racconti erotici

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Fantasie sulla scoperta di un piacere inaspettato ma sublime

Categoria: Altro
Capitoli: 1 n° Parole: 796 n° Letture: 1044

[Segnala questo] Pubblicato: 20/09/2010 Aggiornato: 20/09/2010

Sommario:

Le avventure di un ragazzo sempliciotto di provincia catapultato per motivi di studio nella caotica città di Napoli. Verrà svezzato ai piaceri del sesso dalla sua coinquilina Alessandra in un crescendo di erotismo e passione. I primi due capitoli sono solo introduttivi e non contengono scene erotiche. Ma dal terzo, sarete accontentati. Non saprei in che categoria inserirlo, di certo i 10 capitoli previsti conterranno scene lesbiche, etero, trio, orgia, voyerismo. Per commenti (anche negativi) e suggerimenti: [email protected]

Categoria: Etero, Trio, Orgia, Saffico
Capitoli: 7 n° Parole: 11482 n° Letture: 29811

[Segnala questo] Pubblicato: 11/08/2010 Aggiornato: 20/09/2010

Sommario: Francis voleva solo essere parte del gruppo….

Categoria: Etero, Dominazione
Capitoli: 1 n° Parole: 4843 n° Letture: 4228

[Segnala questo] Pubblicato: 20/09/2010 Aggiornato: 20/09/2010

Umori di Apogeo New!
Sommario: Questa è la seconda parte del racconto etero “Primavera”

Categoria: Saffico
Capitoli: 2 n° Parole: 3811 n° Letture: 6599

[Segnala questo] Pubblicato: 11/07/2010 Aggiornato: 20/09/2010

Sommario: Quando Angelica incomincia a riprendere in manola propria vita, e a dimenticarselo..eccho che..

Categoria: Dominazione
Capitoli: 3 n° Parole: 4633 n° Letture: 10156

[Segnala questo] Pubblicato: 13/08/2010 Aggiornato: 19/09/2010

Sommario: Una coppia in crisi,un matrimonio da risollevare sul lato del sesso.Variazioni?Proviamoci in 3

Categoria: Trans
Capitoli: 1 n° Parole: 1583 n° Letture: 5477

[Segnala questo] Pubblicato: 19/09/2010 Aggiornato: 19/09/2010

Sommario: Due amici trascorrono l’estate in casa dei genitori di uno di loro: un’estate allegra, balorda, incredibile.
Categoria: Trio
Capitoli: 1 n° Parole: 5008 n° Letture: 3927 Continue reading

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Donna sodomizzata

Una donna ci viene a raccontare come viene sodomizzata. Alle donne piace la sodomia, sono incantate dalla sodomia, ma poche hanno il coraggio di ammetterlo pubblicamente.
donna che gode a essere sodomizzata
Il gioco 1
Mio marito sicuramente rientra nel soggetto a cui viene attribuito il
sinonimo di NARCISETTO.
Ogni volta che si discuteva di quacosa lui non ammetteva repliche, non
ammetteva errori e sopratutto non era interessato a niente di Sgradevole.
Il problema e che lo sgradevole per qualcuno, può essere gradevolissimo per
altri ma questo non rientrava nei suoi punti di vista.
Quando ci inoltravamo nell’argomento sesso , anche per me fino a questo
avvenimento non era sicuramente al centro dei miei pensieri,non potevo
neanche accennare il fatto che si potessero avere dei rapporti con persone
non bellissime poichè per lui o il partner rientrava nella schiera dei
bellissimi oppure non poteva essere un partner.
Mentre per me le cose stavano lentamente cambiando, avevo fatto conoscenza
con una signora di 40 anni, robusta, seno grosso, cosce lunghe e robuste un
culo molto sporgente e un viso volgarissimo con labbra sempre truccatissime
ed un abbigliamento che non nascondeva nulla.
Dopo diversi incontri nel suo Bar / pasticceria / Ricevitoria un giorno mi
ha forzato nell’argomento sesso , asserendo che una donna bella e
desiderabile come me non poteva essere nel mio stato.
Io sconcertata per la sua schiettezza non ho saputo reagire , e ad ogni sua
affermazione non ero in grado che confermare quello che lei mi chiedeva.
In pochissimo tempo aveva descritto tutto ciò che provavo e che non ero in
grado di affrontare o di pensare.
Frustrata, insoddisfatta, frigida queste sono solo una parte di ciò che mi
sbatteva in faccia oltre al fatto che, non solo io mi potevo sentire in
questo modo , ma anche sicuramente mio marito provava le stesse mie
sensazioni.
E’ stata lei che mi ha spinto ad iniziare il gioco che ha salvato il mio
matrimonio.
Mio marito che mi aveva visto una volta chiaccherare con Miriam , non aveva
comunque esitato ad offenderla chiamandola “Volgarissima Puttana , truccata
malamente , lofia e cesso ” io mi sono per l’ennesima volta sentita
frustrata per il fatto che lui avesse un punto di vista solo ed
esclusivamente esteriore, senza averci mai parlato insieme si permetteva di
giudicare e offendere persone che potevano comunque essere piacevoli per me,
” niente mi offende , ma non offendete I miei amici”. La sera stessa ho
proposto il gioco a mio marito e lui con mia grande sorpresa ha accettato.
Non ho usato mezzi termini, non ho cercato di coinvolgerlo nei miei
pensieri, nei miei desideri, gli ho semplicemente illustrato I fatti ,
coprendo l’idea di Miriam con un ” l’ho letto su una rivista “, ci sono
rimasta di sasso, non una domanda , non un tentennamento , smorfia da parte
sua semplicemente OK.
Il gioco era basato su una sola, unica regola ” Uno faceva, l’altro si
faceva fare ” non erano ammesse repliche e così siamo partiti.
E’ toccato a me comincire con Giorgio sdraiato nudo sul letto , bendato ed
io che potevo fare tutto ciò che volevo, il mio stato d’animo era di
eccitazione ma anche di paura di spingermi troppo oltre e di essere
considerata una puttana una perversa, da mio marito.
Lo stato di eccitazione prevaleva comunque di gran lunga non avevo piu’
spazio nel cervello per pensare ad altro , l’unico pensiero era rivolto al
fatto che per la prima volta ero io a dettare le regole , ero io a fare ,
lui era una mia cosa ” mai prima di allora avevo pensato questo”.
Così mi sono ritrovata a baciare, leccare , odorare, ogni angolo del suo
corpo ogni suo meandro, parti che fino a quel momento non sapevo potessero
servire ad uno scopo solo ed esclusivamente sessuale , anche lui apprezzava
cio’ che stavo facendo , tremava era eccitato e la sua erezione era
notevole.
Durante i nostri comuni rapporti non ci soffermavamo a lungo nei preliminari
e il sesso orale non rientrava nella routine , non avevo mai assaggiato lo
sperma di mio marito , ma neanche lui mi aveva mai chiesto di farlo, mi
faceva sempre staccare prima .
Era stata Miriam la mia nuova amica a convincermi che lui lo faceva per
paura di offendermi ma che sicuramente sarebbe stata una cosa che lo avrebbe
mandato in estasi.
E così mi sono ritrovata con il suo cazzo in bocca a leccarlo, succhiarlo
ingoiarlo, non resistevo io a questo stress , questo nuovo potere di FARE mi
stava facendo eccitare e mi sentivo un’eccitazione strana sconosciuta mi
resi conto che per la prima volta riuscivo a godere senza toccarmi.
Spingevo l’asta di Giorgio ,non grossa e non lunga a dir la verità ma questo
ho potuto constatarlo solo dopo aver fatto altre esperienze , fino in fondo
alla mia gola e mi stupivo di poter arrivare fino ai peli del pube senza
fatica , ho cominciato un ritmo forsennato, pompavo con lo stesso ritmo che
segnava lui quando mi scopava, lo sentivo arrivare ma non mollavo lui
indietreggeva ma io affondavo di più fino a quando il suo corpo a cominciato
a tremare ed una scarica interminabile di piccole eruzioni mi hanno riempito
la bocca.
Il sapore salato ed acre non mi disgustava mi sono ritrovata a godere,
sentivo la mia figa gocciolare succhiavo, ingoiavo quello che era finito sul
suo pube lo leccavo,ingoioava, lo toccavo senza togliermi il suo membro
dalla bocca, lui gemeva ad alta voce il suo vigore non diminuiva ed io
eccitatissima mi sono staccata ed impalata su di lui e ho cominciato a
scoparlo fino a quando dopo aver goduto di nuovo sia io che lui mi sono
staccata.
Un senso di paura ha cominciato a invadermi ma era ostacolato, represso
dalla consapevolezza che : mai prima di allora avevo goduto così tanto.
Siamo rimasti in silenzio per un un tempo inquantificabile, poi gli ho tolto
la benda lui mi ha guardata e ho capito che anche per lui qualcosa era
cambiato, mi ha ricoperta di attenzioni mi ha sussurato parole dolci che
avevo dimenticato e per finire ha voluto essere lui a lavarmi con mille cure
sotto la doccia.
Il giorno dopo ho raccontato tutto d’un fiato la cosa a Miriam , eravamo
sole nella saletta the, lei si è avvicinata alla mia bocca e mi ha baciato
in modo dolcissimo leccandomi anche le labbra, io sorpresa non sono stata
capace di replicare , spostarmi, non mi sono mossa e lei sorridendo mi ha
detto ” tutti anche tuo marito credono che io sia una puttana per come mi
vesto e per il mio corpo, ma io sono stata convinta sin dal primo momento in
cui ti ho vista che tu mi batti di gran lunga!”.

