Archetipi erotici: la prof

Ah, le antiche seghe
dedicate alla prof di Matematica!

Quanta carta igienica;
ben più di sette leghe
Sublime aguzzina
della mia materia grigia
eri la fustigatrice e la regina
Tiravi più di una cavalla di Frisia
la mani in zona pelvica
a me, asino della materia algebrica.


La prof, è sempre stata e sempre sarà uno dei secchi in cui mungere il latte crudo delle polluzioni adolescenziali.
Io adolescente non sono più da un pezzo. Come da un pezzo si è capito ( si dovrebbe averlo capito, spero ) che sono un porco.
E ai porci piace grufolare nel sottobosco.
La mia pupilla, poi, ha poteri rabdomantici nello scovare il crasso ove sguazzare come un ornitorinco in calore.
Oggi su Repubblica.it, sulla destra, nella zona video e foto, si nota questa notiziuola pruriginosa:

Canada: insegnante sospesa dopo che uno studente le chiede l’autografo per averla vista in un film porno. Scandalo al liceo ‘Ecole Secondaire Les Etchemins’ di Levis, nel Quebec. La professoressa, impeccabile sul lavoro, era anche una pornostar, protagonista con il nome d’arte Samantha Ardente di un film di culto intitolato ‘Serial Abusers 2’. Uno dei suoi studenti l’ha riconosciuta e le ha chiesto l’autografo. Lei si è rifiutata e ha chiesto al giovane di tacere sulla sua seconda attività. Ma il giovane si è confidato con gli amici e la voce si è sparsa in giro in brevissimo tempo. La scuola ha deciso di sospendere l’insegnante per due settimane, nonostante la donna non si sia macchiata di nessuna azione illegale, in attesa di decidere la sua sorte. Nel frattempo, come era previdibile, il sito della casa di produzione che produce ‘Serial Abusers 2’, ha registrato un numero impressionante di contatti. Nella foto, Samantha Ardente in uno dei suoi film.


Seguono altre 3 fotografie “doverosamente” censurate, perchè, come dicevo pochi giorni fa, Repubblica.it è una testata che non prescinde a un rigore etico e professionale.

Ora, a me fa un pò ridere questo rigore random, che colpisce a casaccio le notizie più disparate. Che fa mettere in prima pagina foto di minorenni e censura le foto di pornostar.
Sembrerebbe quasi ( quasi, eh ) che non ci sia una nozione precisa riguardo all’informazione eticamente diffusa.

Li aiuto io allora.
Sono andato sul web a vedere se per caso si trovava qualche immagine incensurata della prof.
Ebbene si. Si trovano.
La prima è la stessa foto che Rep.it ha castamente ( a che prò? ) censurato.
Le seconde sono tratte da Gugol immagini. A portata di tutti i porci depravati, senza un minimo di etica.
Come me.



Snort!

Yang

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Odio le pulizie di primavera – Prima parte

Questo è un racconto scritto a 4 mani con l’amico discretopassionale, è sua l’ideazione e la “progettazione” del racconto.

