Banca(rella) del Seme

Dopo una settimana di vacanze e diverse idee per aggiornare il blog è facile rimanere in mano con un pugno di mosche ( facile è pure rimanere a menarsi il pisello, ma quello pure e soprattutto durante l’orario di ufficio ).
Tant’è che da Perva insignito della Laurea Honoris Causae a Oxford in Porcellometria decido di farvi dono di un video del grande Jack Black. Come alcuni sapranno, oltre a essere un attore di una comicitò delirante è pure un musicista. Insieme al Kyle Gass forma il duo Tenacious D. I Tenacious D sono una specie di folk rock band che si autoproclama la più grande band del pianeta ( e fin qui niente da eccepire… ). Quello che però è devastante sono i video che spesso i due si dilettano a rimpinzare del loro stile demenziale. In questo, JB e KG, perennemente alla ricerca di quattrini, hanno la brillante idea di mettere in vendita il loro sperma. Ovviamente pensano che essendo le più grandi rockstar del pianeta non avranno problemi a piazzare un litro di sborra calda a qualche pischella adorante. Il loro nettare sarebbe infatti in vendita solo per le fichette ( giustamente ). Solo che devono far buon viso di fronte alla penuria di compratrici e decidono di accontentare un “collezionista di sperma di rockstars”. Il fatto è che poco dopo arriva un cantante scoppiato che sostiene una tesi quanto meno bizzarra: lo sperma fa venire una voce alla Rod Stewart… e…. Vabbè… Guardatelo. Memorabili le espressioni degli orgasmi.
Ad ogni buon conto per i palati fini… Allego pure un video di una canzone “seria” dei Tenacious D. E questo per sgombrare i dubbi sul fatto che magari non saranno la più grande rock band del pianeta… ma insomma… ci vanno vicini. “Wonderboy” è un pezzo che a me e Yin fa venire i brividi. Il testo è pura follia paranoica e impazziamo per la gente dotata di tonnellate di talento che riesce a non prendersi sul serio.
Inchinatevi di fronte ai maestri del rock.
Yang

ps: METTETE IN PAUSA IL PLAYER MUSICALE PER VEDERE I VIDEO SENZA SOVRAPPOSIZIONI SONORE

Tenacious D – Wonderboy (Official Music Video)Click here for more home videos
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Mentre piove…

Sotto le coperte mentre fuori tuona forte.
Mi rannicchio abbracciando me stessa in cerca di un po’ di tepore,
le mani incrociate sui seni, le gambe piegate.
Una mano sfiora inconsapevole un capezzolo, indipendente dalla mia volontà.
Si inturgidisce forse per la temperatura, forse per la mia stessa carezza.
Lo stringo tra le dita procurandomi un primo brivido ma stavolta non è il freddo.
Comincio a sentire un leggero tepore che sale dal mio ventre,
la mano continua la sua esplorazione, ne accarezza la pelle morbida e piena mentre l’altra ora scende sull’ombelico, la punta delle dita si insinua tra la peluria e trova il mio fiore umido che si apre, sboccia, regalandomi i primi sospiri coperti dal rumore della pioggia.
Un dito si ferma sul bottone di carne, lo sfrega dolcemente mentre l’altra mano non si è staccata dal seno, ne palpa la consistenza delicatamente, poi più decisamente stringe il capezzolo…
Penso a te, al tuo viso sulla mia fessura gocciolante, alla tua lingua che l’accarezza lentamente mentre mi parli piano… alla tua voce dolce…a quella tenera fossetta sulla guancia sprofondata tra le mie cosce, ai tuoi lunghi capelli lisci e scuri che mi accarezzano il ventre…
Un brivido più forte, come una scossa elettrica che mi avvampa, le gambe fremono e sussultano, la mia schiena si inarca e la mia gola stride.
Fammi sognare, soltanto sognare di te…

©Copyright 2010- I racconti erotici di Vuerre

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Una troietta?

Lucia, nata e cresciuta a Siracusa,

Quanno se fece vergine e cristiana,

Vennette tutti i beni e, a l’antri insana,

A da’ li sordi ai poveri era adusa.

E er fidanzato suo co’ questa scusa

La denunciò a Pascasio che puttana

Voleva diventasse, anche si sana,

Finché ‘n se redimeva da l’accusa.

Ma quanno che provarono poi in tanti,

A braccia, cor carretto o in portantina

A spostalla di lì, ‘n c’erino santi;

E manco je riuscì quanno, carina,

Er popolo schierato a lei davanti

La scompisciava tutta co’ l’urina. Continue reading

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Giornata mondiale degli oceani

Qualche giorno fa si è festeggiata la giornata mondiale degli oceani e qualcuno non si è fatto trovare impreparato. Si è infatti stabilito un nuovo record nella piccola Magnetic Island al largo del Queensland in Australia: il maggior numero di nuotatori subacquei nudi (salvo maschera e boccaglio) ha fatto snorkeling in queste acque. Questa notizia mi ha riportato alla mente quando io e Yang abbiamo provato l’ebrezza del nudismo. Era una giornata infrasettimanale, prossima alle vacanze e come si suol dire … voglia di lavorare saltami addosso. Abbiamo così deciso di prenderci un pomeriggio libero e (s)provvisti del necessario ci siamo diretti al fiume. Avevamo letto di una riva nudista un pò riparata nel fresco degli appennini, e complice la curiosità e un accentuato pizzicore sessuale siamo andati a vedere di cosa si trattasse. Giunti a destinazione abbiamo parcheggiato l’auto sulla strada e ci siamo inoltrati lungo un sentiero che scendeva al torrente. Non eravamo certo sicuri di essere nel posto giusto sino a quando ci viene incontro un giovanotto palestrato “vestito” solo di uno zainetto. Non c’era bisogno di Sherlock Holmes per capire che dovevamo essere vicini alla meta!!! Ci siamo posizionati in una spiaggetta lungo il corso d’acqua, non lontano da un ragazzo che prendeva il sole sulla sponda opposta. Lentamente mi sono spogliata provando un primitivo e malizioso senso di libertà. Qualche istante dopo, il tipo incrociato lungo il sentiero si siede proprio davanti a me … “Ma che bella sorpresa”, penso ( non era affatto male!! ).

