Grazie!

Voglio ringraziare tutte le persone che mi leggono, perché ieri 30 gennaio questo blog è arrivato a 10.013 contatti in sei mesi! (è dal 21 luglio che posso contarli)
Grazie in particolar modo a quegli italiani che si connettono dall’estero, nell’ordine: Stati Uniti, Germania, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Arabia Saudita, Romania, Spagna, Brasile, Turchia, Israele, Australia… E’ incredibile che in Malesia, Bielorussia, e persino dallo Utah (ma non è lo stato dei mormoni?I mormoni leggono i miei racconti erotici?)ci siano nostri connazionali. Non sto qui a fare l’elenco dei più di 70 paesi; poi immagino alcuni con 2-3 contatti solo siano dovuti all Ip dinamico. Praticamente qualcuno se ne sta seduto comodamente nel proprio ufficio a Bologna, o a Torino e risulta essere connesso che so.. dalla Corea del Sud!
Beh naturalmente grazie anche agli italiani residenti, che sono i più numerosi, in particolare i milanesi che sono i primi in classifica, ed i romani. Milanesi, lo sapete che vi adoro, vero?
Mi piacerebbe, visto che attraverso quello che scrivo voi conoscete qualcosa di me, ecco.. mi piacerebbe sapere chi siete, come mai siete approdati qui, cosa vi piace e cosa no. Qualcuno lo fa già, ma non tutti.
Come illustrazione ho messo un “particolare” di un affezionato lettore ed amico. Lui ama molto esibirsi, e questo è il mio regalo te, mio caro compagno di giochi. Ha aspettato con ansia che la sua foto venisse pubblicata, ed all’avvicinarsi della numerazione era sempre più eccitato.. e lo vedete! Ma non mi chiedete chi è perché.. ho promesso di mantenere l’anonimato.

Vi aspetto, allora, tutti a festeggiare su queste pagine!
Un grandissimo abbraccio a tutti, ed in particolare un ringraziamento a Velvethands, che mi ha aiutato a costruire e far crescere questo blog con i suoi preziosi consigli.
Scrivete scrivete scrivete!

Vu Donna Letizia 🙂

P.S. non inviatemi foto che… non ne pubblico! La mail è quella del blog

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Pigra incubatrice di incubi

Date un occhiata…
Sulle prime ho riso per l’assurdità. Ma arrivato al finale alla “Blair Witch Project”, mi sono trovato a mormorare sbigottito:
“…madonninasanta…!!!”.

Metafora inquietante per divanisti indefessi come me.

Uhmmm… forse non è un caso che stia scrivendo da uno sgabello.

😉

DEATH COUCH (2010) – Directed by Matt Inman from 18% Productions on Vimeo.

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Ricordo

Le mie gambe intorno al tuo collo,
la tua lingua che mi lecca, mi succhia, avida.
E il suono delle tue dita che mi penetrano,
quel rumore bagnato, di carne scivolosa e gonfia.
Questo, ricordo.

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Un grosso pene nel culetto

Quando un bel culetto incontra un pene grosso si fanno davvero scintille. Godetevi questo bel racconto erotico, davvero interessante!

Questa mattina ti ho telefonato invitandoti da me per la serata. Hai
indossato quella minigonna a tubino che mi piace tanto con le auto
reggenti e quel bel tanga nero che ti ho regalato. Li hai abbinati con
quel top argento che abbiamo comprato assieme la settimana scorsa.
Pensi proprio di esserti fatta carina, giusta, giusta per una bella
serata.

