"Quella sera mi trovai a riflettere sui padri…

o sulla loro mancanza. C’è che dice che il rapporto di una figlia col padre è il modello di tutti i suoi successivi rapporti con gli uomini. E’ solo psicologia da quattro soldi o c’è qualcosa di vero? E se il modello è stato men che perfetto, questo sta per una vita di rapporti men che perfetti? Non potevo fare a meno di chiedermi: alla fine il modello di un padre quanto ti modella?” Carrie Bradshaw

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Storie Erotiche

racconti etero : L’accordo
Posted by Anonymous on 2011/9/22 15:00:00 (476 reads)

“Si!” rispose lui con il poco fiato che gli venne in gola. Laura iniziò ad accarezzargli quel membro durissimo e sentì uno strano formicolio che le veniva dal suo basso ventre

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racconti etero : Tutto ebbe inizio
Posted by Anonymous on 2011/9/15 17:00:00 (820 reads)

distese sotto Chiara e iniziò a leccare con avidità tra le gambe, dove grondava copiosamente il liquido della passione

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racconti incesto : Mia madre
Posted by Anonymous on 2011/9/13 17:10:00 (1683 reads)

Prima che arrivassero i tre ragazzotti mamma mi disse che li avrebbe ricevuti nel salone ed io avrei potuto ammirare le sue gesta spiandola dalla finestrella in alto, sicuro di non essere visto dai tre.

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racconti trio / orgia : i piaceri perversi
Posted by Anonymous on 2011/9/8 16:50:00 (1821 reads)

Ti sborro nel culo, cognatina di merda.

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Indice di gradimento (e medio su per il culo)

L’indice fa il suo mestiere: indica.
E indicando indirizza lo sguardo su qualcosa o qualcuno.
A questo qualcosa o qualcuno viene rivolta la nostra attenzione o quella di altri a noi vicini.
Il medio no, si piazza sempre di mezzo. Il medio, media.
Il medio è visione di massa.

Fanculo alla visione di massa.
Riprendo un post di un paio di settimane or sono della bella ( e gradevole ) Kamala.
Il suo post lo trovate qua:
Kamala si interrogava sulla platonica questione della bellezza, e sull’impossibilità del determinarne canoni di oggettività.
Tutti sappiamo che i modelli di bellezza sono strettamente collegati a fenomeni culturali e sociologici di un epoca. Sappiamo per esempio che qualche secolo fa le culone erano magnificate come massima espressione femminile ( e ancor’oggi è così presso certe popolazioni che fanno un equivalenza “opulenza = bellezza ” ).
Sappiamo pure che qualche centinaio di anni addietro il seno piccolo era preferibile, mentre oggi conosciamo lo sviluppo alternativo che hanno avuto prodotti come il Saratoga, silicone sigillante.
Ovviamente non limito il discorso alla bellezza femminile.
Anche i canoni estetici maschili hanno subito continui mutamenti: fino a pochi anni fa, la barba era sinonimo o di barbosità saccente o di terrorismo sinistroide. Adesso la barba è cool. I capelli lunghi sono stati cool, poi sono stati tamarri, poi di nuovo cool e adesso sono di nuovo in capo a poca gente.
E mentre un tramonto, un mare in tempesta, un bocciolo di rosa e un infinità di prodotti “artigianali” di madre natura sono OGGETTIVAMENTE belli e da millenni suggestionano i cuori di miliardi di esseri umani, lo caducità dei canoni estetici vale per la bellezza legata ai manufatti umani.
Certi designers o architetti hanno compiti difficilissimi: ovvero disegnare oggi quello che andrà in produzione solo fra qualche anno. E con l’accellerazione alla variazione camaleontica dei gusti è davvero arduo azzeccarla.
Mi viene in mente un auto come la Avantime della Renault, bocciata dal mercato, ma secondo me ancora oggi bellissima. O al contrario certi progetti architettonici di Wright che avevano e hanno e avranno la capacità di apparire sempre moderni.
Poi ci sono marchi che qualsiasi cosa facciano vengono a priori marchiati come “fighi”. Penso a BMW, a Apple, ecc… Ma li si entra nel campo dove pascola il popolo bove.
Il fulcro del discorso non è quanto sia potabile bellezza fine a se stessa ( anche se Platone potrebbe tirarmi della gran merda addosso dicendomi che la bellezza non è mai fine a se stessa ).
Il fulcro del discorso è il discernimento della GRADEVOLEZZA.
La gradevolezza è ovviamente di stretta soggettività, come insegna Kant.
Pochi giorni fa ho discusso con Desire, perchè a lei piace Vasco Rossi mentre a me raschia i coglioni.
C’è a chi piace un simpatico guascone come Berlusconi e chi lo ritiene un viscido puttaniere criminale.
A chi piace il perizoma e a chi le coulottes ( a Yin il perizoma e a me le coulottes ).
Si vedono a volte coppie assortite in maniera davvero stramba: bellone con bruttoni, e racchie con figoni. Certo, ci potrebbero essere di mezzo altri fattori, in primis finanziari, ma molto spesso quelle due persone sono insieme semplicemente perchè si sono ritenute gradevoli reciprocamente.
Io e Yin siamo un esempio lampante.
Chi ci conosce non si capacita di come un ficone come me possa perder tempo con una come lei.
Eppure, non so spiegarmelo se non attraverso la gradevolezza.
Il suo corpo sinuoso è slanciato è gradevole. Come gradevole è la sua bocca carnosa e i suoi occhi orientaleggianti. Gradevole è financo il modo porco e perverso con cui fa sesso.
Meno gradevole è il fatto che sia cintura nera di karate e non posso permettermi di farla incazzare troppo.
Gradevolezza: ovvero quando una cosa ci aggrada. Ci piace. E come tale ci provoca emozioni positive.
Un qualcosa di cui ci serviamo per trarre giovamento. Che ci fa star meglio.
L’ho chiamata bellezza utile.
Una versione pragmatica di contemplazione.
Yang