Il gioco 2
Dopo l’esperienza del gioco condotto da me mi sentivo un’altra , mi sembrava
, solo ora dopo 36 anni, di aver capito cosa significasse dare e ricevere
piacere , “godere”.
Giorgio a differenza del passato mi sembrava molto più partecipe in casa ,
aveva molte attenzioni per tutto e stranamente aveva anche cominciato a
prendersi delle giornate di libertà dal lavoro, lui che comunemente non
rientrava mai presto e non mancava mai neanche quando ammalato.
E fu in una di queste giornate di ferie che mi telefonò verso le 5 del
pomeriggio avvisandomi che nel giro di un’ora sarebbe rientrato, di
prepararmi che sarebbe toccato a lui questa volta condurre il gioco.

Era tutto il giorno che ci pensavo, mi chiedevo come mai dopo tre giorni
Giorgio non aveva voluto rigiocare ed ora dopo la sua telefonata mi sentivo
goffa , eccitatissima , fremevo , senza riflettere sono andata in camera da
letto mi sono spogliata ho socchiuso le persiane mi sono messa la benda e mi
sono sdraiata impaziente.
Dopo un tempo che mi è sembrato infinito ho sentito il rumore della porta di
ingresso e dei passi che raggiungevano la camera.
Giorgio mi si è avvicinato ed ha cominciato ad accarezzarmi i seni e su
tutto il corpo era delicatissimo , poi avvicinandosi al mio viso mi ha
sussurrato in un orecchio che non era solo l’ho sentito alzarsi ed alzare le
persiane per fare più luce.
Io incredula ho solo sospirato impaurita ma mi ero ripromessa di non parlare
e di non rifiutare niente come del resto aveva fatto lui la volta prima.
Mi sono ritrovata ad aprire leggermente le gambe per un istinto a me
sconosciuto, ero terrorizzata ma nello stesso tempo eccitata , non riuscivo
a credere a pensare che mio marito potesse spingersi così avanti in un gioco
cosi’ perverso , pensai comunque che volesse solo stupirmi poiche’ non avevo
sentito passi o comunque non percepivo altri in camera.

Subito dopo ho sentito una bocca che mi baciava i capezzoli colavo come una
fontana avevo la figa in fiamme , era diverso dalle altre volte non capivo
se Giorgio volesse farmi solo una scherzo fingendosi un altro o se veramente
c’era un altro, una cosa era sicura quello che mi stava baciando aveva i
baffi e quindi poteva essere: o Giorgio con dei baffi finti oppure…

A differenza delle carezze iniziali queste erano più rudi più decise senza
tanti complimenti era arrivato con la mano fino al mio ventre e aveva
cominciato ad accarezzarmi , io cercavo di capire, di captare dei rumori per
rendermi conto se era lui e se era solo , l’unica cosa certa era che si
sentiva un ronzio di sottofondo come se ci fosse un registratore acceso, le
carezze diventavano sempre più insistenti e precise aveva trovato il mio
clitoride ormai completamente turgido e attraversava con due dita il
percorso tra il mio ano ed il clitoride, non era delicato come suo solito
era rude e questo mi lasciava sulle spine se era o no un’altro , stavo
impazzendo.
Lui percepiva questa mia sensazione perché ritmava le carezze per farmi
godere in fretta, ero vicinissima all’orgasmo lui mi ha divaricato le cosce
al massimo e con violenza mi ha infilato a fondo due dita nella figa, poi di
colpo si è staccato completamente impedendomi così di arrivare all’orgasmo.
Dopo pochi secondi mi ha afferrata per le caviglie sollevadomi le gambe e
spingendole verso il mio petto fino ad appoggiare le mie ginocchia al mio
seno, era una posizione sconcia , poteva vedermi la figa completamente
aperta e il mio culo vergine che sentivo pulsare.

Si è avvicinato con il viso ed ho sentito ancora meglio i baffi che
solleticavano la mia figa che ormai era diventata sensibilissima, con la
lingua ha cominciato a percorrere dall’alto verso il basso prima il
clitoride poi le labbra ed infine il mio ano , mai prima di allora Giorgio
aveva dimostrato interesse per quella parte del mio corpo , avevo sempre più
la sensazione che si trattasse di un altro, la sua lingua ha cominciato a
penetrare il mio culo ed io mi sono ritrovata a spingere , spingeva e
rilasciava mi stava scopando il culo con la lingua, senza ritegno mi sono
abbandonata ed ho goduto, ho sentito un’ondata fuoriuscire dalla mia figa
non riuscivo a capire cosa mi era successo se erano solo delle secrezioni
abbondanti o se avevo anche perso un po di urina, ma lui non mollava la
presa delle mie gambe e continuava a leccarmi penetrarmi nella figa e nel
culo con la sua lingua.
Poi ho sentito che si tirava su ed appoggiare il suo membro alla mia figa mi
ha penetrato molto lentamente , piano fino in fondo per poi estrarlo
completamente attendere un attimo per poi ripenetrarenuovamente a fondo,
era incredibile io completamente in suo potere avevo rilassato ogni mio
muscolo .

Dopo un paio di minuti di questo trattamento , quando mi aspettavo un
ulteriore penetrazione , mi ha conficcato in un solo colpo il cazzo nel culo
, fino in fondo con una forza che non sembrava appartenere al mio Giorgio.
Il dolore, l’eccitazione , la sorpresa mi hanno impedito di gridare lui mi
stava inculando senza un minimo di precauzione , mi stava trattando come un
buco e con questo pensiero mi sono ritrovata a godere di nuovo con più
intensità di prima mentre mio marito o uno sconosciuto mi sborravano dentro
, quel liquido che mi riempiva , mi colava dentro lo percepivo benissimo era
stupendo.
Ancora qualche colpo e lui si è staccato si è alzato dal letto e si è
allontanato.
Ho sentito che diceva qualcosa a bassa voce la porta che si apriva e che
subito dopo si richiudeva .
E’ ritornato in camera ed ho sentito che armeggiava con qualcosa , e mi sono
ricordata del registratore ,anche se non riuscivo a capire a cosa potesse
servire.

Poi è tornato sul letto vicino a me , mi ha baciato e sussurrato ” Ti adoro
sei stupenda, sei la più fantastica delle mogli”, mi ha tolto la benda e mi
sono accorta che c’era una telecamera.
Mi sono stupida ed ho chiesto a Giorgio come mai questa novità , e lui
tranquillamente mi ha risposto che l’aveva acquistata nel pomeriggio per
questo evento speciale , mi ha sollevata portata in bagno e mi ha preparato
un bagno , dicendomi ” fatti un bel bagno rilassati, riposati che dopo tocca
a me , io non ho ancora goduto , mi piacerebbe farlo mentre guardiamo la
cassetta in cui un’estraneo ti ha sodomizzata!” .
Non riuscivo a capacitarmi , era stato lui e continuava a
giocare ….oppure…

Il gioco 3
E’ stato sicuramente il bagno più lungo della mia vita, durante il quale mi
sono tornate in mente tutte le sensazioni e brividi provati nel mio,” primo
forse adulterio ” forzato da mio marito.
Le considerazioni spaziavano dal : era Giorgio mio marito, oppure aveva
invitato un altro a gustarsi il banchetto della mia seconda verginità.
Ero sempre più indecisa , e l’indecisione era dettata dalle maniere rudi e
decise di chi mi aveva prima accarezzata e poi sodomizzata ma soprattutto
dai baffi, tralaltro lui odiava i baffi , narcisetto com’era li considerava
antiestetici.
Il mio pensiero più insistende prevedeva però una dolce vendetta, si l’
avrebbe pagata , lui cos’ì portato per il “bello” , ho deciso immediatamente
forse era già una cosa che desideravo fin dal primo momento che avevo fatto
la conoscenza di Miriam , lui la chiamava “IL CESSO ” ebbene NARCISETTO ti
farò scopare il cesso, anzi ti faro scopare dal cesso.