Tutti gli anni, immancabilmente, verso la meta’ di febbraio lui inizia a pianificarle. Come una suocera isterica che non puo’ concepire che non si spenda una giornata intera, se non di piu’, ad analizzare a fondo tutto il guardaroba invernale, capo per capo, suddividendolo in diversi scatoloni, con tanto di etichette per catalogarli.
Saranno gli anni passati con quella feroce di mia suocera ad avergli inculcato la mania della gestione del guardaroba. Gli scatoloni devono essere tutti rigorosamente della stessa misura, su tutti i 5 lati devono riportarne la scritta con il contenuto, rigorosamente a pennarello nero.
In tutto questo lavoro il suo unico compito e’ quello di accatastare gli scatoloni in mansarda, una rampa di scale, mentre a me tocca il lavoro peggiore…svuotare armadi e riempirli di nuovo. Come non bastasse quest’anno ha anche deciso di traslocare una libreria dal salotto al suo studio, quindi oltre all’archiviazione degli indumenti mi tocca pure l’archiviazione temporanea dei libri in scatoloni completamente diversi e lo spolvero della libreria, un catafalco in noce massiccio altissimo, dovro’ salire e scendere quella scala decine di volte, accidenti a lui e ai suoi fottutissimi libri!
Almeno si fosse degnato di darmi una mano, invece no…mi lascia qui a svuotare la libreria e se ne va dal suo amico Gianni, ad aiutarlo a fare non ho capito bene cosa! Che si fotta.
Gianni…. me lo farei volentieri quel gran fig0. Quante volte ho immaginato di accarezzare quel corpo, le sue ampie spalle… Ma non poteva restare lui qui a svuotare la libreria ed io andare ad aiutare Gianni? Uhm…saprei di certo come aiutarlo, ho visto come mi guarda e non solo.
Una sera erano qui da noi a cena, lui e sua moglie, quella con la puzza sotto il naso. Lui mi raggiunge in cucina, mentre loro stavano chiacchierando in soggiorno.
-Ti serve una mano?-
Mi sussurra proprio sul collo, appoggiandomi il palmo sulla spalla, mentre io ero ai fornelli. Sara’ stata la sua voce, il calore del suo alito e del suo corpo.. ho sentito un brivido percorrermi la schiena. Avrei avuto voglia di rispondergli – Si, si mi serve la tua mano e poi prendergliela, infilarmela tra le cosce.
Invece ho risposto:- No, grazie, e’ quasi pronto- Mentre ho avvertito il mio stomaco che si rattrappiva, il mio sesso che si inumidiva.
Poi dopo, non e’ stato facile far finta di niente. Mi sentivo i suoi occhi sempre addosso, per tutta la cena. Capirai, con quella moglie che si ritrova! Gianni si confida con mio marito, e lui a volte mi racconta, mi dice che si lamenta che lei e’ un pezzo di ghiaccio, che la sera lui ha voglia ma lei si gira dall’altra parte nel letto… non deve fare una bella vita.
E chissa’ mio marito cosa dice di me. Gli amici si raccontano tutto, immagino.
Io invece ho ancora sempre voglia di fare l’amore con lui. Come oggi, oggi che mi ha lasciata qui da sola a pulire ‘sta libreria.
Ma ti pare che invece dobbiamo fare le pulizie di primavera? Ma guarda tu quanto ci mette poi, ma quando torna? Se ci rimanesse un po’ di tempo per andare in campagna come quella volta nella cascina solo io e lui, nel silenzio. Sembrano passati secoli.
Non l’ho mai tradito, mai. Eppure a volte, come in questo momento penso che forse farei bene, si.
Magari con Gianni… quella famosa sera ho visto che era eccitato, deve avere un bel pacco, lo notavo rigonfio sotto la stoffa dei jeans. Quanto avrei voluto allungare una mano, li’ in cucina e invece non ho osato. Niente.
Uff! Questa maledetta scala, su e giu’ e su e giu’ sto’ persino sudando. Ora scendo e mi rilasso un po sul divano. Ecco, allungo le gambe… ma che caldo meglio togliermi anche il vestito. Sara’ stato il pensiero di Gianni…e quella scena fissa nella mia mente…vorrei sentire il suo sesso duro che si appoggia a me, vederlo abbassarsi la zip con lo sguardo eccitato e tirarlo fuori, gonfio, la cappella rossa e le vene che sembrano esplodere, esplodere per me…mi girerei e mi abbasserei, passerei la lingua sopra quella carne calda che freme sotto i miei colpi per poi mettermi a succhiarlo.
Non resisto piu’, ho voglia di toccarmi… se lo faccio pensando a Gianni non e’ tradimento no, solo immaginazione, solo desiderio… un po, solo un pochino… le mie dita vanno da sole, scendono tra le mie gambe, scostano l’elastico dello slip e trovano il mio sesso pulsante, umido, aperto come un bocciolo dischiuso dal troppo calore.
Sogno Gianni infoiato che mi appoggia le mani sulla testa e inizia a muovere il suo sesso nella mia bocca, il suo sesso grosso e gonfio al punto tale che a stento la mia bocca riesce ad accoglierlo. Lo sento perdere le staffe ed iniziare ad affondare sempre di piu’ mentre il suo respiro si fa pesante, le mie mani si muovono sui suoi fianchi, afferrano i suoi glutei torniti da anni di palestra e la mia mano gli massaggia i testicoli, sodi, pieni della sua eccitazione per me, li sento fremere e indurirsi un secondo prima di scaricarmi in bocca tutto il suo latte, denso e bollente, a placare la mia sete di lui.
Pensa se mio marito entrasse ora e mi vedesse cosi’…nuda, eccitata…una mano sul seno a torturare un capezzolo e l’altra tra le gambe, oscenamente aperte, bagnata dai miei umori… che cosa penserebbe di sua moglie? Non mi ha mai vista cosi’, mentre mi tocco, le gambe spalancate, offerta ad un amante immaginario.
Accidenti a me… ma perché mi vengono certe fantasie? E perche’ mi faccio tutti questi problemi! Magari piombasse qui proprio ora! Forse finalmente gli verrebbe voglia e passeremmo il pomeriggio a fare l’amore invece che a spolverare questa vecchia libreria! Ho deciso, oggi voglio esagerare! Mi faccio trovare sulla scala nuda! Si si!Lui mi vede da sotto… guarda il mio culo dal basso, il mio sesso schiuso e bagnato che pulsa del mio desiderio per lui, lo so che gli piace, non potra’ resistere.
Ora basta, non voglio venire, voglio che mi faccia godere lui.
Oddio! Sento il rumore dell’auto nel vialetto, arriva! Via tutto, reggiseno e mutandine, completamente nuda. Veloce!Ancora pochi gradini e sono in cima alla scala, mi metto con il culo bene in vista, piegata come a spolverare proprio in fondo alla mensola della libreria. Cavolo sono cosi’ bagnata che mi sento colare tra le cosce.
Eccolo …ascensore… rigira la chiave nella toppa.
– “Heiiiii! Sono tornato, hai svuotato la libreria? Ho chiesto a Gianni se ci dava una mano a spostarla e visto che non ha nulla da fare e’ venuto a darmi una mano…”

