Il sesso senza guardarsi negli occhi

è monco.
E a me piace comunicare con la persona con cui sto facendo sesso, o amore.
Solo in quel modo riesco ad entrare davvero in contatto con l’altro, ad instaurare un “dialogo”…che è fatto di affondi, di sospiri, di movimenti del bacino conseguenti al piacere. Quelle parole un po’ spinte, durante il sesso…senza cattiveria, pensavo non potessero piacermi, non credevo potessero eccitarmi così tanto.

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Fellatio

Gli uomini sono i migliori insegnanti che si possano avere per imparare a farli bene.
Io chiedo sempre cosa piace loro…poi improvviso delicatamente.
Le cose che odio di più mentre mangio un “gelato al cioccolato” è restare senza saliva…e trovare un po’ di pipì.
-.-‘

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A letto con un coniglietto

Cos’è che fanno gli uomini quando non riescono proprio a venire?
Entrano nel panico.
Ergo hanno paura di perdere l’erezione;
Ergo vanno alla velocità della luce che manco un coniglio,
Senza pietà per la schiena della partner, senza pensare al fatto che lei in quel momento possa non sentirsi partecipe dell’atto sessuale.
I coniglietti sono davvero fastidiosi…consiglierei loro di fermarsi, di ammettere un momento di défaillance. 
Potrebbero perfino avere la bella sorpresa di un pompino coi fiocchi.
O no?

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Odio le pulizie di primavera- Quarta ed ultima parte

(prosegue il racconto scritto a quattro mani con discretopassionale)

Anna prende a baciare la cappella di Gianni, delicatamente coglie con la lingua i suoi umori, si stupisce di quel sapore diverso, acidulo come quello di una mela colta troppo presto dall’albero.
Gianni chiude gli occhi e riversa la testa all’indietro quando Anna lentamente ma inesorabilmente lo accoglie nella sua bocca quasi completamente, mentre la sua mano ha abbandonato l’asta e si è spostata sui testicoli come per aiutarsi nell’affondo.
Il desiderio in lei cresce al pari del ritmo della sua bocca, sente le labbra della sua fica gonfiarsi per il piacere e gli umori colare lungo le cosce, avverte chiaramente la çappella di Gianni crescere e il suo cazzo vibrare ma non vuole che venga così, vuole sentirlo dentro di lei, vuole essere scopata selvaggiamente da quel cazzo che teme non sentirà mai più dopo quella volta.
Mario si sposta e li abbandona andandosi a sedere sul divano a pochi metri da loro, si masturba guardando Anna, la sua Anna, in ginocchio davanti al suo amico d’infanzia intenta in uno dei suoi splendidi pompini. L’osserva succhiare avidamente quel cazzo, mentre sente uno strano languore nel petto e si stupisce per la libidine che lo sconvolge, sente il suo membro pulsare mentre continua a menarselo guardando la lingua di Anna che lambisce la cappella di Gianni. Il viso dell’amico è in preda alla lussuria mentre le spinge il cazzo in gola… non l’ha mai visto così, non l’avrebbe mai potuto immaginare così. Lei lacrima, il trucco sfatto le riga il volto, i capelli arruffati, il suo morbido corpo sconvolto… la vede stringersi i seni ed accoglierlo lì in mezzo. E l’espressione dei suoi occhi, quello sguardo bramoso ed avido che Anna aveva avuto soltanto per lui… Si sente rimescolare lo stomaco, vorrebbe avvicinarsi e schiaffeggiarla, urlarle che è una puttana, ma non lo fa. Rimane a contemplare quella visione, godendo invece al tempo stesso nel vedere la carnalità del corpo di sua moglie mentre è alle prese con un altro uomo…. sente l’orgasmo avvicinarsi, le palle indurirsi