Ed ora sei davanti alla mia casa, smonti dalla macchina e ti giri a
chiudere la porta.
Ma che succede! Ti ero girata un attimo fa, non c’era nessuno, ed ora
cos’è questa roba che ti ha coperto a testa?
Un terrore folle ti blocca.
Vorresti gridare ma una mano ti copre la bocca mentre un braccio ti
avvolge la vita stringendoti sotto anche le braccia e ti solleva.
Ma cosa sta succedendo? è stato un attimo, ma ti è sembrato un secolo.
Cerchi di divincolarti ma ti sento stretta in vita come da una morsa,
con le gambe così a penzoloni, ti sembra di essere uno di quei pacchi
che si portano sottobraccio.
Aiuto! Aiuto! Cerchi di gridare, ma dalla tua bocca esce solo un
flebile lamento.
Una specie di laccio ti stringe leggermente il collo, ma la mano
continua a premere forte sulla tua bocca e la stoffa è troppo tirata
perché tu riesca a morderla.
Stai scendendo una scala, senti dei rumori strani, cerchi di
divincolarti e scalciare, ma l’unico risultato è quello di sentire
ancor più forte la stretta in vita.
Stai sudando sia per il terrore che stai provando e sia per gli sforzi
che stai facendo per liberarti, ma il braccio ti stringe sempre forte,
quasi ti manca la forza di respirare.
Sei terrorizzata, non riesci proprio ad immaginare cosa stia
accadendo.
Dei rumori di catenaccio, una porta che si chiude e vieni posata.
A momenti cadi. Hai perso senza accorgerti una scarpa e i dieci
centimetri dell’altra ti sbilanciano.
Urli!
Urli con tutta la tua voce. Ma non senti niente, ti sembra di essere
in un mondo ovattato, il pavimento è strano, sembra morbido.
Senti due mani che prendono i tuoi polsi, ti tirano in avanti, stai
per cadere, ma qualcosa di duro ti ferma, una mano si poggia sulla tua
testa e la spinge verso il basso.
Hai un terrore folle, urli e urli ancora con tutto il fiato che hai in
corpo, incominciando a piangere.
Qualcosa di duro ti sta stringendo il collo, fai per ritirare le mani,
ma sembrano bloccate, si muovono un po’ avanti ed indietro, lo stesso
per il collo. Puoi muoverlo un po’ avanti ed indietro e girare la
testa, ma in su ed in giù che qualcosa di duro che lo ferma.
Hai paura urli e cominci a singhiozzare continuando a piangere, sei
sempre più disperata.
Gridi cercando aiuto, ma sembra che tutto si perda nel vuoto, non
senti nessun altro rumore ad eccetto della tua voce. Eppure qualcuno
deve pur esserci.
Singhiozzi e piangi.
Una mano ti prende la caviglia sinistra, urli ancora, cerchi di
scalciare, ma ti tira forte la gamba e senti una cosa avvolgermi la
caviglia.
Urli! e urli ancora cercando di farlo sempre più forte.
La mano ti molla. Subito cerchi di ritirare la gamba ma è come legata.
Aiuto! Gridi.
Gridi ancora, la gola comincia a bruciare e farti male.
Succede lo stesso alla destra, anche se la prima volta eri riuscita a
sfuggire alla mano.
Sei scomoda messa così, con collo e polsi bloccati in avanti, con le
gambe aperte e legate. Cerchi di trovare un punto d’equilibrio
appoggiandoti sulle braccia.
Sei terrorizzata, la paura ti provoca dei fremiti e delle convulsioni
su tutto il corpo, piangi ed urli ancora, ma non senti nessun rumore.
La stoffa che ti avvolge la testa e troppo scura per riuscire a vedere
qualcosa, ti sembra che ti manchi l’aria, urli ancora e il respiro si
fa veloce e pesante.
Piangi e singhiozzi chiedendo aiuto e pietà, ma non si sente
assolutamente nulla oltre al mio respiro affannoso e i tuoi
singhiozzi.
Passa il tempo sembra eterno c’è un silenzio terribile che ti spaventa
ancor più, ti sento sola hai una pura folle, non senti proprio niente.
No, aspetta c’è come un fruscio, un muoversi di stoffa.
Improvvisamente la luce. I capelli ti cadono sui lati della faccia,
sbatti un attimo le palpebre prima di riuscire a mettere a fuoco la
vista.
Davanti hai un muro bianco, anche il pavimento è bianco. Dietro la
testa c’è una specie di tavola di legno da cui sui lati della testa,
spuntano le mani. Provi a girare il capo ma nella tua visuale ci sono
solo queste due tavole e il gancio che le fissa.
Mi sembra una gogna medioevale, ma l’idea ti appare troppo assurda per
essere vera.
Vieni distolta dai tuoi pensieri da una mano che ti accarezza il
sedere.
Cerchi di divincolarti, ancheggi come per scrollartela di dosso ma
niente, queste due mani stanno correndo sul tuo corpo, veloci e
leggere.
Quando ti passano sul ventre scoperto tra la gonna ed il top un
brivido ti fa accapponare la pelle.
Ma quante sono?
Da quanto sono veloci nello spostarsi sembrerebbero più di due.
Mentre una si è fermata sul ventre comprimendolo leggermente, l’altra
sta salendo all’interno della coscia destra, sale piano verso la fine
delle autoreggenti.
Ahi! Gridi!
Ti ha pizzicato la carne all’interno della coscia li dove finiscono le
calze.
Urli!
Hai! mi stai facendo male bastardo! Gridi ancora più forte.
Come per ripicca alla tua protesta l’altra mano s’infila velocemente
sotto il top e ti pizzica violentemente il capezzolo destro.
Il tuo corpo si contrae, s’inarca.
Ahi gridi!
Senti che la gonna ti viene arricciata su, in vita.
Urli, ancheggi, cerchi di divincolarti ma niente da fare sei bloccata.
Ma dove sei finita?
Hai paura singhiozzi mentre le due mani ti accarezzano le natiche e
l’interno delle cosce.
Una s’infila sotto la stringa del tanga e te lo tira.
Gridi Hai!
Fa male se lo lasci da cosi distante.
È leggermente elastico e si scarica come un colpo di frusta giusto li.
Il colpo ti fa istintivamente inarcare e contrarre il corpo.
Hai! E ridargli.
Hai! E ridargli ancora.
E ancora, e ancora.
Ma allora ci provi gusto, stronzo! Pensi.
Però in fin dei conti non è male. Senti i capezzoli che ad ogni colpo
diventano sempre più turgidi.
Urli! Urli!
Ma cominci a renderti conto che non serve a niente.
Le due mani cominciano a muoversi freneticamente sulle tue natiche
