ⓈℂẮℳƄɪ


Fu Yin a dire “proviamo”.
Io dei due sono quello dall’aspetto guappo e battuta salace, ma per questo genere di “cose” sono sempre stato timido e insicuro. Lei, pure più fragile di me, è in realtà, in certe situazioni aiutata dalla sicurezza un pò sfacciata che le dona il suo istinto e l’indubbio fascino animale.
Fu così che mettemmo un annuncio in un sito di scambisti.
Abbiamo sempre privilegiato il sesso cerebrale, e spessissimo quando facciamo l’amore ( quando scopiamo ), i nostri gesti sono contornati da figure virtuali che ci guardano e partecipano. Passare alle vie di fatto però mi aveva sempre lasciato molti dubbi;
il sesso programmato a tavolino mi attizza quanto la ghiaia negli occhi e nutrivo molto scetticismo sulle persone che popolano questo torbido mondo.
Ma un giorno appunto, Yin mi convinse: “se piace a noi, dovrebbe piacere anche a quelli come noi”.
Scegliemmo un sito dei meno conosciuti ( Incontri On Line ), perchè ci sembrava quello esteticamente più gradevole. Di sicuro era, ed è, ( almeno credo, visto che non siamo più iscritti ) quello che più salvaguarda la privacy degli inserzionisti, non pubblicando mail e permettendo di comunicare solo fra persone regolarmente iscritte.
La prima mossa fu quella di scrivere un annuncio che potesse piacere a un certo “tipo” di persone. Un annuncio lungo, che scremasse le sex-machines seriali, e che facesse intendere quello che è il nostro punto di vista sull’argomento sesso. La seconda mossa fù quella di pubblicare foto che non fossero il solito catalogo di cosce aperte e cazzi impennati.
La terza fu quella di mettersi a cacciare.
Fummo fortunati.
Dopo una prima veloce cernita Yin individuò una coppia di Livorno, e la sottopose alla mia attenzione: bell’annuncio, scritto da gente in gamba. Belloccia pure la “scatola” che stava attorno a quelle anime. Ok. Si poteva fare.
Erano abbastanza novizi come noi e il feeling scattò immediatamente già alle prime chat su msn.
Decidemmo di incontrarli. Era l’agosto del 2007, e quell’incontro è stato un evento che ha influito profondamente sulla nostra sessualità.
C e M si rivelarono di una simpatia davvero contagiosa e dotati del quantitativo necessario di sale in zucca. Ricordo come fosse ora quella serata. La cena e il dopo cena a casa loro. C che di punto in bianco inizia un buffo strip tease. Io dissimulavo il mio imbarazzo con risatine di circostanza: e chi l’aveva mai vista una bella donna che due ore dopo averla incontrata, si spogliava davanti agli occhi miei e della mia compagna? Dopo essere rimasta in mutandine, C, cominciò a spogliare una incredibilmente tranquilla Yin.
Dopo 20 secondi l’aveva buttata sul letto e la stava baciando dappertutto, lì, accanto a me.
Io ero col cuore in gola. Ricordo solo di aver pronunciato la parola “pazzesco” guardando M, che seduto ai piedi del letto, con gli occhi sognanti rispose: “è la cosa più bella del mondo”.
Dopo pochi minuti le due streghe furono su di me e mi spogliarono a morsi.
Il resto della serata non sto neanche a raccontarvela. Rischia di essere il solito catalogo tipo kamasutra, e qualcuno, giustamente rischierebbe di slogarsi le mandibole sbadigliando. Ho delle immagini micidiali. Un mix psichedelico shackerato con due parti di fauni, un pò di Saffo, e una bella spruzzata di Rocco Siffredi.
Permettetemi solo il rapido accenno a quella che Campana descrisse nei suoi Canti Orfici come “pompa a due fauci”: un vero e proprio point of no return.
Dopo C e M, abbiamo incontrato diverse altre coppie. E mai ( MAI ) una sola volta, siamo stati delusi dalle persone che avevemo davanti. Che nella totalità dei casi si sono rivelate piacevoli e simpatiche. Mediamente molto più intelligenti e sensibili del panorama falso e bigotto di ciò che è il mondo delle convenzioni e dei convenevoli.
C’è da dire che quasi sempre abbiamo fatto prima una bella cernita via chat, per capire le affinità eventuali, e delle persone che abbiamo segato in questi anni è stracolmo il nostro cestino.
Altra cosa importante da dire: mai una volta ( fatta eccezione forse l’ultima con C e M di pochi giorni fa ), un incontro a 4 è paragonabile al sesso a 2. Per quanto uno possa essere sgamato, un minimo di inibizione c’è sempre. E il sesso migliore è quello libero da qualsiasi freno.
Malgrado ciò, l’abbiamo fatto e rifatto e continueremo a farlo perchè non è tanto nell’istante presente ( che pure raggiunge attimi di consapevolezza in cui ti dici: ehi! wow! due donne mi stanno ciucciando il cazzo!!! ), quanto nella scia sismica e sessuale che produce nel rapporto di coppia ( e anche nella propria autostima, và ).
E’ una cosa che mai in noi ha scaturito gelosie. E sì che siamo gelosissimi l’uno dell’altra.
Ma non si può essere gelosi in queste pratiche, dai. Sarebbe assurdo.
Abbiamo visto coppie collaudatissime collassare. Abbiamo visto singoli baldanzosi sciogliersi come neve al sole.
E’ una cosa che richiede una grande consapevolezza dei propri limiti. Soprattutto non bisogna prendersi troppo sul serio e va fatta solo se si è pienamente convinti.
Per quanto si tratti di scopare. Per quanto si tratti di sesso più o meno selvaggio, alla fine si tratta di fare l’amore. Si tratta di strusciare la propria pelle addosso e dentro quella di ( semi )sconosciuti. E’ una cosa facile e difficile allo stesso tempo. Si deve essere consci che in queste avventure ( ci riesce difficile chiamarli giochi come fanno molti ), si deve essere disposti a rappresentare per gli altri una sorta di proiezione delle loro fantasie. Solo un oggetto animato. Un cazzo. Una fica. Due tette. Un culo. Nessun coinvolgimento sentimentale. Ma per fare ciò ci vuole la totale stima di chi hai accanto. E tanta spontanea voglia di divertirsi. Sapendo quando è il momento di fermarsi, e quando andare oltre.
Dopo un primo anno in cui l’entusiasmo faceva da motrice, il tempo e gli impegni hanno preso il sopravvento fino a farci togliere l’annuncio e cancellare il nostro profilo: sembravamo diventati una coppia che se la tirava, e non è vero per niente.
Ogni tanto ci concediamo delle “rimpatriate” soprattutto con coloro con cui si è stabilito un legame davvero bello.Con questo post vogliamo ringraziare:
C&M, su tutti, a cui ormai ci lega un amicizia vera.
T ( idem come sopra ). L ( idem idem ).
F, S, L, S, R, S, ( la S va molto di moda fra le iniziali dei nomi ), A, R, P, N, E, M, L.
E’ grazie a voi che possiamo dire:
Noi… abbiamo visto cose che voi umani non potreste immaginare…

Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…
E abbiamo visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser…
E tutti quei momenti NON andranno perduti nel tempo.

Yang & Yin

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Sesso di Natale

Un racconto erotico con sperma che va e viene ambientato a Natale. Buona lettura e buon natale!

“Buon Natale, streghetta mia, eccomi qua per la nostra solita festa privata:
panettone, regalino e champagne.ma.ma come diavolo ti sei conciata?”.
“Come una Befana puttana, caro il mio amante e capufficio.Non fare quella
faccia: so che ti piacciono moltissimo questo genere di sorprese”.
“Cazzo, Betty, se questa è una sorpresa rischio l’infarto.”.
“Non essere ipocrita Gianni. Ormai conosco tutto di te: vizi, stravizi, lati
nascosti e soprattutto le porcherie che più ti eccitano”.
“Sì, ma rientrare in ufficio dopo la pausa pranzo e trovare la mia
segretaria tutta inguainata in pelle e a gambe spalancate sul monitor del PC
non è cosa di tutti i giorni”.
“Guarda meglio: per l’occasione mi sono anche depilata e ho fatto il
piercing sulle grandi labbra.”.
“Ecco perché stamattina hai chiesto due ore di permesso. Era questo il
regalino che volevi prepararmi?”.
“Già. Volevo festeggiare l’ultimo dell’anno in maniera memorabile.per quel
che serve!”.
“Devo ammettere che sei fantastica, Betty: quanto ti è costata questa
lingerie sadomaso?”.
“Mezzo milioncino, porcellino mio, ma sei stato tu ad insegnarmi che il
piacere non ha prezzo!”.
“Hai imparato la lezione molto bene, e adesso che intenzioni hai?”.
“Non lo vedi? O i tuoi occhiali si sono appannati per il sudore che ti cola
dalla fronte?”.
“Vedo Betty, vedo.anche tu ti stai bagnando, la fica.vedo, vedo e vorrei
toccare.”.
“Aspetta Gianni, non così presto.sì, guardami da vicino che mi eccito di
più.Lo sai che mi piace da morire sapere che un uomo mi guarda mentre mi
tocco la fica, lo sai, veroooo!”:
“Sì che lo so, puttanella mia. Oddio, sento che l’uccello mi scoppia dentro
i pantaloni, non posso continuare a guardare.”.
“Tiratelo fuori che voglio vederlo, dai!”.
“Aspetta che chiudo la porta a chiave, sai non vorrei essere disturbato in
una pratica d’ufficio così delicata..oooh, ma così è ancora più bello,
Betty.”.
“Già, così alla pecorina riesci a vederla bene la mia passerina.aspetta che
mi sistemo meglio sulla scrivania.aspetta maialino mio, non vorrei sciupare
il tuo preziosissimo PC”.
“E chi se ne frega del PC, della scrivania e di tutto l’ufficio.sei tu l’
unica cosa importante per me, Betty.continua ti prego, continua.”.
“Oh Gianni, fammelo vedere, tira fuori il tuo bell’uccellone.mmh..Oh, però,
che pistolone! Non vorrai mica venire subito, come un ragazzino, eh?”.
“No che non vengo, troia.anzi, guarda qua. Fermati un attimo e apri il
pacchetto con il regalo che ti avevo portato. Sicuramente fa al caso tuo”.
“Mmh.che dici. Dai qua che lo scarto.vediamo, vediamo..uuuh, che bell’arnese
rosa confetto! Mi sa che è più grosso e più lungo del tuo. Mmh.è freddo e
viscido: questo certamente non s’ammoscia mai e non deve fare i conti con
una moglie priva d’iniziative, vero eh?”