Anna riconosce quei mugolii che precedono l’esplosione del marito… si alza e raggiunge Mario tenendo Gianni per il cazzo e trascinandoselo dietro come un cagnolino con il suo guinzaglio di carne, poi si inginocchia di fronte al marito seduto sul divano appena in tempo perché lui la inondi con il suo seme caldo, le schizza sui seni, sul volto, sui capelli… E’ la prima volta che suo marito compie quel gesto … ora vede Anna in maniera diversa, è paradossale ma la sente ancora più sua.
L’uccello di Gianni è ancora nella sua mano, durissimo mentre lei ora si dedica a lui, accogliendolo nuovamente nella sua bocca sempre di fronte al marito. E’ quasi completamente in estasi mentre affonda con colpi sempre più decisi nella sua bocca, la saliva cola copiosamente lungo l’asta del suo cazzo gocciolando a terra. Ha osservato Anna accogliere gli zampilli del marito e desidera
fare altrettanto, così sfila il suo membro da quella bocca avida un attimo prima che spruzzi di sperma bollente la ricoprano nuovamente, andando a mescolarsi al seme del marito.
Mario osserva sua moglie in ginocchio ricoperta di sperma, le protende la mano e l’aiuta a sollevarsi, poi con la stessa mano amalgama sul suo corpo le macchie lattiginose mescolando i due semi, le massaggia il seno dolcemente mentre la bacia. Senza parlare le tende la mano e la sostiene sollevandola da terra, l’accompagna in bagno, l’aiuta ad entrare nella doccia e fa scorrere l’acqua tiepida sul suo corpo. Poi prende la spugna, vi versa alcune gocce di bagno schiuma e comincia ad insaponarla come se fosse una bambina, prima le spalle, poi il seno, poi scende lungo la schiena e si insinua tra le natiche burrose.
Con le mani le sciacqua il volto, poi entra anche lui nella doccia e l’abbraccia sotto il getto dell’acqua. Anna si lascia coccolare dal marito… quei gesti la rimettono in pace con sé stessa, per un attimo ha avuto timore di aver rovinato tutto, invece ora intuisce che da questa esperienza il loro legame uscirà rafforzato. Non avrà più segreti per lui, i suoi desideri saranno anche i suoi.
Ma mentre il marito l’accarezza ritorna a pensare a Gianni che è rimasto in salotto, ha voglia di lui, lo vuole dentro di lei, vuole sentire quell’attrezzo duro e lucido frugarla dappertutto.
Dopo la doccia Mario le porge l’accapatoio, osserva sua moglie, il suo corpo pieno cosparso di goccioline, e le pare che non sia mai stata così bella. Sente di amarla come non mai. La bacia con tenerezza scostandole una ciocca dei capelli umidi che le incorniciano il volto.
Quando escono dal bagno si lasciano andare sul loro letto coniugale, obliquamente. Si baciano avvinghiati, i loro corpi nudi e frementi non sono ancora sazi. Dopo pochi minuti Gianni li raggiunge, osserva la loro intimità e prova quasi invidia… capisce che è stato soltanto un giocattolo nelle loro mani. Ma la smania di Anna non si è ancora placata…
– “Vieni qui”- Sussurra Anna. Gianni si avvicina al letto mentre la osserva sedersi sopra il marito dandogli le spalle mentre Mario afferra il suo sesso gonfio di desiderio indirizzandolo verso il sesso ancora umido di Anna che inizia ad abbassarsi lentamente, la cappella lucida forza le grandi labbra e inizia a farsi strada in lei. L’amico si appressa al viso di Anna con il sesso nuovamente teso, lei si aggrappa ai fianchi di Gianni e si lascia nuovamente violare la bocca….