pizzicandole ogni tanto.
Ad ogni colpo del tanga il corpo s’inarca, ormai è un continuo, i
muscoli della schiena cominciano a dolerti.
Nei momenti di tregua tremi tutta.
La paura, la rabbia ti fanno fremere tutto il corpo.
Senti una mano sul culo infilata sotto il tanga.
Ti preme prima delicatamente strisciando avanti ed indietro, poi man
mano la pressione si fa più forte.
Ti lamento la pressione comincia ad essere dolorosa, senti il culo
dilatarsi. Hai!
– Stronzo mi fai male – urli.
Hai! Hai! Urli.
Cominci a piangere e singhiozzare sempre più forte ancheggiando
violentemente nella speranza di scrollarti di dosso questa tortura.
Ma più di tanto non puoi muoverti con le caviglie legate.
Una mano s’infila sotto il top ti ripizzica violentemente il capezzolo
destro.
È un’altra fitta che t sale nel cervello facendotelo esplodere.
Hai! Urli ancora più forte, ma la mano stringe sempre di più il tuo
povero capezzolo.
Senti una sensazione strana, hai un terrore folle, sei pervasa dalla
paura ma dentro alla pancia senti come qualcosa muoversi.
Sei impazzita, pensi, mi stanno torturando e comincio ad eccitarmi.
Scacci immediatamente questo pensiero dalla mente, e rincominci a
piangere e singhiozzare ancora più forte e più disperatamente.
Intanto la mano ha lasciato il tuo capezzolo e sta stringendo tutto il
seno, non mi fa male, ma qualcosa di strano ti sta succedendo.
Sarà un effetto della posizione o dello sconvolgimento che ho dentro,
le cosce ti fremono e il tuo culetto sembra attraversato dalla
corrente elettrica.
Il tremito che sino adesso ti ha percorso il corpo sta come
abbassandosi verso le gambe, le mie natiche cominciano prima piano,
poi sempre più velocemente a tremare e contrarsi.
Senti un corpo posarsi su esse.
Ma è nudo!
Inequivocabile al centro, percepisci la presenza di un pene in piena
erezione.
Aiuto, Aiuto gridi ancora con uno sforzo tremendo che ti ardere la
gola.
Ma doveva capitare proprio a me!
Urli ancora!
Singhiozzi, lui si posa ancor più su di te schiacciandoti le spalle
sulla parete di legno e stringendo dal davanti l’interno della mie
cosce.
Sento forte la pressione del suo pene sul tuo culo protetto solo
dall’esile strisciolina del tanga.
Le sue mani salgono piano piano, esplorando ogni centimetro della tua
pelle all’interno delle cosce, arrivavo sino la tanga, s’infilano
sotto e con le dita stuzzicano il buchino bello lisco e depilato.
Poi si congiungono sul davanti dandoti qualche strappetto li e quindi
stando sempre sotto il tanga, arrivano su, sui fianchi.
Hai!
Gridi nel sentire lo strappo del tanga.
Aiuto! Aiuto! Continui a gridare anche se ormai sei certa che non
serva a più niente.
Ti sento fortemente a disagio così inclinata in avanti e con il sedere
scoperto.
Il maiale si potrà godere la completa panoramica del tuo culetto con
al centro, in bella mostra.
Continui a tremare, le tue natiche sono sempre più percorse da un
fremito che le fa vibrare.
Ti sta avvolgendo sotto le ascelle il top, senti abbassarsi
leggermente le Tue belle tettine con i capezzoli ancora turgidi.
Deviproprio essere un bello spettacolo messa così, a 90 gradi con le
tette, il culo scoperti; le gambe larghe e la gonna avvolta in vita.
Senti più volte il tipico scatto di una macchina fotografica e vedo il
lampeggiare del flash.
Anche questo! Anche le foto!
Sei stremata non c’è la fai più.
La paura, il piangere ed il continuo singhiozzare ti stanno
sfiancando.
Aah! Hai!
Che male, stronzo, disgraziato! Senti che male mi hai fatto!
Ti ha violentemente infilato un dito nell’ano ed ora lo sta girando.
Senti il bruciore salirti lungo la schiena e un tremito violento ti
percorre tutto il corpo.
Ancheggiando cerchi di divincolarti, le tette ti sbattono.
Hai! Stronzo smettila!
Un altro! Me ne ha infilato un altro!
Il dolore è forte, tremi tutta, piangi e singhiozzi Continua a girarli
e allargandoli ogni tanto mi provoca delle fitte tremende che ti fanno
tremare tutta.
Ma cosa sta facendo?
Ah! Senti che morso! Stronzo, fottuto disgraziato!
Tende le due dita nell’ano, si è infilato sotto di te e ti ha
violentemente morso il capezzolo destro, quello che mi aveva già
martoriato prima.
Cerchi d’inarcare in corpo per alzarti, ma il disgraziato ci arriva lo
stesso.
Si alterna tra i miei due poveri seni, mordendomi i capezzoli, a volte
piano a volte talmente forte tra strapparmi un grido.
Ed intanto le due dita continuano a muoversi e rigirarsi nel mio
povero culetto.
È come uno spasmo quello che mi avvolge tutto il corpo, le sue dita mi
stanno facendo impazzire e i suoi denti sui miei capezzoli sono come
un martello che mi batte ritmicamente nel cervello.
Troia, sei una troia, ti stai eccitando utta, pensi con rabbia.
Lentamente la sensazione e la frustrazione si stanno trasformando in
un perverso senso di piacere.
Ci sa fare lo stronzo. Ti sta eccitando, il pianto ed i singhiozzi si
stanno lentamente tramutando in mugugni e sospiri.
Chiudi gli occhi e lentamente ti stai lasciando andare alle fortissime
sensazioni che stai provando.
Le lacrime smettono di rigarti il volto, ed altre lacrime, invece,
cominciano a scendere copiose.
Le due dita nell’ano non bruciano più anzi!
Con i denti continua a mordermi alternativamente i due capezzoli, che
sono diventati turgidi e duri come due piccoli peni.
Tutto il seno è contratto, lo senti teso e duro.
Ora il tuo corpo è teso e fremente ma per ragioni ben diverse da
prima, tutti i muscoli sono contratti nel sentire quei denti sui
capezzoli e quelle dita che ti stanno rovistando dentro.
Improvvisamente non lo senti più, è piombato un silenzio strano, sento
solo il mio ansimare.
Il seno ti duole, soprattutto i poveri capezzoli martoriati.
Le gambe ti tremano ancora, cerchi di ristabilire un punto
