo,
per me non era esattamente solo una scopata.
Bah.

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Pexual

http://www.pexual.com/pexual_media/1_public/2_preview/cinepex_preview_1.htm

Una pratica che mi ha fatto conoscere un’amico che ha frequentato gli Stati Uniti. Io però non la capisco. La presentazione dei video dice più o meno (perdonate la traduzione, mi sono aiutata con Google translate perché francamente non conosco certi termini e proprio riuscivo a comprendere. Ad es. studs non vuol dire borchie??)

Obbedienti muscolosi sopportano lunghe sessioni di stimolazione implacabile dei capezzoli con le proprie mani e / o le mani esperte di un altro uomo misterioso, sensuale e determinato.

I nostri muscolosi sopportano lunghe sessioni di gioco intenso con i capezzoli con la stimolazione di entrambi i capezzoli sensibili per la soddisfazione degli uomini che capiscono che il nippleplay è tutto – uomini come te.
Al fine di sperimentare le sensazioni più profonde possibili durante i nippleplay i nostri uomini hanno dovuto prima sottomettersi alla nostra autorità ed obbedendo seguire le indicazioni. Gli era stato detto di stimolare i loro capezzoli contemporaneamente e ininterrottamente fino a quando non è stato detto il contrario. E a volte i nostri uomini disponibili sono stati premiati con il tocco sensuale di altre mani che li hanno aiutati.

Arrendetevi alla ossessione come i nostri uomini muscolosi immergendovi in sessioni implacabili di nippleplay. Loro non si vogliono fermare perché qui, tu sei il Nipple Master… concedetevi!

Detto ciò… vi eccita vedere questi maschioni che giocano con i propri capezzoli? A me non dice niente. Eccita agli omosessuali? E poi… come praticare con sconosciuti dietro la tenda se non in luoghi predisposti a questo?
Ed ancora… La sottomissione di chi si sottopone al nippleplay io non la vedo. Dove sta, semplicemente nel rimanere fermi? Non è mica una tortura, tutt’altro!

Se qualcuno può illuminarmi…

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Troppo personale

Il 19 marzo era quasi passato senza fare danni. 
Anni fa restavo nervosa tutta una settimana,
perché mi chiedevo cosa cazzo avessi da festeggiare.
Un padre ipocondriaco? Egoista? Troppo
preso dalle sue paure per vedere davvero chi gli sta attorno?
Tipo me.
Una figlia che non chiama col suo vero nome,
quella stessa che non ha mai visto per com’è veramente,
anche perché non ci è mai vissuto,
né si è mai sforzato di andare oltre i suoi pregiudizi su di lei.
“Sei come tua madre”,
quella frase ripetuta fin troppe volte, con disprezzo.
 
Un’altra madre, la sua, mi chiama in lacrime
supplicandomi di chiamarlo, perché è stato male.
Senza chiedermi se a me va,
senza chiedermi come sto io, davvero,
non quella frase di circostanza del cavolo.
Io sono più forte di lui,
sono lontana, questo gesto posso farlo, no?
E se a me non andasse di farlo?
Se non mi sono fatta sentire per la festa del papà
ci sarà pure un motivo, perché devo farlo per forza?
E se io non volessi farlo proprio?????
Ci ha pensato qualcuno?
Se questa cosa mi facesse soffrire?????? 
Un’altra volta vi parlerò del complesso di Edipo tra mio padre e mia nonna,
così capirete perché lei passerebbe sopra chiunque per lui.
O forse no, perché tediarvi???????

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The National Anthem – Porno Music

Parlo sempre di questa canzone
come del bordello più bello che abbia mai
sentito, perché è un bordello, su questo
non c’è dubbio. Ma è comunque armonico.
E quando sono incazzata,
quando mi affaccio sul pozzo buio 
che ho dentro,
mi piace ascoltarla pensando che 
il corpo del batterista che suona sono io,
sono io quelle braccia che picchiano 
sul piatto.
Potrei godere all’infinito se 
davvero fossi quel batterista.
Ve l’ho detto che ho preso i
biglietti per la loro data romana,
vero?

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Il preservativo come le bustine di zucchero!

E’ il motto di qest’iniziativa che decisamente mi piace!
Quando andiamo al bar mica paghiamo le bustine di zucchero,
e così sarebbe bello che quando si va a letto con qualcuno
non si paghi il preservativo…o non si facciano file noiose
ai distributori che di solito sono agli angoli di 
vie particolarmente affollate.
Nessuno paga lo zucchero perché c’è un bello sponsor
in bella vista sulla sua confezione.
Per chi abbia la possibilità di sponsorizzare
i preservativi For Loving Me segnalo
questo link.
In altra sede vi racconterò
di quando ho fatto sesso non protetto
e mi sono beccata una cosa un po’ fastidiosa…
la scusa più idiota che ho sentito è stata:
“Sono allergico al preservativo”.
Tu che lo hai detto mentendo spudoratamente,
vergognati.
 
 
 
 

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