Cazzo. Ed ora? Che faccio.? Gianni? Qui? Ora? E io nuda sulla scala! Cazzo! cazzo!

Entrano in soggiorno
– “Vedi Gianni questa e’ la libre…” Mio marito mi fissa con gli occhi sgranati e la bocca spalancata, ma che cazz…. neanche un secondo dopo compare Gianni che si blocca fissando il mio culo nudo a meno di un metro da me, non riesco a biascicare una parola, una sola parola. E rimango ferma, immobile con i loro sguardi addosso.

Continua….

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Fiorin fiorello, di loto è bello ( Radiohead: "Lotus Flower" )

Questo post è un mezzo golpe.
Ogni post che pubblichiamo, prima di essere messo on line è sempre condiviso fra noi due.
Questo è, appunto, un eccezione.
Io e Yin siamo due grandi fans dei Radiohead, eppure manco sapevamo che stava uscendo il nuovo disco.
Io l’ho appreso giovedì da un cliente che lo stava ascoltando sul computer, dopo che lo aveva scaricato a sbafo non so bene da dove.
Sicchè ieri sera me ne sono ricordato, e l’ho cercato su Iù Tiùb ( dove era gia presentissimo ).
La prima volta che ho sentito il singolo ( Lotus Flower ), sono rimasto abbastanza ben colpito dallo stile che rimandava alle atmosfere elettroniche di Kid A ( il mio album preferito dei Radiohead ).
Quando ho chiamato Yin per fargliela sentire, invece lei non ha avuto le mie sensazioni positive. E sì che in musica davvero abbiamo gusti molto simili.
Mezz’ ora fa ho riascoltato la canzone… E ho detto semplicemente: “WOW!!!”
Ed eccola qua.
Groove di sinth bass, una drum machine e poc’altro. Poc’altro oltre la solita voce di Thome Yorke, perfettamente incerta.
Sempre in bilico fra l’indolenza e l’estasi. Fra lo sbadiglio e l’orgasmo.
Per me spacca abbastanza da essere condivisa con gli amici.
Cara Yin beccatela e vedi di iniziare a ballare.
Su Iù Tiùb fra l’altro ci sono già diversi video di buffi epigoni che fanno il verso al ballo di Thom, le cui movenze devono molto al David Byrne di “Once in a Lifetime”.