d’equilibrio. Sei tutta sbilanciata in avanti e le spalle cominciavano
a dolerti.
Ha! Ha! ti lamenti.
Che strana sensazione. Cos’è ?
È una sensazione stranissima e invadente, il freddo mi fa contrarre
ritmicamente tutti i muscoli interni dell’ano.
Un brivido mi parte da in mezzo alle gambe e si espande velocemente il
tutto il corpo.
Lo senti arrivare ed entrare nel cervello come un treno.
Ti si contrae anche il diaframma facendoti mancare il respiro ed ad
ogni contrazione, le tue tette sbattono fra loro.
Un dito ti sta massaggiando l’ano con qualcosa fresco.
Ah! Hai! Hai! Gridi forte!
È entrato!
Si senti il suo pene grosso, duro e caldo dentro il tuo culetto.
Ti sembra gigantesco, lo senti comprimerti dentro, ti sembra quasi che
ti arrivi in gola.
Senti il suo pene muoversi prepotentemente dentro di te, dentro e
fuori dal tuo culetto ormai rovente.
Sei tutta fremente.
Senti tutto il seno contrarsi e i capezzoli ti fanno male da quanto
sono turgidi per l’eccitazione.
Le sue mani sembrano impazzite corrono dal seno al ventre sino
all’interno delle cosce.
Chiudi gli occhi e lascio penzolare il capo godendomi le sensazioni
che stai provando.
Tremi tutta.
Stai sudando e gemi ancheggiando sotto le sue potenti spinte.
Ti lamenti ed ogni tanto gridi dall’inteso piacere dato da queste
sconvolgenti sensazioni.
Il Tuo culetto vibra, si contrae con quel meraviglioso pene continua
ad andare su e giù dentro di lui sconvolgendoti tutto, dentro.
Le tue anche oscillano e si muovono al ritmo delle sue.
Senti che sta arrivando, il ventre ti si contrae, le cosce tremano, ti
sollevo sulle punte dei piedi per sentire meglio i movimenti del suo
pene nel tuo culetto. Lo senti in un modo sconvolgente, ogni volta che
affonda, ti si contrae lo stomaco da piacere e poi un languore che ti
parte dal basso
ventre sale sino alla bocca.
Inghiotti più volta la saliva, e ti roteo la lingua sulle labbra arse
dall’intenso ansimare.
Gridi dal piacere.
I capezzoli, i capezzoli, stringili. Gridi in un picco di piacere.
Non fai in tempo a fine la frase che senti due morse attanagliarteli.
Ah! Si! Cosi! Cosi! Gridi ad ogni suo affondo nel tuo culetto.
Cosi! Si! Mi piace!
Il primo orgasmo è come una bomba che ti esplode in tutto il corpo.
I capezzoli stretti da non so cosa sono di un turgido impressionante e
le sensazioni che ti inviano nel cervello sono impressionanti.
Di nuovo il tuo respiro si fa affannoso, ansimi e ti lamenti come mai
mi era successo.
Oscilli il capo, ad ogni sua spinta tutto il basso ventre ti genera
degli stimoli e delle sensazioni indescrivibili.
Le gambe ti s’irrigidiscono, il seno ti sembra scoppiare, le natiche
ti sembrano di pietra e ad ogni suo affondo senti le sue palle che ti
sfiorano scaricandoti una scossa elettrica che ti avvolge tutto il
ventre e sale, sale avvolgendoti la spina dorsale, sino ad esplodermi
nella testa.
Sii! Sii! Urli! Con tutta la forza che t sento dentro, ormai sconvolta
dal piacere.
Non hai mai goduto tanto.
La testa continua ad oscillarti e la gola si fa sempre più secca per
l’intenso ansimare.
Improvvisamente due mani ti stringono la testa e qualcosa di turgido e
caldo ti entra prepotentemente in bocca.
Apri gli occhi, ti vedi un ventre maschile con l’imponente attaccatura
di un pene spuntare da un folto pelo nero.
Ma sono in due!
Fai appena in tempo a formulare questo pensiero, che le sensazioni
provocate dal pene nel culetto e le dita che ti stuzzicano e da questo
pene in bocca ti fanno eccitare di più.
E poi la sensazione di quella cosa calda, morbida e dura
contemporaneamente che entra ed esce dalla tua bocca è fantastica, le
labbra leggermente secche sono ancora più sensibili e stimolate
dall’insolita presenza.
Istintivamente succhi avidamente, gli rotei la lingua sul glande,
cercando il piccolo orifizio in cui infilarci la sua puntina.
Ogni tanto rilassi la bocca sino a fartelo arrivare quasi in gola.
Le sensazioni che ti arrivano dal basso ventre sono inimmaginabili, le
spinte cominciano a farsi più regolari e fonde.
Anche quello in bocca comincia a pulsare, senti le prime gocce
inumidirti la gola arsa.
Sii!
Eccolo! Arriva! Arriva! Sii!
Ecco senti il getto, arriva come l’onda quando si è distesi sul
bagnasciuga, arriva ad inondare il tuo culetto.
T’inarchi fremente, ti si contrae il culo e le tette sbattono mentre
due mani al volo le strizzano con forza, le cosce tremano impazzite ed
il culetto e i polpacci dallo sforzo, sono diventati duri come il
granito.
Sii! Ah! Così!
Non è mai stato così bello, pensi.
Senti il pene nella tua bocca crescere, sento percorrerlo in tutta la
sua lunghezza dal pulsare del suo succo che sta arrivando.
Sii!
Ecco il getto che ti riempie la bocca, un po’ ti cola dagli angoli, ma
cerchi di trattenerlo e rotearlo in bocca con la lingua per assaporare
sino in fondo il suo sapore.
Succhio, succhio avidamente sconvolta nei sensi dal pieno di orgasmo
in cui sei, succhio in modo da estrarne sino all’ultima goccia.
Tutto il corpo è in fiamme, continue onde di piacere lo fanno
contrarre ed inarcare dopo una serie di orgasmi sconvolgenti non ce la
fai quasi più, ogni tanto ti si annebbia anche la vista, hai la testa
che comincia a dolerti per le forti sensazioni che stai provando.
Mollemente ancheggi ancora sotto le ormai tenui spinte, poi …
improvvisamente il buio il nulla.
Senti freddo, senti un freddo tremendo avvolgerti cingerti in vita e
salire lungo la schiena.
Apri gli occhi e fatica riesci a focalizzare.
Ma cos’è … hai in mente ancora quelle sconvolgenti sensazioni ed ti
ritrovi qui seduta in macchina.
Ma è possibile che sia stato tutto un sogno?
Istintivamente t’infilo una mano sotto la gonna e senti il tuo culo
ancora umido.
Il tanga non c’è più !!! Continue reading