Quando tornai in camera lui era li ad aspettarmi sdraiato nudo sul letto, se
era stata una messa in scena l’aveva architettata bene , dovevo tenerne
conto per il futuro, sembrava rilassato , mi fece accomodare sul letto mi
baciò dolcemente chiedendomi se mi bruciava , e sussurrandomi “Ti Amo , sono
contento di te ” .
Mi stava cadendo il mondo addosso , ma allora era vero mi aveva fatto
inculare da un altro ed era contento.

Poi con il telecomando diede inizio allo spettacolo, che stronzo era lui con
i baffi , mentre rideva ma non smetteva di stringermi , mi ripeteva che
comunque al pensiero della mia reazione si era eccitato , io guardavo
comunque la cassetta e mi rivedevo, per la prima volta mi vedevo bella ,
normalmente mi trovavo sempre “non fotogenica” stranamente così disinibita,
nuda, disponibile mi sembrava di essere veramente Federica quella che forse
avrei , da sempre voluto essere.

Abbiamo rifatto l’amore e sono stata io a pregarlo di venirmi sul viso , in
modo da vedere bene il suo orgasmo per poi spalmarmelo addosso, il mio umore
era ottimo , si non c’era dubbio amavo Giorgio e in pochi giorni ho capito
che era solo questa complicità questa spregiudicatezza che mancava al nostro
matrimonio e mai come adesso sentivo e capivo quando lo amassi e quando lui
amava me.

Il giorno dopo eccitata come non mai ne ho parlato a Miriam, ” Fede l’ho
sempre detto io che tu sei una puttana , ma non vuoi ammetterlo, e sono
convinta che anche tuo marito sia consapevole di questo, comunque quando
vuoi fare lo scherzo a Giorgio basta che tu mi avvisi un’ora prima ,mi
telefoni e io corro , come hai detto che mi chiama? “.
Io un po titubante le ho risposto che ci avrei pensato , comunque ero
assatanata, volevo fargliela pagare a Narcisetto e non andava neanche a me
il fatto che desse “nomi” solo per motivi esteriori , anzi a me Miriam
cominciava veramente ad interessarmi io che non avevo mai avuto neanche in
sogno una relazione con un’altra donna.

Mi recai al lavoro , verso le due mi chiamò Giorgio , mi fece le fusa al
telefono , mi domandò se mi era passata l’eccitazione , ed io presi la palla
al balzo” senti sono ancora un po’ su di giri , cosa ne diresti se stasera
conducessi io il gioco ? pensi di farcela o sei ancora spompato?”.
Non esitò un’attimo “Amore quando voui sarò a tua completa disposizione , se
ti serve tempo per organizzarti dimmelo che rientrerò quando tu vorrai. Ahh
a proposito le istruzioni su come si usa la telecamera sono nel cassetto del
comò in salone , sai mi è piaciuto un casino rivedere il film! ” , senza
esitare gli ho risposto ” OK attendi istruzioni !!!” non ero mai stata così
decisa.

Ho immediatamente chiamato Miriam, che sembrava quasi sapesse tutto,
dicendomi che sarebbe stata fuori in strada alle 9.30 e che al mio squillo
al cellulare ,questa tecnologia moderna ti dice anche chi sta chiamando ,
sarebbe salita, mi eccitò tantissimo il modo con la qualè mi salutò. ” Ciao
troia ! “.

Si ero cambiata , nella mia mente non c’erano più tutti i pensieri di una
volta, questo non vuol dire che non facevo altro che pensare al sesso , ma
che svolgevo tutto quello che svolgevo prima in maniera più rilassata anzi
forse meglio perché non consideravo solo quella cosa ma un’insieme di
fattori tutti allo stesso piano, insomma la mia razionalità era diretta al
lavoro ,mentre nel sesso ero diventata : Spontanea, Irrazionale.

” Giorgio mi raccomando puntuale alle 8:30 a casa, nudo , bendato , Ti
Amo”.Queste erano state le parole di invito alla serata.

Arrivai alle 5, non so descrivervi il mio stato, in mezzora divenni un
tecnico video , ringraziai la Panasonic non so quante volte per le figure di
aiuto e le descrizioni in Italiano presenti nel manuale d’uso, piazzai il
tutto sul piedistallo come aveva fatto lui la volta precedente , per non
fargli capire che al MIO gioco sarebbe intervenuto un REGALO.

Giorgio arrivò puntuale, io con solo il mio body Grigioperla ( Grigio ), il
mio preferito ed anche il suo , lo salutai velocemente ,ma andai
direttamente in bagno, lui si avviò verso la camera da letto anche li c’era
un bagno.

Le 9:00 non arrivavano più , mi ritrovai ad iniziare a masturbarmi, io che
non ero mai stata propensa a questo tipo di pratiche , ma l’eccitazione era
forte, finchè mi decisi , chiamai Miriam.
Affaciata alla finestra la vidi uscire dalla sua KA e dirigersi al portone ,
io lo aprii ,dopo poco avvisai I suoi passi nel pianerottolo, facendo
attenzione a non fare rumore !
Aprii ne io ne lei come pattuito aprimmo bocca , mentre si dirigeva in
salone cominciò a spogliarsi, aveva veramente poco addosso , un miniabito
con sotto il deserto , era completamente nuda , nessuna traccia di reggiseno
o slip, calze.
Pensai devo ancora impararne e vederne di cose.

Aveva un corpo statuario, non era certamente una fotomodella ma aveva due
seni grandi che puntavano verso l’alto ed un culo favoloso , gambe non
lunghe ma ben tornite e per finire mi fece impressione il fatto che avesse
la figa con due striscioline di peli rossicci ben tagliati e curati ,con
delle labbra vaginali che sviluppatissime, si potevano vedere fuoriuscire
anche con lei in piedi.

Piano piano ci recammo in camera da letto anchio mi ero denudata, avevo la
figa piena di umori, mi avvicinai a mio marito e le sussurai ” Amore il
gioco comincia!”
Presi la telecamera in mano , la accesi e iniziai a riprendere.
Miriam si avvicinò a Giorgio e cominciò ad accarezzarlo , prima dolcemente
poi con più forza e dappertutto , le palle , il cazzo ormai durissimo ed i
capezzoli glieli stritolava, poi lo scavalcò ed in un sol colpo se lo infilò
nella figa.
Giorgio gemette e Miriam cominciò una cavalcata paurosa, veloce , rude, si
sbatteva il cazzo in fondo con una forza incredibile, continuò non per molto
con questo ritmo, molto probabilmente si accorse che lui non avrebbe retto
molto , allora si girò dando la schiena al suo viso bendato e ricomincio a
scoparlo furiosamente poi rallentò , divaricò le gambe di mio marito e con
il cazzo sempre piantato dentro di lei cominciò ad accarezzare il culo di
Giorgio lui godeva era in cielo, non lo avevo mai visto così , lei si portò
un dito in bocca ed in maniera oscena se lo succhiò , e si pensai ne devo
ancora imparare di cose , riportò il dito tra le chiappe di Giorgio , con un
solo colpo lo penetrò, lui si sollevò senza dire una parola senza un lamento
, vidi lei che contraeva i suoi muscoli addominali e sentii lui che veniva ,
lei accelerò il ritmo delle contrazioni, senza muoversi, e lui godeva
sbatteva la testa a destra sinistra e godeva , santo cielo , Miriam doveva
essere proprio brava.

Poco dopo Miriam si rialzò stringendo le gambe si inginocchiò e prese in un
solo colpo tutto il cazzo di Giorgio in bocca , non solo riusciva a
contenere tutto la sua lunghezza , ma addirittura la vedevo con la lingua
arrivare fino alla parte inferiore dei suoi testicoli, era una
professionista del sesso e senza inibizioni, dove poteva aver imparato certe
cose?.

In un men che non si dica Giorgio era di nuovo in tiro, più eccitato di
prima, chissa aveva capito che era un’altra o pensava che fossi io?
Succhiava come una che non avesse fatto altro per tutta la vita con una
voracità impressionante , un ultimo colpo e Giorgio si scaricò nella sua
bocca, non ne fuoriuscì neanche una stilla si stacco ed in silenzio con la
bocca chiusa mi prese per un braccio ed insieme alla telecamera mi portò in
salone.

Dopo aver chiuso la porta della camera da letto , mi prese la telecamera
dalle mani e mi obbligò a sdraiarmi sul divano e mentre filmava tutto ,
tenendo la telecamera con il visore ben in vista si avvicinò al mio viso mi
forzò con un dito ad aprire la bocca e mi sputò tutto lo sperma di mio
marito in bocca , dicendomi “ingoia troia adesso devi farmi godere tu perche
quel cazzetto di tuo marito non l’ho neanche sentito”.
Si accovaccio con la sua figa sul mio viso e rilasciando i muscoli cominciò
a defluire anche tutto lo sperma della goduta precedente di Giorgio,
cominciai a leccare , e a succhiare tutto e lei spingeva la sua figa
slabbrata contro il mio muso con una forza disumana, soffocavo due , tre
colpi contro la mia bocca e la sentii godere.