Mario allunga le mani e afferra i generosi seni di Anna, mentre lei presa dall’eccitazione ha aumentato il ritmo dei suoi movimenti, i suoi glutei sbattono con colpi sempre più forti contro l’inguine del marito mentre Gianni, in piedi accanto al bordo del letto la prende per i capelli per spingere il suo sesso più a fondo
Anna vuole Gianni, vuole sentire quella lunga verga dentro di sé, così si alza lasciando che il cazzo durissimo di Mario scivoli fuori di lei, vuole assaggiarlo, sentire il sapore dei loro umori mischiati, si gira piegandosi verso il marito e la sua bocca ne accoglie la cappella. La sua fica fradicia si schiude alla vista di Gianni, gli umori le bagnano le sue cosce burrose.
Gianni si avvicina, afferra il suo cazzo turgido al limite della sopportazione e coperto di saliva indirizzandolo verso la fica di Anna, con un colpo deciso affonda con facilità dentro di lei, un urlo strozzato accompagna l’intrusione di quel cazzo troppo lungo, per lei abituata ormai da anni alle misure del marito.
Anna sente Gianni continuare a spingere quasi per saggiare la profondità di quell’anfratto bollente e accogliente, le mani di lui aggrappate saldamente ai suoi fianchi non le permettono di allentare la pressione di quel cazzo irruento. Il piacere è accompagnato dal dolore per quella spinta inesorabile che lentamente si trasforma in un movimento dolce ma deciso, lo percepisce chiaramente uscire quasi completamente per poi riaffondare con forza e sbattere in fondo al suo piacere.
“Non immaginavo che Gianni avesse un cazzo così lungo, mi fa ha fatto un po’ male ma ora sento la mia fica che si è aperta, adattata.Sarebbe perfetto per il mio çulo … Ora mi sposto, chissà se capisce… lo lascio sgusciare fuori e mi impalo sopra quello di Mario…li voglio tutti e due dentro di me”
Anna si sposta di colpo, il cazzo di Gianni esce dal suo corpo e lei lo prende in mano dirigendolo verso il suo buchino roseo. Lui non aspettava altro, solo un gesto che gli consentisse di profanare quel culo che ha desiderato da tanto tempo. Anna ci appoggia appena sopra la cappella scivolosa e poi lascia fare lui, che lentamente, inesorabilmente entra in quello stretto canale. E’ a cavalcioni sopra il ventre del marito che osserva il suo volto contrarsi nel dolore e poi dopo chiudere gli occhi e godere, godere di quel cazzo non suo che la sta violando nella sua più segreta intimità. Sente la sua fica calda ed umida scivolare sul suo ventre, vede i suoi seni ballare sotto i colpi di Gianni e la visione di sua moglie lo rende pazzo dal desiderio, il suo cazzo è duro come il marmo… afferra Anna per i fianchi, lei intuisce il suo volere e si solleva leggermente per poi riabbassarsi lentamente ed impalarsi sopra la verga del marito. Gianni rimane dentro di lei ma non si muove mentre Anna lascia che il cazzo di Mario la riempia davanti… le sembra che la sua fica si sia rimpicciolita, le pareti si sono ristrette a causa della pressione del membro di Gianni. Anche Mario lo sente… sente il cilindro di carne dell’amico attraverso la sottile membrana che li separa.
Anna si sente riempita, impalata nel ventre, nelle viscere dalla carne pulsante dei due uomini che si muovono dentro di lei, abusando del suo corpo, usandola. Mario mentre la guarda le succhia i capezzoli, le infila le dita in bocca e se le lascia succhiare:
– “Ti piacerebbe che ci fosse un altro ancora? Un altro cazzo che ti scopa la bocca, vero?
Le parole del marito fanno esplodere la miccia di Anna… si immagina con tre uomini che la prendono dappertutto, mentre sente contemporaneamente fica clitoride e çulo pulsare, quei cazzi gonfiarsi all’inverosimile dentro la sua carne ed un’onda liberatoria che la attraversa tutta, le squassa le viscere e lo stomaco e le risale lungo la schiena fino ad esplodere nella sua testa. Booom! Grida come non ha mai fatto finora, come un animale, come una bestia, a lungo. Anche Gianni esplode, la riempie con il suo sperma bollente fino nell’intestino, fino nei suoi anfratti più remoti. Poi si sfila da lei lasciando colare il suo seme fuori, osserva il suo buchino allargato gocciolare. Si accasciano entrambi sul letto, sfiniti.
Il cazzo di Mario è ancora teso fino all’inverosimile, si è tenuto perché vuole prendere anche lui sua moglie nel culo. Anna è rimasta sdraiata sul ventre, le solleva leggermente le natiche bianche e burrose, le apre con le mani e ci infila la lingua a leccare le ultime gocce di sperma dell’amico mescolato agli umori di lei. Quell’afrore dei due sessi mescolati lo rende pazzo di libidine, si afferra l’uccello alla base ed entra nel culo già aperto dall’amico. Il suo cazzo più largo lo dilata ancora di più, Anna si lamenta mentre lui inzuppa la cappella nello sperma di Gianni. La possiede con foga, ma non riesce a trattenersi a lungo, anche lui scarica tutta la sua potenza dentro di lei che gode ancora una volta analmente… Mario sente l’anello di carne stringersi e contrarsi intorno al suo cazzo. Ed ora, come tre naufraghi abbandonati su una spiaggia dopo una tempesta se ne stanno così, sdraiati sul letto, Anna in mezzo e i due uomini ai suoi fianchi, spossati.
Tutti ora pensano che hanno finalmente realizzato un sogno, ma sanno anche che questo sarà soltanto l’inizio di un gioco che potrebbe portarli molto, molto lontano….