Sonetto del buco del culo

di Verlaine & Rimbaud.
Lo dedico ad Orso, che ne è un estimatore….
e ringraziando Kamala che me l’ha fatta conoscere, citandomi a sua volta nel suo seguitissimo blog.

Sonetto del buco del culo

Scuro ed arricciato come un garofano viola
Respira umilmente nascosto tra la schiuma
Umida ancor d’amor che segue la dolce fuga
Delle chiappe bianche fino al cuore del suo orlo
Dei filamenti come le lacrime di latte
Hanno pianto sotto l’ alquanto crudel che lo respinge
Attraverso i piccoli grumi di marna rossiccia
Per andarsi a perder dove la discesa li chiamava
Il mio sogno s’abboccò sovente alla sua ventosa
La mia anima gelosa del coito material
Ne fece il suo lacrimatoio fulveo e il suo nido da singhiozzi
E l’oliva in deliquio ed il coccolato flauto
E il tubo dove scende la celeste pralina
Cana femminile dall’umidezza recinto

Le sonnet du trou du cul

Obscur et froncé comme un œillet violet
Il respire, humblement tapi parmi la mousseHumide encor d’amour qui suit la fuite douceDes Fesses blanches jusqu’au cœur de son ourlet.

Des filaments pareils à des larmes de laitOnt pleuré, sous l’autant cruel qui les repousse,À travers de petits caillots de marne roussePour s’aller perdre où la pente les appelait.

Mon Rêve s’aboucha souvent à sa ventouse;Mon âme, du coït matériel jalouse,En fit son larmier fauve et son nid de sanglots.

C’est l’olive pâmée, et la flûte caline;C’est le tube où descend la céleste praline:Chanaan féminin dans les moiteurs enclos!

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Vecchi Perva


“Susanna e i vecchioni” . Guido Reni

Sono tanti i grandi artisti che si sono cimentati nella raffigurazione della storia di Susanna, giovane donna, concupita da due vecchi pervertiti.
Da Tintoretto a Van Dyck, da Artemisia Gentileschi a Hayez, passando per Rubens, Rembrandt e molti altri.
Il mio preferito è però il dipinto di Guido Reni di cui vedete un particolare.
Si notino i colori pregni e ombrosi tipici del manierismo, che hanno nel Reni, e prima di lui, nel Carracci e, ovviamente in Michelangelo Merisi da Caravaggio, i massimi esponenti dell’arte pittorica italiana di quel secolo di struggente decadenza a cavallo fra 1500 e 1600.
Si apprezzino le rughe sui volti dei due anziani. Gli sguardi melliflui, e l’invito al silenzio di quello coi capelli scuri, mentre l’altro abbraccia la ragazza in un viscido tentativo rassicurante.
Nella composizione ed equilibrio del dipinto i due personaggi, seppure di sfondo alla protagonista, conquistano l’occhio più del seno nudo. La resa dinamica è perfetta.