“Betty, che cazzo c’entra mia moglie.dai provalo, altrimenti mi s’ammoscia
davvero!”.
“Uh, come sei suscettibile.aspetta un po’: se ricordo bene come si
fa..ecco..mmh, mmh.”.
“Sei proprio una puttana, tesoro. Sai già come si fa e si vede.sì brava,
passagli la lingua attorno, così, per tutta la lunghezza, bagnalo per
benino. poi sai dove devi infilartelo”.
“Mmh, Gianni, smanettati il cazzo.mmh.aspetta che..oooh.mio Dio com’è duro e
grosso.”
“Dai che quell’animale di plastica sembra fatto apposta per la tua
fica.fallo andare dentro, piano, sì, così.ooh, ti è quasi scomparso dentro.”
.
“Mi piace, godo, godooo, ma voglio anche te.vieni, che aspetti a darmi il
cazzo?”.
“Eccomi, eccomi.girati però.voglio vederti in faccia mentre godi: hai un’
espressione bellissima!”.
“Sì, padroncino mio, dammelo in bocca: voglio sentire la tua eccitazione,
voglio sentirti pulsare dentro la mia gola .mmh, sì.mmh.”.
“Succhialo Betty, succhialo.che sensazione avvolgente, ma non finisce mai la
tua gola, eh? Continua a penetrarti, bellezza e continua a.ooh, piano coi
denti, porca puttana!”.
“Mmh, mhm.devo respirare un po’, altrimenti soffoco.ora te lo spalmo ben
bene con la lingua.mmh, mmh.ti piace così?”.
“Ancora , ancora, ragazzi che ritmo.succhia e fottiti che poi ci pensi io
alla tua passera.aspetta: non così veloce.cazzo, Betty, vuoi star ferma.o mi
farai venire?”.
“Mmh, mmh.e no, padroncino mio, ora voglio godere come non mai: basta
pompini. Voglio ricordarmi di questo Natale fino a che campo. fammi tutto
padroncino Gianni, tutto, tutto, ooh.”.
“E allora girati, maiala.ecco così, non mollare il pistone di plastica,
fallo andare. O come si vedono bene i tuoi buchetti, aspetta.ecco stai
ferma.bene.”.
“Cosa vuoi farmi porco.basta che ti sbrighi che sto per venire!”.
“Ecco.ora le senti bene queste due dita nel culo.le sentiii!”.
“Cazzo se le sento.non sono abituata.”
“Adesso arriva lui, sostituisco le dita al mio uccello.ecco, piano piano.ti
faccio male, vero?”
“Nooo, li sento tutti e due: continua, continua che.ooh, ooh.vado avanti
anch’io con il cazzo di plastica.vengo, sento che vengo.”.
“Sì, Betty, sì, come sei stretta qui dietro, ooh.non posso guardarti,
altrimenti vengo subito, sei troppo eccitante, ooh.”.
“Aah, Gianni tu e il tuo uccellone di plastica mi state spaccando
tutta..oooh, sento l’orgasmo che mi fa tremare le gambe, oooh.”.
“Vengo, vengo, non ce la faccio più, Betty.”.
“Sento il tuo sperma dentro di me.godo anch’iooo, Gianni, sì, sì..mi cola
tutto dentroooo.”.
“Che brava che sei stata.tu sì che sai scopare.amore.”.
“Che bel regalo mi hai fatto, padroncino mio.peccato che duri sempre così
poco!”.
“Lo so, tesoro.ma adesso è tardi, dobbiamo andare o qualcuno s’insospettirà
per la porta chiusa.e poi, fra qualche ora è mezzanotte”.
“Sì, devo proprio tornare a casa. Sai: ho detto ai miei che anche oggi avrei
fatto qualche ora di straordinario.per arrotondare.”.
“Certo Betty. Eccoti 500 mila per il completino sadomaso – tienilo ben
nascosto nel tuo cassetto, eh.- e tieni altre 500 mila come dono di Natale.”
.
“O che caro: sei un tesoro Gianni.stasera pensami, però.”.
“Certo Betty. Pensami anche tu.e cerca di non annoiarti troppo”.