Che ve ne pare?
( si raccomanda di riascoltarla almeno due o tre volte, per comprenderne l’armonia sghemba e stralunata )

Yang

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La mia fantasia – Seconda parte

Sono ancora annebbiata.. non ho ricordi precisi di cosa è accaduto prima e cosa dopo… sono come dentro un film dal montaggio analogico, ho ancora negli occhi mani, mani maschili e femminili su di me, su di lei… grovigli di corpi che non seguono un andamento coerente….. carne morbida e liscia che accarezza… altra più ruvida che stringe.
Lui che esplode mentre lei lo tocca… così inaspettatamente… forse troppo eccitato… che ride mentre lo sperma gli ricade sul ventre.
E prima, mentre lui lo muoveva ritmicamente nella mia bocca … mi sono distolta dal suo cazzo ed ho guardato tra le mie gambe quella incredibile visione … la testa di una donna!
Le accarezzo i capelli soffici e lisci mentre rimane lì a lungo, poi mi guarda e risale sul mio corpo continuando a baciarmi lungo il percorso, fino ad arrivare all’altezza del mio volto.
– come sei liscia…. – E mi bacia. Mi bacia con il mio sapore sulle labbra.
E’ solo ora che allungo la mia mano fino a sfiorarle il sesso… arrivo alla sua fessura…è umida! L’ho toccata, l’ho toccata! E’ come immergere le dita in un frutto succoso, le labbra chiuse come una piccola, vellutata albicocca.
Lei scivola tra di noi, prona, le mie mani scorrono dalla sua schiena al suo culo, levigato e sodo
Ora capisco perché gli uomini lo desiderano tanto, è come un soffice cuscino sul quale vorrei addormentarmi, perdermi abbracciandola.

Mi sposto dietro di lei, l’accarezzo, palpo le sue natiche… così belle… mi abbasso ancora e trovo l’ingresso della sua vagina, l’accarezzo con le dita… sgusciano dolcemente ma ho paura di farle male, non so come si tocca una donna, è diversa da me. Trovo la sua piccola delicata apertura e ci entro dentro… piano… è stretta, il mio dito è serrato dalla sua carne…mi abbasso e la bacio…. la lecco proprio lì, sulla sua fessura…Oddio l’ho fatto. Ho sempre detto che non ci sarei mai riuscita. Invece ho avuto proprio voglia di baciarla, ho assaporato il suo sapore, tenero e dolce. Vorrei tanto che si girasse per arrivare al suo clitoride… sarò capace di farla godere?
Continuo a baciarla, con il mio dito che strofina sulle pareti della sua intimità, poi risalgo fino al suo buchino più stretto e bacio anche quello, mentre le mani di lui sono sul suo culo, prima l’accarezzano poi lo schiaffeggiano come ha fatto tante altre volte con me. E quel suono… quel suono secco mentre vedo le sue natiche vibrare. E’ bellissima sdraiata così, il volto girato sul cuscino mentre gode… sento i suoi gemiti che fanno crescere ancora la mia eccitazione.. lui estrae le sue dita da dentro di lei, vedo il suo garofano dilatato e ne approfitto, piano piano entro anche lì mentre con l’indice dell’altra mano continuo a penetrarla nella fica… solleva il bacino mentre gode. Poi lui si avvicina nuovamente, si pone sopra di lei, le spinge il cazzo nel culo mentre lei geme… io l’aiuto, gli bacio e lecco le palle, la cappella per farlo scorrere meglio lecco anche lei, la lubrifico perché lo prenda tutto… li guardo così, osservo il suo cazzo che la apre, muovendosi ritmicamente e il volto di lei sconvolto, le unghie conficcate nel cuscino… lo morde stravolta dal piacere.
Lui dopo diversi colpi lo tira fuori… forse vuole fare altro, forse vuole scopare anche me… ed finalmente lei si gira. Io rimango con la testa tra le sue gambe mentre la vedo succhiare il suo cazzo con avidità.
Cerco il clitoride con la lingua… poi con le dita… mi sento così impacciata…e proprio mentre penso che non so se riuscirò a portarla all’orgasmo, la sento ansimare, sospirare forte e gemere mentre la sua carne si contrae attorno al mio dito io continuo a baciarla e la mia bocca si riempie dei suoi umori. Poi posa la sua mano sul suo sesso come a fermarmi, più volte.
Che cosa indescrivibile! Sono riuscita a farla godere, a far godere una donna. Niente fuochi d’artificio, niente grida baritonali e fontane zampillanti. Solo le sue contrazioni, i suoi succhi dolci sulle mie dita.
La bacio proprio lì, ed anche sulla sua mano, mordicchio quel tenero rilievo e risalgo le colline di quel delizioso paesaggio come ha fatto lei prima con me, accompagnando la mia scalata con piccoli baci e morsetti… arrivo sopra il suo viso e le accarezzo il seno con i miei capezzoli che ondeggiano sui suoi mentre mi tuffo sul suo collo, assaporo il suo profumo e la mordo nuovamente mentre lei mi sorride E’ così morbida che vorrei mangiarla.. Vorrei cibarmi di lei, del suo corpo, ingoiare il suo sapore, e poi penetrarla, sentire la sua carne aprirsi sotto i miei colpi.
Invece è lui che, mentre sono china su di lei, si avvicina, la sua verga dura affonda in un solo colpo dentro di me, con forza. Grido mentre mi sento squassare e riempire la fica stillante di umori che ricadono su di lei. Mi bacia la bocca aperta, poi si stacca dalle mie labbra e le riempie con le sue dita, le succhio, le inumidisce della mia stessa saliva prima che lei sfreghi nuovamente il mio clitoride.
E’ bellissimo guardarla mentre mi succhia i capezzoli, fissarla negli occhi mentre godo … un orgasmo violentissimo che mi fa ricadere sopra il suo corpo morbido.
Lo sento uscire da me, si avvicina a lei che apre la bocca, lo aiuta con la mano finché lo vedo schizzare sulla sua lingua, sul suo viso… Lei sorride e mi guarda mentre gocce biancastre e dense le scivolano sul mento, sul seno. Mi prende la mano e me l’avvicina, io rimango con la testa appoggiata sul suo seno a guardare il sorriso estatico che ha stampato sul volto.