La vicenda, narrata nella bibbia e contenuta nel libro di Daniele, ci dice che i due, dopo aver cercato inutilmente di possedere la virtù della giovine, in cagione del suo diniego la trascinino davanti al tribunale con l’accusa di adulterio.
Daniele, smaschera l’orrida trama e i due vecchi degenerati vengono condannati a morte secondo i dettami della legge di Mosè.

Avete appena letto un post di satira e di attualità socio politica.

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Perchè mi guardi così…

Perché mi guardi così… colgo i tuoi occhi in mezzo a tanti altri distratti, tra corpi rumorosi ed irrequieti.Invece i tuoi, neri, profondi, mi fissano a lungo mentre parlo. Riesci ad imbarazzarmi, sai? E il tuo sorriso, rivedendomi dopo tanto tempo… tenero e spontaneo come quello di un bambino, perché tale sei per me.
Perché mi guardi così… soffermandoti sul mio seno, in silenzio, piegando la testa di lato, seduto in fondo alla stanza. La tua lingua a volte scivola sulle tue labbra, quasi a volermi assaporare.. è a questo che pensi?
Perché mi guardi così… sull’autobus, mentre mi parlavi scrutandomi dentro, fissandomi, non ho potuto fare a meno di appoggiare la mia mano al tuo braccio, te ne sei accorto? Ho sentito la tua muscolatura, tonica come quella di un uomo, dell’uomo che ancora non sei. Ho percepito il tuo fiato, il tuo odore, il calore del tuo corpo. E la mia mente.. la mia mente era altrove mentre cercavo di dire qualcosa di sensato…
Non guardarmi più così… te ne prego.

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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La mistress

(Racconto eroti-comico del mio amico Lucax30 che mi ha permesso di pubblicarlo)

Gino si chiedeva deluso perche’ cazzo se l’era sposata quella donna, passati i primi anni d’ardore s’era assopita.
Niente sesso per settimane intere!
Aveva dovuto ricominciare a farsi le pippe di nascosto come da ragazzino!
Si sparava i pornazzi sul portatile e ci dava giu’ di mano!
Su quei films si che c’erano delle belle porcone che lo pigliavano in ogni dove!
Altro che sua moglie con cui l’aveva fatto solo alla missionaria!
Era sempre stato fedele alla sua donna, ma ogni cosa aveva un limite!
Si iscrisse ad un sito erotico e mise il suo annuncio:
“Distinto Impiegato quarantenne cerca ragazza per sesso estremo”
SESSO ESTREMO…gli piaceva quella parola, forse finalmente avrebbe messo una donna a pecora!
azzz…non stava piu’ nella pelle!!
Con un ghigno soddisfatto lo rilesse cinque volte!

Inke, era delusa dal suo compagno.
Non si divertiva piu’ come una volta!
Nell’ultima orgia sado-maso finche’lei gl’infilava nel sedere un trenino lima,
lui le parlava dell’orto e dei pomodori che quest’anno erano piu’ piccoli
del solito.
Finche’ lei gli massacrava le palle con un mattone, lui le parlava del bollo della macchina e dell’ICI della seconda casa.
Era diventato un’insensibile!
Sara’ stata l’eta!
Eh! Ma non poteva andare avanti così, pensò.
Entro’ nel suo sito erotico preferito, ma invece di accedere come d’abitudine all’area “orge e gangbang sadomaso” entro’ in “singoli cercano donne”
Era proprio la sua giornata fortunata!
L’aveva beccato al primo colpo!
Un’impiegato!
Adorava gli impiegati!
Con quelle manine curate….non riusciva mai a smettere di frustarli!
Magari con quegli occhialini da ceffoni…lei ne dava tanti, e sapeva darli bene. Si teneva allenata col pungiball!
Lo contatto’ immediatamente!

Gino si sistemo’ gli occhiali, non credeva ai suoi occhi!
Aveva appena spedito il suo invito e una ragazza gentilissima gli aveva risposto subito.
Doveva muoversi bene!
Non poteva perdere questa occasione!
Alle donne piacciono i tipi romantici, si disse, “adesso compro delle rose rosse e l’invito a cena”.
Le rispose con una frase ricercata tutta in rima, voleva fare il raffinato.