Ore 23,45: a casa di Betty. Due coppie di anziani genitori che stravedono
per due giovani fidanzatini “promessi sposi”.
“Questo è per te Betty”. “O Paolo, ma non dovevi, chissà quanto ti sarà
costato!”.
“Ma è il tuo anello di fidanzamento, tesoro: così ti sentirai più legata a
me, verooo?”.
“Certo amore: però io faccio gli straordinari per arrotondare lo stipendio e
tu butti via i soldi così?”.
“Dai Betty, non mettermi il muso. Lo so che ti sacrifichi tanto per il
nostro futuro: tieni una bella fetta di panettone.”.

Ore 24,00: a casa di Gianni. “Papà, papà.apriamo i regali, dai dai!!!”.
“Buone, buone che adesso il vostro papino vi fa vedere cosa vi ha portato
Babbo Natale”.
“Su Giulia, non le fare aspettare oltre.ma guarda come si buttano su quelle
scatole.faranno cascare l’albero.piano eh.”.
“Come sono contente, Gianni, non vedevano l’ora..ecco, Alessia ha trovato la
sua casa di Barbie..l’orologio Swatch. il telefonino con la scheda”.
“E guarda Barbara, Giulia.beh i regali per le nostre pupe non sono mai
troppi.ecco la PlayStation ultimo tipo, le scarpe griffate Nike.e l’ultimo
dev’essere l’Orso Yoghi di peluche.”.
“Papà, papà.”.
“Sì, Barbara.”.
“Cos’è questo coso lungo, rosa, di plastica.”.
“Nooo, ehm..oddio che caz.ehm.ba-ba-babbo Natale ha sbagliato.”. Continue reading

Il tagliatore di teste.