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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☯ Lobotomia di stato ☯

Il monologo a reti unificate del Presidente del consiglio in vista del ballottaggio delle elezioni amministrative, in barba ai richiami dell’ Agicom e a regole sulla parcondicio ha prodotto i suoi primi frutti, multe salate alle reti Mediaset e Rai che si sono prestate a tale scorrettezza. Le prime più alte, che Mr. President farà fronte con il bancomat le seconde di minore entità che non ricadranno su Minzolini bensì sui contribuenti al canone…
Ora, a prescindere dai credi politici e religiosi, io sono abituata ad aspettarmi discorsi dal presidente della Repubblica l’ultimo dell’anno, dal Papa in difesa di chissà quale scempio, per una imminente guerra mondiale, ma sinceramente questo mi sembra davvero inopportuno.
Inopportuni mi sembrano i toni, gli insulti, le provocazioni che ineggiano alla violenza verbale e fisica, le scorrettezze e gli attacchi alla democrazia. Cercare di sviare l’attenzione sugli imminenti referendum che saremo chiamati a votare, l’apatia che il nostro paese sta vivendo a 360° da davvero troppo tempo. Per questo mi sento di reagire, perchè non voglio che questo episodio diventi l’abitudine, gas soporifero che ci hanno propinato e davanti al quale non proviamo più nessuna reazione. Per questo voglio porre alla vostra attenzione un fatto passato un pò in sordina e per il quale voglio esprimere tutta la mia indignazione.
Si tratta di due programmi televisivi. Voi direte, ma come tutto qui? Ebbene si, in un epoca in cui la televisione è stata monopolizzata da reality, programmi più o meno dichiaratamente schierati politicamente, trasmissioni trash, volgari, esisotno due gioielli. Questi due programmi, gli unici che ci possiamo permettere, depurati da pressioni politiche, che ci raccontano i fatti così come stanno, in un paese che la democrazia è abituata a masticarla come gomma americana danno fastidio pertanto a breve rischiano di non essere più tra i palinsesti.
Sto parlando di Report (Rai 3), per il quale non si è ancora deciso se rientrerà a far parte dei programmi della prossima stagione e Current (Sky) per il quale è previsto a breve l’oscuramento in Italia …
Io non voglio “abituarmi” ad avere questo …
Ma sono fermamente convinta di voler preservare questo …

Yin

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Se la prima volta a letto va male…

Mica le ciambelle riescono subito col buco.
Anzi, loro sì, visto che esistono le teglie fatte apposta.
Ma per il sesso va diversamente. Mi è capitato di incontrare uomini con cui sin dalla prima volta è stato semplicemente perfetto, senza doverci lavorare su, senza dover chiedere. Scambi di sguardi, affondi decisi, lascivi e profondi – detesto i conigli –  i lobi mordicchiati al momento giusto, le mani che toccavano i tasti giusti, quelli delle zone erogene.
Ma se il sesso della prima volta con qualcuno non va? Che si fa? 
Avanti un altro?
C’è chi dice che la sintonia a letto è anche una questione di conoscenza, di ascolto dell’altro, il che ha bisogno di un po’ di tempo, di pazienza, e che è anche la parte più bella, perché si indaga sui gusti sessuali della persona che ci piace.

Ma, diciamo la verità, se qualcuno che ti fa sangue poi non ti sa scopare come si deve ci si rimane un po’ maluccio…o no?