Vado a casa con il suo sapore sulla lingua, il suo odore addosso… mi siedo al pc e scrivo.
Scrivo questo racconto ancora sotto l’effetto di un delirio. Forse… ho solo sognato?

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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"Pictures of you"

Sapevo che il nostro amore stava diventando troppo complicato. Ma non volevo ancora arrendermi a quella sensazione che mi tagliava dentro. Come se non bastasse il bus n. 12, sul quale lo avevo visto la prima volta, esibiva un cartello sconcertante. “Fine corsa”!
Mi sentii presa in giro; avevo preso mezza giornata di permesso per rivederlo. Io imbellettata come si conviene ad un perfetto incontro erotico in mezzo alla strada, mi trovai davanti alla nuova campagna pubblicitaria: Una gigantografia che lo ritraeva con una altra.
Ebbene, mi tradiva allora. E lo sapevano tutti. Dovevo immaginarlo.
Era sempre stato così distaccato mentre sfioravo le sue labbra stampate sui pannelli.
Di quella giornata rimase la mia foto, in guepiere scattata dall’autista del bus, mentre tiravo uova al cartellone.
Yin

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Al cinema

La sala è ancora vuota, siamo i primi ad entrare. Averti accanti è sempre una tentazione per me, il tuo odore, i tuoi jeans, il calore delle tue gambe che sfiorano le mie… Lentamente la mia mano si insinua sotto la tua maglietta. Non sono io, è la mia mano che accarezza i tuoi addominali, la tua pelle liscia. Adoro quando ti imbarazzi così, quando ti schermisci e pieghi la testa come un bambino. Abbassi l’orlo della tua maglia, comincia ad entrare gente. Poi nel buio mi prendi la mano, per stringerla e tenerla insieme alla tua, in un gesto di complicità, o forse per controllare i miei movimenti. Però mi lasci fare quando abbasso la zip, ma è la mia mano, non io…come se sapesse da sola dove andare. Le dita si intrufolano dentro l’apertura dei pantaloni, percepiscono la tua erezione, oltrepassano l’elastico degli slip. Lo prendo in mano, al buio riconosco ogni rilievo delle tue vene, la tua carne calda …lo sento irrigidirsi e crescere sotto le mie carezze. Ed ora…non sono io, è la mia bocca che ha fame di te, della tua lingua, del tuo sesso. Ti bacio e mi gusto le tue labbra, la tua mano dietro la nuca a spingermi verso il basso… voglio gustarti solo un attimo… un attimo per riempirmi del tuo sapore, del tuo desiderio. Per poco… la notte è ancora lunga per noi.