Il gioco 4
Senza dire una parola Miriam si rimise il miniabito, mi sorrise e se ne ando
‘, piano dolcemente come quando era arrivata.
Non so cosa provavo in quel momento ma ero rilassata, piena di pensieri
belli, niente mi rattristava o mi distoglieva da quella situazione di
leggerezza , felicita’che mi avvolgeva , si ero veramente innamorata , non
pensavo che vedere il mio uomo alle prese con un’altra donna potesse avermi
dato delle sensazioni cosi’ forti.
In nessun istante ho comunque avuto scherni di gelosia , come invece avevo
avuto in circostanze molto meno esplicite e dove magari solo la mia
immaginazione dettava la storia.
Comunque mi rialzai dal divano e tornai in camera da letto , mio marito
dormiva , aveva un espressione sul viso rilassata , lo rivedevo dopo anni
felice come era negli anni in cui eravamo fidanzati o durante I primi anni
dopo il matrimonio.
Collegai la Panasonic al TV e riavvolsi il nastro.
Poi andai a sedermi vicino a Giorgio eravamo entrambi completamente nudi ,
lui ancora bendato , mi veniva da ridere, non girevamo mai nudi per casa ,
eravamo sempre abbastanza pudici uno nei confronti dell’altro e adesso dopo
l’inizio di questo gioco ci ritrovavamo completamente diversi.
Lo gurdavo e mi eccitavo nel trovarlo li a mia completa disposizione , non
mi ponevo neanche la domanda : Si incazzera’ quando vedra’ il cesso che lo
usa ?
Mi insultera’ per questo scherzetto ?
No sapevo che era felice che stava bene.
Piano tolsi la benda dai suoi occhi, mi avvicinai e dolcemente lo baciai
sulla fronte , sugli occhi.
Si mosse , si stiro’ apri’ piano gli occhi, sorrideva , mi guardava con
occhi dolci , lucidi , I miei erano nelle stesse condizioni .
Mi accarezzo’ una gamba , poi il seno il viso le spalle io mi accostai a lui
I miei seni erano contro il suo petto , era sudato, non mi dava fastidio ,
come era successo altre volte, anzi apprezzavo questo contatto mi univa di
piu’ a lui ero LUI era ME.
Ti e’ piaciuto?, gli chiesi.
Mi rispose sulla bocca ” Ti amo, e’ stato bellissimo, Chi era ? ”
Non ero io, te ne sei accorto?
Be sai era molto piu pesante di te , aveva le tette piu grandi, e con la sua
figa mi stritolava , ha dei muscoli pazzeschi e’ fortissima, per non parlare
poi di come succhia.

Senza piu’ attendere avviai dal telecomando il nastro, la scena che
cominciava vedeva Miriam che si avvicinava al letto e che cominciava ad
accarezzare e baciare mio marito.
Sapevo che era lei, l’ho sospettato da supito.
Continuava a toccarmi era arrivato al solco delle mie natiche , roteava il
polpstrello attorno al mio ano, mi stavo eccitando e anche lui mostrava un
inizio di erezione .
Riguardavo il film e trovavo Miriam veramente bella eccitante , ho detto
questo a Giorgio e anche lui ha ammesso che aveva cambiato opinione e che la
trovava estremamente erotica e che si muoveva senza forzature , non recitava
era naturale e la trovava molto vera , pulita , pura, nonostante quello che
stava facendo , infatti il video mostrava una bocca che conteneva fino in
fondo il cazzo di mio marito , il naso di Miriam era contro il suo pube e
da sotto si intravedeva la sua lingua che leccava le palle gonfie di
Giorgio.
Ero eccitata Giorgio mi fece inginocchiare sul letto , in direzione della
Televisione e si mise dietro di me si insalivo’ il membro e lo appoggio al
mio buchino.
Non spingeva, guardavamo il film , lui non si muoveva, ero io che cominciavo
a muovermi e a cercarlo, spingevo, davo dei colpetti indietro volevo essere
penetrata.
Lui restava immobile non arretrava ma neanche spingeva io lo volevo lo
desideravo, e piano ha cominciato ad entrare, la sua mano e’ passata davanti
mi accarezzava il clitoride, era duro .
Ecco entrava ho sentito la cappella dentro con il mio ano che si richiudeva
attorno, mi faceva un po male ma mi piaceva, spingevo ancora di piu’ , e lui
entrava mi muovevo e lui con lo stesso ritmo mi accarezzava , mi graffiava
il clitoride.
Stavo godendo era tutto dentro , ero contro di lui , eravamo uniti , lui non
si muoveva , io impazzivo ho cominciato a dirglielo, dai su muoviti aiutami
a godere.
E lui mi diceva cosa devo fare non ho capito, chiedi bene cosa vuoi.
Ti prego muoviti.
Cosa devo fare?
Giorgio scopami, dai, ero partita .
Cosa devo scoparti?
Ti prego Scopami nel culo, dai inculami, rompimi.
Brava cominci a capire.
Comincio’ a muoversi lentamente , tutto fuori e di nuovo tutto dentro, di
nuovo tutto fuori tutto dentro.
Impazzivo, godevo, lui non si distraeva dal film, Miriam si era rialzata con
la bocca chiusa e mi aveva preso per mano portandomi in salone Giorgio
accelerava il ritmo dell’inculata e io godevo, gocciolavo, le riempivo la
mano e le dita di umori.

Giorgio si e’ fermato completamente dentro di me , la scena faceva vedere
che Miriam mi prendeva la telecamera dalle mani mi spingeva sul divano e mi
riversava in bocca lo sperma succhiato precedentemente a Giorgio.
Ho sentito il suo cazzo dentro di me ingrossarsi , pulsare e riversare il
suo caldo osgarsmo dentro di me , ho goduto anchio , ho urlato, lui mi
diceva che mi amava , che ero la sua troia, che non aveva mai goduto cosi’
forte.
Io mi stavo rilassando e sentivo che anche lui faceva lo stesso era ancora
dentro di me , mi ha sussurrato in un orecchio che voleva godere ancora,
sentivo che stava cercando di fare qualcosa , quando ho sentito del liquido
riempirmi, prima poco , piano, poi sempre di piu’.
Amore ti sto pisciando dendro , hoo godo , ti amo, ..
Anchio sono venuta di nuovo con tre dita della sua mano infilate dentro Continue reading

Guardami

I miei seni, i miei fianchi, il mio sesso
esposti, offerti a te
Ballano sinuosi in una danza
inesistente e solitaria.

Il mio pudore, la mia ritrosia
vinti dalla brama che ho di te,
Spettatore unico
di un palcoscenico fantastico.

Guardami

Dove sono i tuoi occhi, non li vedo
Non li ho mai visti posarsi su di me
Vedo solo il mio desiderio
riflesso come in uno specchio vuoto

Osservo l’assenza del tuo essere
Nel momento stesso in cui ti afferro.
Dove finisce il mio immaginario, dove cominci tu?

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Egocentrismo e amore


L’infausta chronica di Ludmilla

Ludmilla era la bella figlia del principe del feudo Sbavo Orsomandi.
Le sue virtù eran cantate da tutti i giovinotti di quei luoghi.
Algida, colta, e di signorilità innata, con la sua beltà e vocazione artistica era la più bramata da tutti i cavalieri.
C’era chi si sfidava a duello per il suo cuor immacolato e perfetto. Lei assisteva alle tenzoni con il distacco che possiede chi sa di potere aver tutti ai suoi piedi.
Ma l’Inaspettato stava per bussare alle porte della sua esistenza sotto forma di “Bel Tenebroso”: mentre si recava alla Chiesa dell’Annunziata vide passare un Uomo. Rimase colpita dal fatto che quel cicisbeo parve non dedicarle la minima attenzione.
Chi era costui? Come non poteva esser rimasto incatenato al suo fascino?
Lo rivide la domenica seguente, e il Bel Tenebroso ebbe per lei il medesimo atteggiamento di noncuranza. Ludmilla tornò alla sua magione col cuore in tormento. Mai aveva visto un cavaliere sì bello e invincibile. Si decise che avrebbe avuto quell’eroe a tutti i costi.
Un giorno, mentre sospirando contemplava le gocce di pioggia che cadevano sulla finestra, vide il Bel Tenebroso camminare nella tempesta. Mossa dal desio e dalla compassione, si sporse sul balcone e lo chiamò:
-“Cavaliere! Cavaliere!!! Venga in casa mia che piove!”
-“E perchè dovrei? Piove anche qui fuori!”, fu la criptica risposta del Bel Tenebroso, che pronunciate quelle parole, si allontanò sotto il temporale.