Tagliatori di teste, head chopper li chiamano quelli come te.
– Mi occupo di ristrutturazioni aziendali, fusioni di società in crisi come consulente esterno. – Questo mi avevi detto.
In realtà, licenziamenti, tagli. Di teste, appunto. Avrei dovuto capirlo subito.
La tua apparente freddezza, il tuo pesare le parole e il tuo sguardo sfuggente. Eppure, quando ti ho conosciuto mi aveva colpito proprio la tua eleganza, il tuo distacco, la tua sobrietà. Sempre impeccabile, mai una parola fuori posto, di chi è abituato al controllo. Controllo delle emozioni. Ma, dentro i tuoi occhi scuri avevo colto un bagliore, quando si fissavano nei miei. Il guizzo della passione, nascosto, da scoprire. Ed era questo che mi aveva incuriosito. Svestirti di quei panni severi, capire cosa occultavi dietro quella facciata seria, questo avevo desiderato fare.
E la tua voce, dai toni sommessi e quell’accento del sud mescolato al milanese, le vocali che non seguono una logica, la modulazione altalenante. La managerialità settentrionale e la passionalità partenopea.
Mi chiami e come prima cosa mi inviti “a fare shopping” .

– Vieni, sono al centro. Prendi un taxi, non ti preoccupare, pago io.-

Pago io? Detesto gli uomini che tentano di comprarti facendo sfoggio del loro denaro. La cosa mi irrita, discutiamo e mando all’aria il nostro primo appuntamento.
Poi mi chiedo perché, perché hai bisogno di attrarre una donna con lusinghe e promesse. Come se non fossi consapevole del tuo fascino. O forse, sei talmente avvezzo a barattare, vendere e svendere esseri umani che lo fai anche con una donna.
Però al telefono sei dolcissimo. Mi mandi sms tenerissimi. Cerchi di riparare, perché hai capito che con me non è aria.
Mi chiedo quante donne sono così, quante approfitterebbero della situazione. Immagino che sia per questo che il tuo primo approccio è stato di questo tipo, come fosse una routine. Forse sono io che sono sbagliata, in una società dove le escort fanno notizia e le puttane siedono in parlamento. Sono io, si, non tu.
Tu conosci molto bene il potere del Dio denaro. Potere al quale finora non mi sono soggiogata. Amo troppo la mia libertà, libertà che comprende anche quella di scegliere. Di non sentirmi in obbligo con un uomo. Di decidere. Posso anche essere perversa e dissoluta, ma soltanto per piacere. Il mio e quello del mio uomo. Non per possedere qualcosa. Se amo do tutto, anche a rischio di non avere niente in cambio, non presento il conto dei miei sentimenti.
Alla fine, arriviamo alla prima cena, in una gelida serata di dicembre. Parli parli di lavoro, di economia, della crisi, di aziende quotate in borsa. Certo non sono un’esperta, ma so sostenere una conversazione. Chiacchieri chiacchieri, ma non parli mai veramente di te. Non ti esponi. Stai studiando il nemico… bene, allora non lo faccio anche io.