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Un escort molto speciale

Questo racconto erotico, che pubblico oggi con grande piacere, ci parla di un escort davvero molto speciale…buona lettura!

All’età di 18 anni ho iniziato per puro caso quello che poi sarebbe diventata la mia professione il gigolò particolare. Ricordo come fosse ieri quando alle scuole superiori ebbi la mia prima esperienza una prof. Mi mise una votaccio ad un compito che benché identico a quello di un mio compagno che aveva avuto la sufficienza era stato valutato da 4 decisi che mi sarei vendicato. All’orario di uscita mi precipitai verso la macchina della prof. E le chiesi spiegazioni!! Di tutto punto lei si accorse del grave errore commesso ma che nn poteva farci niente perché i voti erano gia trascritti allora la minacciai di rivolgermi al preside e lei con tono arrogante mi disse che nn aveva paura di un moccioso. Il giorno seguente salutai la prof. Nel cortile e con i suoi compiti in mano mi diressi dal preside la prof. Mi blocco per le scale e fece cenno di seguirla entrammo in una classe vuota e li la prof. Inizio a farmi la predica dicendomi che ero il peggiore dei suoi alunni che con quel gesto nn avrei risolto niente. Nelle sue parole leggevo un po di timore la prof. Era carina sui
40 fisico magro capelli neri occhi neri una 3 di airbag e un culo grosso a pagnotta la guardavo fisso negli occhi senza proferire parola il suo linguaggio iniziò ad assumere toni arroganti e presuntuosi fino a quando nn provo a strapparmi i fogli dalle mani reagii d’istinto e li misi dietro bloccandola con l’altra mano. A quel punto la prof. Mi guardo negli occhi e mi chiese di sbrigarmi a consegnarle i fogli mi rifiutai dicendole che lo sapeva bene cosa sarebbe successo se il preside avesse ricevuto una lamentela da parte di un alunno per questi errori e ricamandoci sopra la situazione della prof. Si sarebbe fatta delicata. Pero essendo io uno buono dissi alla prof. Che poteva comprare il mio silenzio mi disse di nn essere ricca le risposi che nn volevo soldi ma bensì una ricompensa per il mio silenzio. L’atmosfera iniziava a riscaldarsi la prof. Mi chiese se ero matto nel solo pensare che potevo scoparmela per caso le risposi che lei nn meritava di essere scopata ma doveva essere punita per quello che aveva fatto. La prof. Ando su tutte le furie provo a farmi desistere con le sue parole infamanti rimasi impassibile e mi sedetti su una sedia e le indicai la lavagna adesso scrivi chiedo perdono a luigi per il mio errore e prometto che nn si ripeterà. Quando ebbe finito poso il gesso e si avvio vero la porta la fermai con un gesto della mano la tua punizione e appena iniziata la portai di fianco la cattedra le chiesi di rileggere quello che aveva scritto si rifiuto e fu allora che “SPANK” le mollai un uno sculaccione che la fece saltare ma che fai fu la sua reazione adesso leggi e “spank” le mollai un secondo sculaccione inizio a leggere bene brava cosi adesso giu i jeans” ma cosa” ubbidisci!!! I jeans scesero fino a terra adesso le calze brava bene!! Ora le mutandine “no” “quelle” silenzio!!! Ti ho detto che devi ubbidire ecco cosi brava vedi che quando vuoi sei brava?” Si signore”mi avvicinai al suo culone hai un culone lo sai? “che significa” e grosso e poco formoso questo nn va bene però adesso nn importa adesso devi essere solo punita come meriti giusto? “si padrone” brava sei una che apprende subito “ma cosa merito come punizione?” adesso vedrai mi siedo su questa sedia e tu dovrai metterti sulle mie ginocchia a pancia sotto brava cosi le gambe dritte in modo da sollevare il culo si cosi brava. Era li sulle mie ginocchia pronta giocai un po con le sue chiappe sfiorandole il buchino proibito ebbe un sussulto ed esclamo “MAHHH”…. E prima che potesse finire la frase “spank” parti il primo sculaccione leggero si giro verso di me con aria di sfida e allora “spank” “spank” “spank” spank” una raffica di sculaccioni ad intensita variabile che la facevano sussultare ad ogni colpo il suo culetto stava diventando sempre più rosso decisi che per la prima volta poteva bastare le ordinai di alzarsi obbedii “adesso hai capito chi sono?” “Si” “sei il mio padrone bene adesso inginocchiati. Il culo le bruciava ancora e quando si mi mise in ginocchio ebbe un esclamazione di dolore ma senza esitazioni estrasse il cazzo dai pantaloni e inizio col leccare la punta fino poi a scendere arrivando alle palle li la feci soffermare a lungo la sua lingua doveva leccare ogni singolo centimetro il mio godimento in breve raggiunse vette altissime e quando glielo infilai in bocca il mio orgasmo fu rapido e violento ma la prof riuscì a nn bere il mio nettare che le fini solo in faccia. Comunque le dissi che era stata brava ma poteva migliorare ancora ora poteva amdarsene per il cattivo voto avremmo risolto in un’altra maniera. Continue reading