Ludmilla non si riprese più da quel diniego.
Quell’uomo l’aveva rifiutata. Tutte le certezze che lei aveva, si sgretolavano. Il pensiero di un gentiluomo così fiero e indomito la vinse.
Dopo tre settimane Ludmilla, morì, col cuore trafitto dalla ferocia dell’amore impossibile.

Solo che, piccolo particolare, il Bel Tenebroso, che lei dall’alto del suo piedistallo di vanità aveva innalzato a un livello divino, in realtà non era che un povero imbecille.
La risposta di lui, che Ludmilla aveva interpretato come partorita da un animo tormentato ed enigmatico, in realtà era semplicemente la replica di un idiota che credeva che piovesse pure nella casa dove lei lo aveva invitato. Allora tanto valeva star fuori.
Ludmilla muore a cagione di un coglione.

Ah… l’Ego!
Quante vittime miete l’egocentrismo delle persone? Quante volte ci siamo resi conto di riporre nel prossimo speranze che più vengono disattese, più collocano su una specie di trono la persona cui richiediamo attenzione?
E’ l’egocentrismo, baby! Quello che fa pensare che “se quello non considera una strafica come me, deve per forza essere un uomo abituato a frequentare ultrafiche. E io posso essere, anzi, io sono un ultrafica!!!”.
Ecco perchè spesso le donne si innamorano degli stronzi.
Maggiore è l’ego della donna, maggiore è la ferita che le provoca l’esser rifiutata. E maggiore è il dolore, più lei si aggrapperà alle mani dello stronzo di turno, per aver ragione di quel diniego.
Se l’egocentrica ammette di essere attratta da un banale coglione, non fa altro che dare della cogliona a se stessa. Esercizio di penitenza impossibile per l’autoindulgenza tipica di chi è egocentrica. Che preferirà pertanto idealizzare la coglionaggine dello stronzo, trasformando la sua dabbenaggine in misteriche virtù che solo la rifiutanda è capace di intravedere sotto quella glassa di merda.
Ecco fatta la magia: la merda diventa oggetto del desiderio.
Re Mida trasformava in oro tutto quello che toccava; alcune donne trasformano in oro lo stronzio.
Yin mi dice che questa cosa succede ne più ne meno anche agli uomini egocentrici.
In buona parte è pur vero. Tant’è, io credo che l’uomo abbia un indole razionale che la donna, votata all’intuito e all’istinto non abbia, o abbia comunque in misura minore.
L’uomo, trova nella incessante impellenza propulsiva del suo cazzo una valvola di sfogo ( metafora calzante ), che fa si che l’istinto torni presto sotto il livello di guardia.
Ecco perchè secondo me ( secondo me ), alla quinta sega che un uomo si spara per la bella e impossibile figa, l’uomo cambia target, mediando fra impulso e ragione.
Al contrario, secondo me ( secondo me ), più mulinelli si abbatteranno sul monte di Venere e più una donna si esalterà nella indomita caccia allo stronzo ( le emozioni post orgasmiche, sono opposte fra uomo e donna ).

Mi rendo ben conto di quante diramazioni questo trattatello antropologico possa prendere, ma mi fermo qui, lasciando ai vostri eventuali commenti il timone che farà da guida a questa traccia.

Gong!

Yang

La sinapsi malata: “My sweet prince” dei Placebo, un valzer al rallentatore, rarefatto e tristissimo. Quello che fa venire i brividi di questa canzone è che è cantata da un uomo, ma il testo vede “lei” parlare in prima persona. E’ come se lui, che l’ha tradita 1000 volte, si mettesse nei panni di lei. Ed è lei che si prostra ai suoi piedi, implorandolo di ricordarsi semplicemente che lui è il suo unico principe. Seppure le abbia fatto vedere l’inferno, e lei sia sul punto di abbandonarlo una volta per tutte, glielo ricorda per l’ultima volta. E dopo l’ultima, ancora una volta:
lui è il suo principe.
E il pezzo è di una grandiosità incontenibile. Una delle più belle canzoni della nostra vita.

Non avrei mai pensato che sarei andata più in là di così
Non avrei mai pensato che mi avresti fottuto il cervello
Non avrei mai pensato che tutto questo potesse finire
Non avrei mai pensato che avresti spezzato la catena

Io e te, baby
Ci liberiamo di nuovo di tutto il nostro dolore
Quindi prima che finisca la mia giornata, ricorda:
Mio dolce principe
Tu sei l’unico
Mio dolce principe
Tu sei l’unico
Tu sei l’unico
Tu sei l’unico
Tu sei l’unico
Mio dolce principe

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Quelli che… ritornano


Quelli che ritornano, una costante nella mia vita. Ma ora ho capito che dipende da me, che nonostante chiuda la porta non lo faccio con decisione.. perché io non le sbatto le porte, no…vado via in punta di piedi, senza clamore. Quasi sempre. Cercando di fare meno danni possibili.
Chi ritorna fa leva sui sensi di colpa per essermi allontanata quando, dopo anni, ribussa alla stessa porta, con il suo carico di nuovo dolore, con nuove storie da raccontare.
Si, perché quelli che ritornano non si riaffacciano alla tua vita quando le loro esistenze scorrono senza intoppi, quando sono felici Al contrario, come dei randagi che tornano dove sanno che troveranno del cibo, un po’ di conforto, un tiepido giaciglio, arrivano con il loro carico di pene, di nuove delusioni amorose, di malinconia.

Solo tu hai capito come sono fatto, perché mi lasciavi libero, invece lei…
Solo tu ….come l’ho fatto con te mai nessun altra, pensa che lei…
Tu sei il mio punto di riferimento, non voglio perderti.
Tu sei una persona vera. Nel buio che mi circonda sei come un raggio di luce.
TU SEI…
Invece
IO SONO una povera sciocca, illusa dai suoni di parole vuote, usate come strumenti ingannatori.
IO abbraccio tutti come una madre amorosa, come la Madonna della Misericordia.. Tutti sotto il grande mantello.
Ma io non sono la madonna. E neanche una santa.
Accogliente, così mi hanno definito. Lo sono io, lo è il mio corpo, accogliente e morbido.
E quanto vorrei diventare dura, fredda come una roccia, inattaccabile. Una fortezza inespugnabile con mura altissime su cui andrebbero a sfracellarsi.
Invece no, conoscono dove la mia carne è più tenera, vulnerabile, e ci si insinuano con delle lame lunghe lunghe e sottili, impercettibili all’ inizio, e scavano, scavano… fino a svuotarmi.

Fammi ridere, raccontami le tue storie ….e i tuoi amori? queste cose le posso dire solo a te, sai? E parlano, parlano…

Ogni addio ha sempre degli strascichi, all’ inizio… ci si incontra per recuperare oggetti lasciati in giro.. quante tracce del mio passaggio sparse in altre case, libri in prestito mai tornati indietro perché mai reclamati, perché non potrei sostenere di nuovo quello sguardo,quegli occhi.

Lo rivedi su quel divano, dopo pochi mesi, il torace nudo, in un caldo pomeriggio estivo e già sai che sarai persa, perché ti manca ancora il fiato.
Neanche il tempo di entrare in ascensore che le nostre mani, le nostre lingue si cercano, avide, e poi nel sottoscala, e tra le biciclette e le scatole accatastate…i nostri corpi sudati, umidi come le pareti che ci circondano… i nostri odori mescolati a quello della polvere. Il suo sesso che mi penetra senza bisogno di chiedere. E’ il mio corpo che parla.
Scatole, ricordi lasciati in vecchie cantine, metafora di un amore ammuffito, consumato, dimenticato.
Rimangono lì per anni, mentre faccio scorrere la pellicola immaginaria di questo film non ancora girato. L’ho rivista tante e tante volte, ne conosco già il finale, perché ogni volta che ci siamo rivisti è andata così… e poi è esattamente così che la trama si snoderà. Siamo due registi un po’ scontati.

– Sali a prendere un caffè? Tanto le tue cose le prendi dopo, no?

Ed è tutto come allora… no, è diverso.. perché io sono un’altra, perché tu sei un altro.. ma i nostri corpi hanno impressa la memoria di quei gesti, le nostre mani ripercorrono le antiche strade… i nostri sessi sanno come muoversi l’uno dentro il corpo dell’altro.

Gli addii dopo i ritorni sono sempre più strazianti, perché ti colgono impreparata. Tanto.. non sono più innamorata…. allora siamo amici..si.. ma perché sento una leggera fitta allo stomaco se mi parli di qualcun’altra? E tu, hai detto che non sei geloso, invece so che ti sei informato. Hai chiesto di lui, temi il confronto con la sua giovane età.
E allora no, no, non è possibile … i colori sono diventati pallidi, mentre è vivissimo il dolore. Via, lontano da te nuovamente, anche stavolta vorrei staccarmi da te senza danno e perché invece mi colpisci, forte, mi strazi come non hai mai fatto prima. Insensibile. Perché?