Inke vide subito arrivargli la risposta.
Doveva aver proprio voglia sto’pervertito!
Ma era extracomunitario?
Parlava strano!
Frasi da deviato proprio! Pensò.
Lei sapeva come prendere gli impiegati pervertiti!
Due sberloni sulla porta per far capire chi comanda!
Poi gli avrebbe pisciato sul muso finche’ era ancora a terra agonizzante.
Cazzo! Si sentiva gia’ rinata!
Altro che quell’insensibile del suo compagno!!
Non poteva più aspettare oltre!
“Domani sera al bar dei camionisti, ore 8.00”, scrisse all’ignoto impiegato.
Adesso doveva mettere a posto la camera col DUNGEON.
Entro’.
C’era tutto un casino dall’ultima orgia in trentadue.
Le sfere anali di marmo da 10 centimetri erano in giro per tutta la stanza.
I vibratori da 20 pollici in latex erano nella fuciliera allineati, almeno quelli.
Diede un po’ d’olio alla croce di Sant’Andrea che cigolava troppo, poi si giro’ ad ammirare
il suo pezzo forte: IL PERISCOPIO ANALE.
Mica le solite cosuccie da sexy shop!
Gliel’aveva procurato un suo amico carpentiere che lavorava alle demolizioni NAVALI di Livorno.
Aveva dovuto farci aggiungere le rotelle da un fabbro per poterlo spostare per casa.
Ci diede una spolverata e controllo’ le ottiche fornite di mirino millimetrato balistico.

Gino per poter uscire di casa alle 8 aveva dovuto inventare una balla colossale per sua moglie Luisa.
Sarebbe andato a mangiare da sua madre che ultimamente stava male.
Luisa sapeva che sua suocera cucinava come un cane, sarebbe tornato a casa con la diarrea come al solito!
Gli fece le solite raccomandazioni sul colesterolo e lo lascio’ uscire.

Inke capi’ subito che quell’esile impiegato che aveva appena parcheggiato a fianco di uno Scania e stava scendendo con delle rose in mano era il suo uomo.
Le rose!
Era un tipo tosto penso!
Le spine delle rose sui coglioni son cose da masochisti esperti!!
Si eccitò!

Gino dopo pochi convenevoli si era messo a lim0narla sul sedile dietro della sua macchina e Inke sembrava proprio non farsi problemi di alcun genere!
Lui aveva allungato timoroso le mani verso il suo pube e lei aveva spalancato le gambe subito e senza storie!
Azzz….le aveva già toccato la patata!
Al primo appuntamento!!!
Altro che sua moglie che prima di sposarsi la doveva portare al cinema accompagnato dalla suocera!!
Ma non capiva dove avesse infilato la mano…era tutto bagnato, forse una piega delle mutande?
—-

Inke si stava quasi eccitando, sentiva l’anello che aveva al dito Gino strofinarle l’interno della fica….ma nooo che distratta era l’orologio!

Gino scese dalla macchina accompagnato da Inke, la casetta era tranquilla e ben tenuta, sembrava una ragazza a modo con la passione per la casa, tipico delle donnine dolci e gentili, penso’ trasportato.
Appena passata la soglia del portoncino si prese uno sberlone cosi’ possente da cadere intontito a terra.
Dei lampi viola intermittevano nella sua mente, luci stroboscopiche unite ad un dolore lancinante.
Chi c’erano i briganti?
La squadra speciale anti-fedifraghi?
I marines?
Ancora lampi viola….
Vide comparire dalle nebbie l’immagine di sua suocera piena di gaiezza che fumava canne in un prato.
Appena comincio’ a ricapire qualcosa aveva una grossa palla in bocca tenuta da una fascetta e la mani unite da due polsiere di cuoio borchiate.
Sgomento scoprì che non poteva più ne parlare, ne muoversi.

Inke era tutta eccitata, il tizio era un’esperto!
Sembrava soffrisse sul serio!
Non ricordava neppure da quanto non aveva simili soddisfazioni!
Ecco uno che sapeva recitare la parte alla perfezione!
Chissa’ cosa gli piaceva?
Si tiro’ via il vestito e rimase solo col bustino e le calze di latex.
Allargo’ le gambe e gli pisci0’sul muso.
Che soddisfazione!!!
L’impiegato sembrava si stesse riprendendo, si giro’ marziale e gli meno’ un’altro sberlone sul naso.

Gino quando riprese i sensi era legato a testa in giu’ ad una croce di Sant’Andrea.
Nella stessa posizione dell’uomo di Vitruvio sulla moneta da un’euro…ed era nudo!!!
Dov’era? come? quando? perche’?

Inke era troppo eccitata non riusciva piu’ a connettere, a pensare, l’eccitazione la stava portando al delirio.
Come poteva iniziare?
Le palle anali di marmo da 10?!
Si, bella idea, ma quante ce ne stavano dentro ad un ometto cosi’ esile?
Non era un problema!
Aveva il suo bel periscopio per fare una prima analisi conoscitiva.
Attraverso’ la stanza soddisfatta e si mise a spingere il marchingegno.

Gino stava tentando di capire dove fosse e perche’, quando sentendo un rombo che faceva tremare il pavimento vide avvicinarsi un enorme attrezzo di ghisa che scorreva su ruote.
Prima di urinarsi addosso riusci’ a leggere solo una sigla:
MARINA MILITARE ITALIANA

Il momento era topico, Inke con le mostrine da “capitano di vascello” apri’ il boccaporto e fece uscire il periscopio per una prima ispezione.
Profondita’ mezzo metro! Disse col fare del graduato.
Regolo’ con precisione lo strumento e lo fece scorrere nell’intestino dell’impiegato, lo giro’ a dritta e a babordo, calcolò con la scala millimetrata….
Ci stavano tranquillamente 10 palle di porfido, stabili’ soddisfatta.