Nella vita c’è molto più di una Volvo ( sulla pubblicità e non solo )

ATTENZIONE: Aggiornamento di giovedì 17 ore 18.30!!!
Entro su rEPUBBLICA e per sbaglio col mouse clicco sul banner delle assicurazioni LINEAR, svettanti il gran pavese per il 150esimo compleanno dell’Unità d’Italia…
Si apre una finestra. E sulla finestra, che non riesco a chiudere appare la scritta testuale “NON DELUDERE IL TUO BANNER, CLICCA E FAI UN PREVENTIVO CON LINEAR”!!!!!

Non deludere il “tuo” banner… il tuo banner… il MIO banner…

Maledetti.
Maledetti.
Maledetti.

Ragazzi, innanzitutto scusate per l’assenza davvero dilungata ben oltre quelle che sarebbero state le nostre intenzioni. Abbiamo passato un periodo tostissimo sul lavoro ma adesso sembra tutto a posto. Eccoci qua pronti con un nuovo post.
A costo anche di deludere gli amici che vorrebbero sempre leggere cose ridanciane e spensierate, riattacchiamo subito con un ennesimo strale.
Ma è un attacco a uno dei nostri mezzi di informazione preferiti, e siccome spesso gli spensierati sono destrorsi, magari questo ennesimo momento di incazzatura verrà tollerato meglio.
Stiamo parlando di Repubblica.
Repubblica.it, per la precisione.
Repubblica, giornale di area sinistroide intellettual fighetta, è sempre stato all’avanguardia ( sono progressisti ), in quanto a pubblicità.
Sul loro magazine “Donna” moltissimi anni fa, rimasi basito per una cosa rivoluzionaria:
l’intercalare della pubblicità.
Forse i più giovani non lo sanno, ma prima di quest’era consumista, le pubblicità non interrompevano mai un articolo o una rubrica.
Si parlava di guerra, e al termine dell’articolo si stava ben attenti a collocare una pubblicità che non fosse troppo discrepante col tono drammatico dell’articolo precedente.
Su quel numero di “Donna”, mi trovai una pagina pubblicitaria di un gelato, che interrompeva il flusso di parole su un reportage sulla miseria africana.
Shoccante!