Quelli che ritornano si intrecciano con la categoria di quelli che ti confessano dopo anni che loro ti amavano, si. Sei tu che non te ne sei accorta. Te lo dicono proprio quando hanno capito che ti hanno persa per sempre, che non tornerai indietro. Time over.
Uomini codardi, che hanno paura di prendere delle decisioni. Che sorseggiano, non bevono dalla tua coppa perché temono di restare ammaliati, intossicati da chissà quale elisir.

Quello che…
– Io non posso stare senza di te, io ti amo.
Dopo dodici anni di allontanamenti e ritorni.

Quello che…
– Tu non avevi capito niente di me. Io avrei lasciato tutto per te, mia moglie, i miei figli.

Quello che…
se ne è andato lui. L’unico

– Io ho avuto paura di innamorarmi e sono scappato, si… ma ero un ragazzino allora. Ora sono diverso, sono cresciuto. Sono passati tanti anni.. ma tu? Ancora ce l’hai con me?

E l ultimo
Quello che non sa neanche lui cosa vuole… a cui hai lasciato socchiusa la porta per mesi, e che ritorna proprio quando hai deciso di sprangarla. A cui fai scontare il tempo di attesa riportandogli quello che hai fatto. Già, qualche volta anche io so essere crudele, sto imparando.
E che non accetta un mio rifiuto, come un bimbo a cui hai tolto il giocattolo preferito da sotto le mani. Stop. Time over anche per te.

E quello che non è mai tornato e che per me, non se ne è mai andato. Perche è parte di me. Per sempre. Lo scoglio che arginava le mie tempeste, che ho levigato, corroso, con le mie acque malsane. Il frangiflutti che ho logorato fin quasi a sbriciolarlo. Il porto a cui vorrei tornare nelle notti buie, fino a quel faro che illumina un mare finalmente calmo.
L’unico a cui vorrei chiedere perdono.

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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La bella nave

La bella nave

Charles Baudelaire
(traduz. di Cavallo Pazzo)

O mia tenera maga, voglio dirti le lodi
delle tante bellezze di cui t’adorni e godi;
la tua bellezza dipingerti voglio,
fatta di matura grazia e adulto rigoglio.

Quando vai sventagliando con l’ampia gonna l’aria,
sembri una bella nave che prende il largo, carica
di vele, sopra l’acqua dondolandosi
secondo un ritmo dolce, un ritmo pigro e blando.

Sul collo largo e pieno, sugli omeri opulenti
come un trofeo d’insolite grazie la testa ostenti,
e placida non meno che imperiosa
per la tua via procedi, donna maestosa.

O mia tenera maga, voglio dirti le lodi
delle tante bellezze di cui t’adorni e godi;
la tua bellezza dipingerti voglio
fatta di matura grazia e adulto rigoglio.

Il tuo seno che sforza la seta, baldanzoso
e superbo, il tuo seno è un mobile prezioso,
nei cui pannelli lucidi e bombati,
come in due scudi, i lampi rimangono impigliati.

Scudi piccanti, ch’armano rosee punte protese!
Stipo ricolmo di mille dolcissime sorprese,
di vini, di profumi, di liquori
che accendono una febbre nei cervelli e nei cuori!

Quando vai sventagliando con l’ampia gonna l’aria,
sembri una bella nave che prende il largo, carica
di vele, sopra l’acqua dondolandosi
secondo un ritmo dolce, un ritmo pigro e blando.

Le tue nobili gambe contro le balze guizzano
e in fondo al cuore oscuri desideri ci aizzano,
come due fattucchiere che un immondo
beveraggio rimestino in un vaso profondo.

Fra le tue braccia, boa scintillanti e feroci,
che sanno farsi giuoco degli ercoli precoci,
serri l’amante con tale ardore
che par tu voglia fartene un suggello sul cuore.

Sul collo largo e pieno, sugli omeri opulenti
come un trofeo d’insolite grazie la testa ostenti,
e placida non meno che imperiosa
per la tua via procedi, donna maestosa.

©Copyright 2010-2011 I racconti erotici di Vuerre

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Omaggio a un genio toscano ( Federico Maria Sardelli )

Per dare una bella riassettata dopo il mio tentativo goffo nel trattato alchemico precedente, mi pare giusto rendere omaggio a un artista a cui potrei al massimo ambire di pulire il cesso collo scatizzolamerde ( e ne sarei schifosamente fiero ).
Sinceramente non so quanto quest’uomo sia pazzo o quanto sia un fortunatissimo stronzo talmente farcito di talento da una mano extraterrena. So che quando sono al cospetto delle sue “creazioni” ho un misto di divertita e sana invidia rassegnata. Sardelli è un genio. Spesso si usa questo termine a sproposito. Per lui direi che è abbastanza consono. E’ un direttore d’orchestra, scrittore, illustratore satirico, pittore, e forse riesce pure a stirare bene le camice.
Qualcuno, specie in Toscana, lo conoscerà per le sue pubblicazioni sul dissacrantissimo Vernacoliere.
Quel che di lui adoro in maniera smodata è la prosa forbita che scivola in battute crasse, volutamente esagerate e con risvolti quasi sempre non-sense o volutamente banali da apparire di una ricercatezza sublime.
Sardelli è direttore di un orchestra di musica barocca di cui qui sotto trovate anche un link

http://www.modoantiquo.com

Nel corso della sua multiforme carriera – di cui l’attività satirica rimane comunque una specie di divertita appendice utile, penso, a non impazzire nell’autocompiacimento – ha ricevuto due nomination ai Grammy Awards per la sua ricerca nella musica antica.

Tuttavia, visto che un orchestra che mi delizi con un ora di svolazzanti firulì firulà di ottoni e legni, mi provoca un sollazzo che pospongo solo al grattugiarmi i coglioni con lo smeriglio, questo post serve essenzialmente a dare un assaggio della sua grandezza quando scrive quelle che lui chiama “Proesie”.
Eccovene un saggio

Rimembro fiero
e sul collo pongoti
in guisa di superbi orpelli
due o tre manate
date bene
così impari a pulirti il culo con
le tendine del gabinetto.

***

Vezzosette
pastorelle
che han nel crin
lucenti stelle:
or cantate,
or ballate,
mai nel culo
lo pigliate.

***
Se pei pindàrei colli
a’ patrii lidi il ferro
rapir che mobil seno fé
e d’altre terribil favella mòve
con novelle opre il fosco rio,
io passerei anche
verso le sette.

***

SONETTO LXVII
Dove il Proeta dimostra come la sola vista della sua disïata dama fomenti in lui un amoroso desire ch’il contener soverchia ogni sua possa, et a mala pena obliterarne i segni, pur provando, ei non riesce, talché, col volto di rossor dipinto, ad essalei schiettamente appalesa la condizione sua.

Sentilì
che
muscolo.

***

SONETTO CLIV

Qual callido nocchier che in turbinosa
e ria procella il legno suo ingiuriato
da’ flutti che flagellan senza posa
dispera di salvar e naufragato

già vedesi il meschino di repente
finché tra ‘ nembi il chiar d’un sol baleno
il porto di lontan fra l’onda algente
gl’addita e invita a riposarvi in seno

così pur io nel crudo mio martoro
conosco col risplender di due lumi
la pace che il mio cor da lungo spera

ché più di gemme, ed ostro, e mirra, ed oro,
la stimo di valer, e neanco i numi
potrìan partecipare all’estrazione di 15 scooter Gilera.*

* Promozione valida fino al 15/4/2009

***

Alcune vignette, illustrazioni e dipinti e una coda finale di una barbosissima roba barocca per la quale mi toccherà, appunto, accendere lo smeriglio e calcare gli occhiali da saldatore:

***

Ma cazzo, a parte le scintille che fanno i miei coglioni, che invidia porca troia… Continue reading

Incesto tra fratello e sorella

Un bel racconto di incesto, sesso estremo tra fratello e sorella scritto da una nostra lettrice, Sorellina92

sorella puttana
Chi non ha mai sognato di vedere la propria sorella impegnata in un film porno?

“Ti ho visto, sai! Ti ho visto l’altra sera mentre ti sditalinavi, sdraiata
sul letto. Non immaginavo che avessi certi bollori. Ti passavi e ripassavi
la mano sotto, in un modo tale che sembravi scatenata e quanto hai goduto,
ho visto sul tuo volto tutta l’intensità dell’orgasmo che hai provato. Sei
cresciuta ormai e non sei più la bambina che pensavo che tu fossi”.