La villa a Portofino, vicina a quella di un noto imprenditore. E la tua collezione di costosissimi orologi e di auto. Credi di impressionarmi con queste cose? E naturalmente una moglie e dei figli, dettaglio non trascurabile. Che vivono al Nord, lontano da te che giri l’Italia e che hai un’altra sede qui vicino. Cosa cerchi, compagnia per le tue serate invernali? Noiosamente banale. Ma perché gli uomini non riescono a stare da soli?
E naturalmente, mentre le aziende crollano, i tuoi affari prolificano. E’chiaro, sei una specie di iena che azzanna l’animale ferito.
Ti farò penare, lo sai? Perché un po’ ti detesto, ma al tempo stesso mi attrai. E non capisco perché.
E poi, io penso ancora a Lui. Sono uscita con te per distrarmi, ma due mesi sono pochi, e lui mi ha lasciata in sospeso, il cerchio non si è chiuso. E mi manca terribilmente.
Quando mi saluti, così, inaspettatamente, mi baci. Mi sorridi con gli occhi, e finalmente vedo quel bagliore che si accende, mi prendi il viso tra le mani, prima mi baci sulle guance e poi mi sfiori le labbra. La tua lingua si insinua tra i miei denti, poi mi prendi la mano, e l’avvicini a te. Io però mi irrigidisco, sento che il mio corpo non è disposto ad aprirsi a qualcun altro. Non ancora. Ti saluto e vedo che hai capito, me lo dicono i tuoi occhi. Ci sarà un’altra cena, da cui te ne andrai stizzito, quasi senza salutarmi.
E poi, tempo dopo, il mio Amore Malato ritornerà, decido di dargli un’ultima possibilità, che si brucerà in pochi mesi. Il cerchio si chiude, definitivamente. E proprio quando ho stabilito di mettere un lucchetto al mio cuore ancora ferito, proprio allora, quando sono ancora fragile ma al tempo stesso decisa a voltare pagina… è allora che tu, come se avessi avuto sentore di qualcosa, come se avessi annusato l’aria con il tuo fiuto di sciacallo in cerca della preda sanguinante, mi ritrovi.
Che dolcezza nelle tue parole!
– Ti stavo pensando sai? Sto facendo colazione ai Navigli.
– E cosa pensavi?
– Che non vedo l’ora di abbracciarti, voglio sentire il calore del tuo corpo…

(continua….)

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Una puttana in discoteca

sperma discoteca
Che cosa accade quando una puttana finisce in una discoteca? Ecco, nel dettaglio, cosa può succedere. Buona lettura.