Chi ci fa più caso adesso?
Ma a volte, per quanto larga possa essere la tazza del wc, la pisciata inonda tutto.
Ultimamente siamo ben oltre il livello di tolleranza a questo tsunami di beni di consumo.
E proprio in questi giorni terribili per quello che sta vivendo il Giappone, uno spererebbe in un minimo di ritegno.
Un sussulto di dignità.
Macchè.
Oggi ho aperto Repubblica.it e sotto le finestre aperte è comparso l’ennesimo pop-under. Perchè adesso si sono fatti furbi.
Il pop-up ti appariva davanti: lo cliccavi e lo scacciavi come una mosca fastidiosa.
Il pop-under invece ti resta latente sul computer. Lo vedi comparire come una blatta, da sotto il mobile. Chiudi le finestre e te lo trovi li.
In questo caso, era una pubblicità di una assicurazione sulla la casa.
L’ennesimo geniale corredo a un articolo sul terremoto. L’avevano già fatto col terremoto di Haiti. Sicchè dovremmo esserci abituati, evidentemente.

Questo qua sotto era un piccolo collage che avevo fatto mesi fa riguardo una pubblicità di un fuoristrada, che faceva da antipasto a un video di un autobomba trovata a New York.

Questo sopra invece era il background banner che compariva guardando l’incidente a Kubica ( Autoscout!!! )

Se uno guarda un qualsiasi video della catastrofe giapponese, arriva il trailer del prequel di “Amici Miei”.
A noi questo modo di speculare su tutto fa venire il voltastomaco.
Forse siamo all’antica.
Forse è l’ennesimo rigurgito moralista di una coppia con nostalgie dei bei tempi andati.
O forse ( è una possibilità ) noi andiamo nel culo alla maggioranza di chi ci accusa di moralità un pò demodè.

“Once you find yourself on the side of the majority it’s time to pause and reflect” ( Mark Twain )

Per chi avesse dubbi, la maggioranza è li fuori.
Prona.
Qui, saremo anche tutti ( o una buona parte ), incazzati. Ma è una riserva. Un rifugio di lupi idrofobi.
E tutto la fuori è così anestetizzato, assuefatto, emotivamente impermeabile, che preferirò sempre un minimo rigurgito di indignazione, alla piattezza dell’elettrocardiogramma di un gregge di pecore defunte.

Superior stabat lupus

Yang

La sinapsi ( ben poco ) malata: Talk Talk “After the Flood”.
Un gruppo che arrivato velocemente al successo commerciale in virtù di un talento compositivo eccezionale, sparì dalle scene in una specie di catarsi con due album finali che sono un implosione intimista di potenza rarefatta.
Il larsen ( il fischio della chitarra ), che parte ai 4.00 e dura quasi un minuto su un unica dissonante nota, è per me, uno degli assoli più belli mai “sentiti”.

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Il dolore

“il dolore rende speciali… diversi…”

Mi è arrivato questo sms poco fa.
E quanto è vero.
Dolore non solo fisico
Dolore psichico
Dolore che si affonta ogni giorno, e quanto dolore nella mia vita.
Poi arriva un momento in cui ti dici che tanto sei diventata quasi immune
e che questo è solo un ulteriore taglio nella tua carne già martoriata.
Ed allora ti sembra di essere insensibile.
Invece non è così.
Penso a quando da bambina ho imparato a non piangere
ed invece a quanto piango ora

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Fame di sesso

E’ proprio vero: gli essere umani hanno fame di sesso, forse più di quanto ne abbiano di cibo o di beni materiali. Il sesso è il sale stesso della vita, il sesso rende la vita degna di essere vissuta. Immaginatevi un bel culo, immaginate di poterlo rompere con il cazzo, di allargarne il buco fino a farlo scoppiare!
Il sesso è meraviglioso, ricordiamocelo sempre, perché fare sesso è una delle attività più belle che possiamo condurre. Io su questo veramente non ho dubbi, è la mia esperienza mi dice che ho ragione. Ma volete sapere la cosa più strana? Che tutto questo è vero anche per le donne, solo che le donne non possono assolutamente ammetterlo a meno che non accettino di essere pubblicamente etichettate come troie o puttane. Ma le donne sono così: amano il sesso quanto gli uomini, se non di più. Sono troie, purtroppo o per fortuna: questo ci dovrebbe spingere ad approfittare della loro disponibilità sessuale ma, dall’altra parte come è ovvio, a non stringere con loro rapporti duraturi. Continue reading

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