Era la prima volta che Luigi parlava in questo modo alla sorella. Fino ad
allora, pur essendoci un grande e tenerissimo affetto, fra di loro non c’era
mai stato questo tipo d’intimità, non si era mai parlato di sesso. Anche se
Claudia aveva ormai compiuto 14 anni, Luigi aveva continuato a pensare a lei
come alla bambina vivace, che aveva tante volte coccolato e fatto divertire,
prendendola sulle spalle. Del resto la casa, in cui abitavano sin dall’
infanzia, non faceva altro che ricordargli la sorella bambina. Ogni volta
che gli capitava di entrare nella camera da letto dei suoi e vedeva
l’armadio, non poteva fare a meno di ricordare quella volta che Claudia si
era nascosta nell’armadio sotto al piumone e aveva fatto disperare i
genitori, che non sapevano più dove si fosse andata a cacciare. Dopo aver
cercato anche per le scali del palazzo, stavano per chiamare la polizia,
fortunatamente a Luigi venne in mente dove si sarebbe potuta cacciare quel
demonietto.
Ma adesso tutto era cambiato. L’immagine della sorella, abbandonata sul
letto, completamente presa dalla voglia di godere e alla furiosa ricerca del
piacere, aveva rivelato a Luigi qualcosa di cui prima solo molto vagamente
aveva avuto la coscienza.

“E tu non ti tocchi mai? Non ti prendi mai in mano il cazzo? Anche io ti
ho visto, ti ho guardato di nascosto mentre ti toccavi e guardavi delle
riviste. Lo so che sei pieno di voglia di scopare e che non sempre trovi una
schifosissima troia che te la dà!!”
Era vero, Luigi ricorreva spesso alla masturbazione, ma non era vero che ciò
fosse dovuto al fatto che non trovasse sempre una con cui scopare. In lui c’
era sempre stata una certa insoddisfazione, che non era mai riuscito a
spiegarsi. Troppo grassa, troppo magra, troppo sfacciata, troppo ritrosa,
nessuna delle ragazza che aveva conosciuto gli era piaciuta completamente.
Per quanto si fosse sforzato, le poche relazione che era riuscito ad avere
non erano durate più di un paio di mesi. Inesorabilmente la ragazza con cui
stava, dopo un po’, ai suoi occhi perdeva ogni minima attrattiva.

Luigi era entrato in camera della sorella, sospinto da quel nuovo
sentimento, che sentiva affiorare in lui, senza bene sapere come
comportarsi. Subito lo colse il pentimento, per averla provocata così
stupidamente. Si avvicinò alla sorella, fissò i suoi occhi e, rimanendo a un
centimetro dalle sue labbra, dichiarò il suo amore.
” Ho voglia di te, sei bellissima, ti desidero come non ho mai desiderato
nessun’altra. Tu sei il mio ideale di donna e sei quella che amo di più,
finalmente l’ho capito.”
Stretta tra le braccia del fratello, Claudia aveva il cuore in tumulto, era
da tanto che sognava un simile momento.
“Anche tu mi piaci tantissimo e non sai quanto ci stavo male quando uscivi
con quelle schifose. Ma adesso sei tutto per me, le tue labbra sottili, la
tua pelle così bella da accarezzare, i tuoi capelli lisci, è tutto mio. Ora
mi apparterrai per sempre e nessuna ti porterà via da me!”

Le bocche dei due giovani si unirono a suggellare il loro amore impuro.
Dapprima, teneramente e con dolcezza, i due amanti godettero di quei baci.
Tanto era il desiderio e il sentimento represso, che solo il contatto delle
labbra sembrava sufficiente ai giovani innamorati per raggiungere l’estasi.
Ma assaggiato il frutto proibito, ben presto la passione cominciò a scaldare
le loro viscere e l’ingordigia dei sensi prevalse. Le labbra si schiusero e
le lingue si cercarono per assaporare l’uno il gusto dell’altra. Dopo il
primo contatto delle lingue, solo dalla loro giovane passione
furono schiavi.

Luigi succhiò avidamente la lingua della sorella e contemporaneamente la
vellicava con la propria. Quando fu il turno di lei, si fece travolgere
dalla bramosie per le belli e sottili labbra del fratello. Quante volte,
vedendolo, aveva voluto baciarlo e impossessarsi di quelle labbra, ora
poteva farlo. Con delizia, passò la lingua sulle desiderate labbra e poi
finalmente cominciò a mordicchiarle. Dove i suoi denti avevano lasciato il
segno, poi interveniva la lingua a curare le dolci ferite.

Con la bocca e la lingua infiniti tormenti e delizie si diedero, più di
quanto ne sentissero il bisogno. La illecita passione di cui erano succubi
per un attimo l’impaurì e nel vano tentativo di resisterle, prolungarono i
loro baci, per evitare di spingersi oltre.
Ma incapaci di staccarsi l’uno dall’altra, non fecero altro che acuire il
fuoco dei loro corpi.
Come è noto, cercare di resistere alla tentazione è pericoloso, perché non
si fa altro che aumentare il desiderio.
Finalmente Luigi spogliò la sorella, ma con lentezza, perché il cuore gli
batteva all’impazzata.

Mai aveva visto delle forme così belle e perfette. Tutto il suo corpo aveva
il colore dorato e l’incarnato delicato del suo viso. Come un frutto non
ancora maturo ma neppure acerbo, conservava in sé il candore della
ragazzina, che lei aveva appena smesso di essere, e al contempo faceva
intravedere la sensualità della donna, che stava per diventare.

Prima di appagare gli altri sensi, Luigi dovette lasciare che i suoi occhi
avessero tutto il tempo di saziarsi di quella stupenda visione.
Terminata la contemplazione delle bellezze della sorella, passò le mani tra
i lunghi capelli castano chiari e, avvicinando il volto, annusò il buon
profumo, che emanavano. Accarezzò dolcemente il perfetto ovale del viso.
Arrivò al lungo collo e rimase incantato dalla fossetta del giugulo , vi
pose la bocca e con la lingua vi si insinuò. Ciò provocò un brivido di
piacere nella ragazza, che emise un debole sospiro e, sentendosi umida tra
le gambe, cercò la mano del fratello, per porla sulla fica.

Ma Luigi, non aveva alcuna fretta, sotto i suoi occhi c’erano infiniti
tesori di cui godere e impossessarsi. Così la ragazza dovette aspettare e
per calmare il suo montante desiderio, si stingeva forte le cosce e, quando
più forte si faceva il bisogno della sua fica, arcuava il bacino e cercava
il contatto con quello del fratello, per tentarlo.

Le spalle rotonde, piene e morbide, ricevettero la meritata attenzione, da
appassionati e adoranti baci furono ricoperte.
Delicatamente le dita fecero il periplo delle belle tette. Né piccole, né
grandi, sode, invitanti, sussultavano sotto il suo tocco.
Sulla loro sommità i piccoli e rossi capezzoli erano già turgidi e
promettevano nuove gioie.
Si inumidì con la saliva i polpastrelli e cominciò a stuzzicarli prima
teneramente e poi con maggior forza. Ma anche la lingua prestò volle la sua
parte e cominciò a descrivere sfrenati vortici, intorno a quei golosi dolci
rossi.
Infine toccò alla bocca rendere l’ultimo omaggio, Luigi succhiò forte, per
interminabili minuti, riempiendosi le mani di quel giovane seno.

Come un ingordo bambino, a malincuore dovette staccarsi dalle tette della
sorella.
Con la bocca discese lentamente sino all’ombellico, un’altro luogo che la
sua lingua non mancò di esplorare.

Si fermò per alcuni istanti sul monte di venere, il suo respiro era forte e
lei poteva sentire il calore del suo fiato sul centro delle sue sensazioni.
Allora la ragazza impose le mani sulla testa del fratello e la premette
contro il suo sesso, per rivendicare la soddisfazione del desiderio acceso.
Con la punta della lingua passò leggermente sulle grandi labbra.
Il fremito di piacere, che partì dalla fica, le fece allentare la presa,
vigliaccamente lui si liberò e scivolò oltre.

L’attenzione si rivolse alle lunghe cosce della giovane donna, quante volte
le aveva ammirate di sfuggita. Rammentò in particolare un giorno d’estate,
sull’autobus non c’era posto, lei si era seduta su di lui che, con gesto
automatico, le aveva posato una mano sulla coscia. Avvertì subito la
sconvenienza del gesto, la sorella non era più una bambina, tuttavia la mano
indugiò, lei gli sorrise, lui non capì e, sentendosi ancora più colpevole,
ritrasse la mano.
Ora, senza alcuna vergogna, teneva il volto stretto nell’incantevole morsa
di quelle gambe snelle e premeva le labbra contro la loro carne tenera. Si
lasciò tentare, aprì la bocca e assaggiò quelle teneri carni, morse con
tenero amore e poi succhiò con sfrenata lussuria.

Ma in quella posizione, era invitabile che presto l’avrebbe attratto
un’altra seducente insenatura. L’incavo del poplite e la sua pelle
sensibile furono così alla mercé delle vellutate carezze della lingua del
giovane.
La stimolazione di quel punto sensibile, tornarono a far gemere la ragazza e
a farle sperare ardentemente che lui, mosso a compassione per il sublime
patimento, che le infliggeva, si decidesse a prenderla.