Gino aveva gli occhi fuori dalle orbite, continuava a vedere dei flash blu cobalto.
Un’astronave aliena era atterrata in mezzo alle sue chiappe e stava facendo degli esperimenti su di lui, una sonda era entrata nel suo culo e lo stava esplorando!
Sua suocera in un anello di fumo di canna stava ballando il flamenco.
Harrison Ford era davanti a uno che diceva: “Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare….bastimenti in fiamme al largo di Orione”
Finalmente quell’attrezzo era uscito dal suo didietro.
Si sentiva aperto come il colosseo.
Si giro’ e vide un carrello pieno di palle!
Anche a lui piaceva giocare al biliardo, ma quelle biglie erano molto piu’ grosse…chissa’ che gioco era?

Inke si mise la maschera da demonio che usava nei momenti migliori, poi prese il barattolo del grasso da ingranaggi che teneva di scorta sulla credenza e si avvicinò.
L’impiegato continuava a dimenarsi disperato.
Che attore che era!
E pensare che dovevano ancora cominciare!

Gino vide il mostro alieno avvicinarsi avvolto da lampi blu cosmico, in mano teneva uno strumento sofisticatissimo pieno di una gelatina bianca.
Indossava dei guanti spaziali di gomma usa e getta.
Non riusci’ a vedere cosa stesse facendo al suo culo perché sua suocera continuava a passargli davanti ballando la lambada.

Inke con le mani tutte ingrassate prese la prima palla e spingendo gliel’ inficcònel culo.
Era proprio un attore! Riusciva a sembrare perfino ancora vergine!
Chissa’ come faceva!
Continuava ad essere eccitata fuori dei modi, dopo la quinta decise di diversificare un po’ sennò sarebbe venuta subito!
Cosa poteva fare?
Battergli i coglioni coi mattoncini ??!! ficooo…
Oppure attacargli il peso da 30 kili al pisello??!!
Che idea carinaaaa!

Gino vide un marziano avvicinarsi con in mano una palla di ferro di quelle che si attaccavano alle caviglie dei carcerati ai tempi dei lavori forzati.
Era già legato alla croce, quella palla era del tutto superflua, pensò.
Poi vide che armeggiava nel posto sbagliato.
Ma dove cazzo le hanno le caviglie gli alieni?? penso’.

Inke imbragò il pisello dell’impiegato nell’apposito incavo all’inizio della catena, poi con un movimento acrobatico tipo ginnastica artistica lascio’ cadere la palla da 30 kili a peso morto.
Le piaceva vedere i piselli tirarsi finché sembravano spezzarsi in due.
Che carinooo!
Che tipo!
S’era innamorata!
Come poteva fingere con tanto realismo, farsi venire due occhi così rossi e lacrimanti.
Non tentava neppure piu’ di urlare: Rantolava.
Ora ne era sicura, lui la voleva compiacere!
Ma che attore!

Gino stava puffando coi puffi.
Dei raggi blu puffo si estendevano all’infinito, puffetta gli dava i bacini e lui voleva puffarla.
Sua suocera strafatta di acidi alternava suicide-techno e gangsta-rap ad un RAVE party.
Riapri’ gli occhi. L’alieno aveva in mano due mattoni.

Inke non era brava coi nodi, dopo la prima serie di mattonate sui testicoli i nodi che lo tenevano fissato alla croce si erano sciolti.
L’impiegato continuava a fare il “finto esanime”.
Che istrione!
Beh, cambiamo gioco, penso’ Inke.
Prese il caricabatterie della macchina, apri’ le pinze della 220 “polo più” sul capezzolo destro e “polo meno” su quello sinistro.
Urlo’ “START” premendo il bottone come se “quello dentro” dovesse fare contatto con la chiave.

Una folgore squarcio’ il cielo blu’ puffo!
Gino’ si mise a correre per l’astronave aliena, prese un fucile laser da 20 pollici dalla fuciliera e lo punto’ contro la marziana nuda.
Poi usci’ dalla nave aliena, attraverso’ il giardino alieno e sotto l’albero alieno vide la sua macchina terrestre.
Parti’ con l’acceleratore a tavoletta distruggendo altri veicoli alieni lungo il viale, Investi’ anche un cane alieno.
Non si fermò.
Si immise sulla tangenziale e punto’ a tutto gas verso casa.
Doveva avvertire l’esercito, la contraerei!
Qualcosa di sinistro all’interno della sua pancia gorgogliava, si sentiva la pancia esplodere.
Aveva bisogno di un bagno!
Lo avevano sottoposto a chissà quali esperimenti alieni!
Ricerche sul genere umano.
Doveva avvertire la NASA!
Prima pero’ il bagno!
Il BAGNOOOOOO!!!!
Parcheggio’ sotto casa e corse al bagno.

Luisa la moglie di Gino era incazzata nera!
Lo sapeva che sua suocera cucinava da cani, ma questo era troppo!
Troppo oltre qualsiasi limite!
Suo marito era svenuto in bagno dopo aver disintegrato il water!
Polpette ancora intere dure come il porfido!

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