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Fantasie erotiche dal vivo

Su questo blog trovate un’ampia selezione di eccellenti racconti erotici. Ma avete mai pensato che invece di leggere racconti erotici potreste vivere le vostre fantasie erotiche dal vivo?Sarebbe un’esperienza davvero meravigliosa, soprattutto per color… Continue reading

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Sotto una luce diversa

Quante volte ho visto la grande e spettacolare Cattedrale del paese? Decine, centinaia di volte?
Eppure stamattina ho attraversato la piazza molto presto e con mia grande sorpresa, per la prima volta ho visto che i gradini e il marmo della facciata… sono rosa! Si il marmo è rosa pallido e non bianco!
E’ stato come se li vedessi per la prima volta. Sarà stata la luce… ma altre volte ho percorso quel tratto a quell’ora. E saranno 40 anni che ho memoria di quelle guglie, di quella facciata e non me ne ero mai accorta, ho percepito solo del bianco. Con mia nonna venivamo qui d’estate a “prendere il fresco” come diceva lei, ché questo è il punto più alto e ventoso del paese. Ci sedevamo sui sedili di pietra proprio di fronte, sull’altro lato della piazza, ed io mi perdevo nei particolari dei mosaici, nelle testine scolpite intorno al rosone. Al tramonto poi l’oro delle tessere diventa di fuoco, ed anche allora, se guardavo con attenzione mi pareva che la fiammella della candela del cero proprio di fronte alla madonna fosse viva e sembrava quasi tremolare. Qualche volta ci torno ancora, mi rilassa ritrovare quei piccoli particolari, immutabili nel tempo . Ed i bassorilievi, quelli giù vicino al grande e maestoso portale di bronzo… li ho spiegati e raccontati tante volte a chi veniva in visita. Non sono così distratta quando si tratta di arte.
Eppure… è come se realmente non avessi visto, soltanto guardato. Diciamo che è colpa o merito della luce. D’altronde Claude Monet non dipinse la Cattedrale di Rouen in più di 50 modi diversi, colpita dalla luce in diverse ore del giorno?
Riflettevo su questo, quando tornavo a casa. Forse per stupirsi ancora della vita bisognerebbe vedere quello che hai sempre visto sotto una luce diversa. Allora tutto cambia.

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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La tua cagna

Non mi è mai piaciuto questo termine, eppure ieri, a immaginarti con le mani raccolte a coppa piene del tuo sperma ho desiderato inginocchiarmi di fronte a te e leccare quel nettare dalle tue mani come da una ciotola, come una cagna. La tua cagna.
Ho sete, dammi ancora da bere

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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