In realtà si sentiva colpevole a godere così tanto, ora avrebbe voluto quasi
che finisse presto. Sentendo il suo essere così concentrato sul piacere,
temeva nel profondo che la loro unione potesse essere riconducibile
unicamente all’influenza dei loro ormoni, non dell’amore.
La malizia e la curiosità l’avevano precocemente resa edotta nei riguardi
del sesso, ma l’apprendimento degli affari d’amore è molto più lento e
richiede il suo giusto tempo.

Ma di tale turbamento il corpo della ragazza non dava segno, piuttosto era
ben altro che traspariva, almeno dal punto di vista del fratello, che
compiaciuto dal gradimento delle sue capacità amatorie ora aveva deciso di
dedicarsi ai sublimi piedini dell’amata.
Li teneva stretti tra le mani e da essi si faceva accarezzare il viso.
Neanche ad essi lesinò dolci baci e tra le dita la lingua si fece spazio.
Come fosse un fallo, l’alluce accolse nella sua bocca. E mentre ai piedi
dell’adorata sorella, continuava il suo gioco del sapiente amante, il
giovane si rese conto che ora non poteva più rimandare l’atto che, a torto o
ragione, consideriamo il culmine dell’amplesso tra uno e una donna.

Accadde allora che nel giro di pochi secondi fu colto da scrupoli e remore.
Si domandò se non stesse abusando dell’affetto della sorella, forse non era
veramente consapevole ed egli la stava violentando in qualche modo, inoltre
come potava sapere quali conseguenze avrebbe avuto tutto ciò su di lei.
Capita ad alcuni uomini innamorati di proiettare sull’amata la parte di sé
più sensibile e credere perciò che sia la donna quella che potrà soffrire
di più in rapporto d’amore. Scoprono poi a loro spese che è il contrario.

Lo smarrimento del fratello fu presto intuito da Claudia, che provò tanta
tenerezza per lui. Era bello vedere come l’amore lo rendeva timoroso e non
ebbe più dubbi anche lei lo amava veramente.
Ora toccava a lei contribuire, in modo deciso, affinché la loro passione
amorosa arrivasse a compimento. Scese giù, vicino al ventre, eccitando ogni
parte del corpo dell’amato, che toccava nella sua discesa. Poi la mano si
fermò sui peli pubici, giocherellò, si mosse intorno al pene, senza
toccarlo, ma facendolo drizzare nuovamente. Vedendola così risoluta, le
ansie del giovane svanirono e poté concentrarsi sul piacere.

La mano della sorella continuò a muoversi lentamente, intorno al pelo
pubico. Egli pensò che se gli avesse toccato il cazzo sarebbe morto di
piacere. La sua bocca si aprì per l’emozione. Un dito cercò il solco sottile
tra i peli e il sesso, dove la pelle era liscia, frugò ogni sua parte
sensibile, scivolò sotto il pene, toccò le palle.

Infine la mano si chiuse intorno al pene fremente e poi cominciò a muoversi
con sapienza. Fu un piacere così intenso che il ragazzo iniziò ad ansimare.
Chiuse gli occhi e si abbandonò a quell’incanto.
Ebbe, però, un sussulto quando percepì una meravigliosa e calda sensazione
umida appena sotto il glande e sul frenulo. Ma tenne gli occhi chiusi, non
osava guardare, sarebbe stato troppo.

Donato il prezioso aiuto, Claudia si riconsegnò nelle mani del fratello, gli
prese la testa tra le mani e l’appoggiò al pube, perché potessi toccarlo con
la bocca.
I riccioli del pelo pubico sfioravano le sue labbra, facendolo impazzire.
Ora non aveva più alcuna remora. Non poteva esserci nulla di male, si
convinse definitivamente.
Le carezzò i peli pubici e il solco tra le gambe e il monte di Venere, sentì
la carne tenera, la sentii umida e vi immerse il dito. Moveva l’indice
lentamente, premendo contro la parete anteriore della vagina.
Poi pose il pollice sopra il cappuccio della clitoride e delicatamente
descrisse dei cerchi su di esso. Vedendola ansimare sempre più forte, inserì
dentro anche il dito medio e con maggiore vigore premeva contro la parete
vaginale.

La ragazza si contorceva e agitava il bacino, cercando di assecondare i
movimenti della mano di Luigi.
Mai gli era apparsa più splendida, cercò con la mente qualche ricordo che
potesse reggere con l’immagine presente. La ricordò bambina mentre con
entusiasmo scartava i regali di natale. Valeva la pena spendere tutti i
propri risparmi, per farle il regalo che la facesse gioire di più e le
donasse un innocente piccolo orgasmo dell’animo.

Al momento giusto, le scoprì la clitoride e cominciò a succhiarla. Il
piacere che possedeva la ragazza era così intenso che lei sentiva di essere
sul punto di venire, ma non voleva che avvenisse così. Bramava, con tutta la
forza del proprio essere, sentirlo dentro di sé.
Cessò di ansimare, trattenne il respiro e dolcemente pose le mani sulle
spalle dell’amato. Istintivamente Luigi capì e si sollevò per stringerla tra
le braccia.

Nuovamente si scambiarono baci, ma diversi da quelli con i quali avevano
iniziato. Ora il cazzo duro del ragazzo premeva contro la fica eccitata di
lei, il loro baci erano uno sfogo del piacere che partiva diretto dai loro
genitali. Come mordendo un freno, si straziavano le labbra per colmare quel
breve attimo struggente, che precede la penetrazione.

Entrò con tutta la lentezza possibile, come per imprimersi nella memoria
ogni sensazione di un momento tanto atteso e al contempo temuto.
Entrambi immobili, per qualche attimo, si concertarono nel percepire ogni
emozione che quel contatto intimo procurava.
Poi quasi involontariamente i muscoli pelvici dei giovani reagirono, come
avessero una propria volontà e dei propri desideri. Lei sentì la vagina
contrarsi. Lui sentì delle scosse che percorrevano il cazzo.
Lei assecondando lo spasmo strinse le gambe intorno alla vita dell’amato,
avvinghiandosi ad esso, come l’edera che cresce sempre più forte intorno
all’albero .
Lui ubbidendolo all’impulso di quelle scariche cominciò a penetrarla,
muovendosi con ritmo tanto più vigoroso quanto più aumentava il piacere,
come l’onda che diviene più violenta all’aumentare del vento.

Ogni spinta dell’amato le donava nuove e intense sensazioni, che
l’avvicinavano sempre più al culmine del piacere, impaziente, allora,
di raggiungerlo prese ad imporgli il ritmo, premendo le mani contro
i suoi glutei.
Lui assecondò per un po’ quei teneri comandi, ma solo per darle l’illusione
del controllo della situazione. Sicché quando lei pensò ormai di aver una
amante docile, che l’avrebbe presto soddisfatta senza alcuna pena, lui si
ribellò.
D’altronde si era sempre divertito a torturarla prima di accontentarla,
perciò anche questa volta le inflisse il perfido supplizio. Ogni volta che
la vedeva vicino a godere, si fermava bruscamente e cominciava a penetrarla
con lenti e brevi affondi, capaci solo di mantenere la sua erezione.
Appena poi la vedeva raffreddarsi quasi del tutto, riprendeva a infliggere
alla sua fica quei colpi di cazzo, che le piacevano molto e la mandavano
letteralmente in estasi.
Gli insulti che, in balia di quel crudele gioco, lei gli rivolgeva erano
musica per le sue orecchie:”Stronzo, bastardo!”
Ma ogni gioco deva avere la sua fine, per cui dopo l’ennesima battuta di
arresto, il giovane cominciò a stimolarle la clitoride con le dita e
contemporaneamente a penetrarla con incredibile energia.
Una meravigliosa sensazione di calore proveniente dalla fica l’avvolse
immediatamente, quindi il piacere si intensificò finché non esplose in un
grido appena strozzato.

Riconoscendo prossimo l’orgasmo, Luigi provò a uscire per eiaculare fuori,
ma lei lo trattenne:”Domani, domani ci preoccuperemo di tutto, ma oggi no” .
Il giovane le venne dentro e lei sentì che ora la loro unione era veramente
completa.
Rimasero a lungo distesi e abbracciati in quella stanza, che ancora per
qualche ora avrebbe salvaguardato il loro amore segreto, tenendo all’esterno
il mondo. Dopo l’amplesso, gli amanti impauriti indugiano sempre, almeno
un poco, a letto, per assaporare il senso di protezione che offre loro
l’alcova.
“Domani, domani ci preoccuperemo di tutto”, continuava a ripetersi Claudia
mentre accarezzava l’amato fratello. Quella notte sognò di cadere piano
lungo un precipizio, affondare in un mare di coralli e alla fine di salire
delle scali che portavano alle stelle. Continue reading