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☯ AAA ☯





La nostra amica del Quore è rimasta incagliata in una storia d’amore con un tipo abbastanza geloso da consigliarci di girarle al largo, eccoci pertanto a a pubblicare il seguente annuncio:

( per i cecati, clickateci sopra )


( questa foto invece la mettiamo perchè non vorremmo che i soliti sfigati pensassero che in realtà lo sfigato è Yang che sta cercando figa a sbafo )

Yin&Yang

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Telepatia

Sicuramente capita anche a voi qualche volta di avere certe sensazioni. Ieri mattina, come sempre dopo il mio risveglio ho messo i piedi in terra, poi ho fatto qualche passo sopra le tavole del parquet ed ho aperto la finestra, ho girato il chiavistello ed ho spalancato le imposte. Il cigolio del legno ed il rumore che fa la persiana quando sbatte sul muro mi comunica che un altro giorno ha inizio. Non so perché proprio mentre ho aperto i vetri ho pensato a F. Una specie di folgorazione. Chissà che fine ha fatto. E’ parecchio che non lo vedo, due mesi forse…

Mi sono avviata in bagno, i piedi hanno faticato ad andare diritti ripensando all’ultima volta, a quando su questo stesso letto mi ha sollevato le gambe mentre era sopra di me e mi ha inculata così. Gli piace guardarmi negli occhi mentre mi entra nel culo, mentre vede sul mio viso l’espressione di dolore che diventa piacere. Dolore…ma neanche tanto. La sua cappella è talmente liscia ed io così eccitata che entra facilmente. Lo preme un po’ sul buchino e la lascia lì. E’ il mio garofano che l’assorbe come fosse l’apertura di un fiore carnivoro che ingoia il suo cazzo, ed è soltanto allora che spinge più forte. Centimetro dopo centimetro entra in me.
I suoi occhi verdi incorniciati dalle folte sopracciglia sopra di me sono qualcosa di indimenticabile. In quei momenti si accendono di bagliori luciferini. Mi fa quasi paura quel luccichio, ed io adoro avere paura.
Poi il pensiero di lui è svanito, sono stata in l’ufficio per qualche ora e quindi ho preso il treno che mi porta in città. Ma stavolta ho deciso di partire prima e di scendere ad un’altra fermata.
Arrivata a destinazione percorro il lunghissimo marciapiede, rimango sulla sinistra. Poi mi sposto sul lato destro per controllare gli orari del ritorno e rimango da quella parte, camminando ancora.
Tra la gente che cammina dandomi le spalle, noto un uomo fermo di fronte a me, jeans e camicia bianca… mi avvicino e riconosco quello sguardo, il suo pizzetto mefistofelico. Cazzo non può essere!
Se ne sta piantato lì, la testa leggermente reclinata, una mano su un fianco e quell’aria per niente stupita. Mi squadra dal basso verso l’altro sogghignando quando compio gli ultimi passi e lo raggiungo.

– Ma che ci fai qui?
– Aspetto una persona

Mi avvicino e lo bacio, so che non posso farlo sulle labbra in pubblico e non è lì per me.
Affondo il viso sul suo collo mentre lui mi cinge la vita con il braccio. Percepisco il suo afrore di maschio che mi piace da impazzire, mescolato all’aroma di sapone, di bucato della camicia pulita.
Quando mi allontano mi cade l’occhio su quello spicchio di pelle visibile dalla camicia lasciata leggermente aperta, vedo i suoi peli ed immagino il suo torace nudo…vorrei infilarci una mano, aprire quei bottoni e…

– Sai che ti pensavo proprio stamattina? Sono un po’ streghetta eh?

E mentre lo dico roteo la mano sinistra compiendo un gesto che potrebbe anche significare follia.

– Si, lo so. Ero assolutamente certo di incontrarti qui.

Fa una piccola pausa e mi fissa dritto negli occhi, fulminandomi.

– Sei sparita.

– Anche tu sei sparito.

Ecco quando ti dicono che sei sparita e loro hanno fatto altrettanto come la mettiamo? Perché devo sentirmi in colpa, e di cosa?
Dal suo sguardo che si solleva e punta lontano, dietro le mie spalle capisco che la “persona” è arrivata. Lo saluto nuovamente e mi allontano.
Nel pomeriggio mi arriva un sms:

Non xdiamoci tesoro xché mi regali allegria e desiderio! Ho una gran voglia di… (seguono descrizioni dettagliate. Ma mica devo dirvi proprio tutto eh?)

Sarà stata una coincidenza, ma mi piace pensare che il mio pensiero l’abbia portato fin lì. o comunque mi abbia fatto prendere il treno ad un orario diverso.

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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