La mia Padrona aveva deciso di portarmi in discoteca. Decise lei cosa dovevo
indossare: calze autoreggenti, gonna cortissima, niente mutandine e una
canottierina di nylon nero attillatissima e trasparente, praticamente era come
se fossi nuda. Anche Marta, la padrona, indossava un vestitino trasparente;
era possibile distinguere chiaramente i numerosi tatuaggi sul suo corpo.
Venne con noi anche suo marito. Sapevo che se avevano deciso di portarmi in
discoteca invece di tenermi incatenata alla tazza del cesso, aveva in serbo
per me qualcosa di veramente eccitante…
Il nostro ingresso nella gigantesca sala non passo’ certo inosservato. C’era
tantissima gente ma riuscimmo a trovare un tavolino libero. Marta ordino’ una
bottiglia intera di whiskey e tre bicchieri. Verso’ per lei e per suo marito,
ma non per me, “te lo diro’ io quando dovrai bere” disse.
Tracannarono un paio di bicchieri, poi Marta decise che era arrivato il
momento di agire, “ok puttanella” mi disse, “adesso dovrai dimostrare alla tua
padrona quanto sei troia, trovati un uomo, portatelo al bagno e fagli un
pompino per 50.000 lire, poi torna qui. Dovrai darmi i soldi e un bacio, e
dovrai fami sentire il sapore dello sperma”.
Mi alzai e andai in mezzo alla pista dimenando il mio corpo mezzo nudo in modo
molto sexy. Intorno a me si fece un drappello di uomini che mi guardavano
eccitati, mi avvicinai a uno lo abbracciai e gli sussurrai in un orecchio:
“per 50.000 ti porto in bagno e te lo succhio”. Non se lo fece ripetere due
volte, mi prese per mano e mi accompagno’ al bagno degli uomini. C’erano
diversi tizi ubriachi che mi guardarono stupiti. Ci chiudemmo dentro a un
cesso puzzolente, mi inginocchiai, gli tirai fuori l’uccello; ma prima di
prenderlo in bocca mi feci dare le 50.000. Comiciai a succhiare il cazzo di
quello sconosciuto fino a che la bocca si riempi’ di sperma. Lo lasciai li’
con i pantaloni abbassati e mi diressi dalla mia Padrona. Poggiai su tavolo le
50.000 e ci baciammo. Durante il tragitto avevo madato giu’ quasi tutto lo
sperma, ma ne era rimpasto un po’ per la mia Padrona. Marta si ritenne
soddisfatta. “Brava la mia troia, ma la serata e’ lunga, vai, continua,
fattene un’altro, poi potrai bere con noi!”.
Altro uomo, altro sperma, altre 50.000 altro bacio…
Dopo circa una decina di pompini la voce aveva cominciato a diffondersi, gli
uomini mi venivano a cercare. La Padrona se ne era accorta, e la cosa la
eccitava. “Vai, datti da fare, fai godere piu’ uomini che puoi, torna qui ogni
mezz’oretta a portarmi i soldi, ma guai a te se te lo fai sbattere nella
figa!”
Davanti al bagno degli uomini si era fatta la fila, me ne facevo tre, quattro
alla volta, avevo schizzi di sperma dapertutto, nei capelli, nei vestiti..
quanta ne ingurgitai quella notte!
Alle sei del mattino portai i soldi come avevo fatto tutta la notte, la
discoteca era ancora piena e stavo tornando al bagno. La Padrona mi fermo’
“ok, serva, basta cosi’,” conto’ tutti i soldi che le avevo portato, erano
circa 3 milioni. “Ma che brava, adesso si’ che puoi bere con noi vero Marco?”
disse rivolgendosi al marito che annui’. C’erano due bottiglie di whyskey
vuote sul tavolo, “Dovremmo ordinarne dell’altro” disse Marco ridendo “Si, hai
ragione, adesso ci penso io”. La Padrona prese una bottiglia vuota e la mise
sotto il tavolo. Marco prese un cuscino da un divanetto e se lo mise davanti
ai pantaloni per non farsi vedere, poi tiro’ fuori l’uccello e orino’ nella
bottiglia. “Hai visto che te ne abbiamo lasciato un po?” Disse la padrona
mentre mi riempiva il bicchiere di piscio. Tracannai tre bicchieri uno dietro
l’altro senza farne cadere una goccia. Poi la Padrona si avvicino’ e mi diede
un bacio. Puzzi di sperma e di piscio, a casa sarai punita. Continue reading

Il sesso è….

Il sesso e’…frenesia, afrori forti, odori di fica e di sudore!
il sesso e’…quel bagnato di sperma sul lenzuolo!
il sesso e’… donarsi, non dire di no a nulla! Non essere capaci di dire no a nulla!
il sesso e’… baciare, leccare, succhiare, bere, mordere…Graffiare!
Il sesso e’… avere la fica e il culo infiammati dal troppo uso e il cazzo che fa male…

Tibetano

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Storia vera di sesso

Su questo blog, di solito, pubblichiamo racconti di sesso. Ma oggi facciamo eccezione, visto che c’è una storia vera molto intrigante, che prendiamo direttamente dalla cronaca:

A Vienna, in Austria,na coppia di ragazzi si è lasciata andare ad espliciti atteggiamenti di natura sessuale, in presenza anche di alcuni passeggeri, i quali hanno filmato tutto con i cellulari per poi caricare il filmato sul web.

Nelle immagini si vede un ragazzo in piedi, di spalle, con i pantaloni tirati giù, e una ragazza seduta davanti a lui a gambe aperte. Secondo i presenti, i due erano ubriachi e hanno fatto sesso come se fossero stati soli; il ragazzo, però, si vede distintamente nel video mentre si tira bene su il cappuccio della felpa per non farsi riconoscere.

I due avrebbero consumato il ‘siparietto hard’ sulla linea U1 Vorgartenstrasse, e le autorità stanno cercando di individuare la coppia per poterla denunciare con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico.

Il video, intanto, ha avuto un record di click, pur essendo stato rimosso da Youtube in quanto violava la norma sui contenuti di natura sessuale e nudità.

Il video originale su Youtube è stato rimosso, accontentiamoci di questo video porno che ci racconta quello che potrebbe essere successo:

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