Per lui e per il ragazzo poco distante, che nel frattempo si era avvicinato ho inscenato con garbo un mini spettacolo nello spalmarmi la crema. Ogni tanto li guardavo, ma non insistentemente, per evitare l’insorgere di soggezione da parte loro. Yang mi teneva aggiornata sui loro movimenti e soprattutto sul loro stato di eccitazione!! In pochi minuti ci siamo resi conto di essere accerchiati; chi in maniera sfacciata e chi nascosto fra i cespugli. Sentivo i loro sguardi attraversarmi da parte a parte ed era molto eccitante. Sembrava di essere a Fort Apache prima dell’assalto indiano. Nessuno di loro si è però avvicinato o proposto … Forse attendevano messaggi più espliciti. Forse eravamo noi quelli impreparati poichè era la prima volta… Ma una cosa ci è stata chiara più tardi:
Quando io e yang abbiamo deciso che era decisamente troppo caldo per metterci l’impermabile e ripararci dagli schizzi incombenti, abbiamo alzato le chiappe e abbiamo lasciato gli astanti con un palmo di cazz.. volevo dire, un palmo di naso.
Poco dopo, ancora storditi e arrapati, abbiamo accostato la macchina, siamo corsi in mezzo a un prato e abbiamo gettato un asciugamano sull’erba. E lì, a manco 5 metri dalla strada ci siamo sbranati.
E’ stata davvero una bella esperienza, sicuramente da ripetere!!!
Qualcuno ci accompagna?
😉

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Rai1, Rai 1, La Senti Questa Voce? VaXXXXXXXo!

Chi come me ieri sera abbia guardato il match dell’Italia, adesso sa che Venerdì su Rai 1 c’è “Una Voce per Padre Pio”. Non riesco a capire come possa essermi fatto sfuggire in questi anni questa soave manifestazione d’affetto religioso. Fra stimmate e Emanuelifiliberti, fra caritate e soubrette scosciate avremo l’onore di sentire la potenza vocale di Al Bano, Marco Carta e tutta la creme de la creme nazionale. A fare da trait d’union fra sacro e profano, avremo come al solito le occhiaie di quell’allupato cronico di Massimo Giletti.
Mi sfugge il motivo per cui un sessuomane confesso quale è Giletti, venga sempre invischiato in trasmissioni filo-vaticane.
Che c’entra il sesso col Vaticano?
Ehm….
Ok, ok… Forse non è così casuale.
Comunque sia: Niente potrà impedirmi di vedere ” Una Voce per Padre Pio”.
Beh… Certo… A meno che non ci sia la Sagra del Cocomero a Poggibonsi, o il Convegno sulle nuove tecniche di bluff nel giuoco del Bridge a Trieste.
Fra l’altro, ora che ci penso mi sembra che proprio venerdì ad Abbiategrasso si tenga la XX edizione della “Sagra del Catrame da Parcheggio”.
Ok, Father, I’m Sorry. Sarà per la prossima volta.
Mi sa che un ce la fò manco quest’anno…

Yang Continue reading

Thanks god it’s Monday


Ci sono giorni in cui alzarsi dal letto è più faticoso di altri. Uno di questi è il lunedì mattina, gli impegni che via via si fanno spazio in una mente leggermente appannata dal fine settimana e la consapevolezza che a seguire avrai un’intera settimana. Il lunedì mattina porta sempre con se un velo di mistero che solitamente denuncia lo stile dell’intera settimana in divenire.

Questa mattina poteva essere un lunedì come tanti, sveglia di buon ora, colazione, preparativi, auto per raggiungere il lavoro, frenesia dei colleghi, poi la possibilità di uscire di li a poco per raggiungere alcuni uffici. E’ una splendida giornata ed i sole non ha ancora intrappolato il mondo nella sua morsa calda.
Mi rimetto in auto e raggiungo gli uffici poco distanti.
Parcheggio, scendo dall’auto, e qualcosa attira la mia attenzione. Vi è un lungo cortile di un edificio industriale da attraversare e da una delle sue finestre fanno capolino due ragazzi che intonano una canzone. Mi sorprende la mia prontezza nell’impostare un link sensuale che mi proietta nuovamente in auto e mi fa sfilare le mutandine che indosso oggi.
Una volta tornata nel piazzale i due ragazzi mi vedono camminare completamente ignari del mio gesto così sfacciatamente improvvisato. Sento i loro sguardi attraversare il tessuto sottile del vestito e scorrere ogni cm del mio corpo indugiano un pò nel fondoschiena per poi buttarsi a capofitto li, fra il taglio caldo delle mie gambe, dove pensano che ci siano le mutandine che invece adesso sono comodamente riposte in borsetta.
La sensazione che provo è come quella di essere bendata, ed il vento caldo che sento, pare trasformarsi nei loro respiri che scorrono il mio corpo nell’annusarmi la pelle. Sento l’eccitazione salire proporzionalmente alla loro che interrompendo il loro lavoro sono adesso affacciati nel guardarmi.
Attraverso così il piazzale, lasciando i loro sguardi dietro di me, e mi sento nuda.
Arrivo davanti alla porta principale dell’edificio e mi accorgo che i due ragazzi sono li in compagnia di qualche altro dipendente evidentemente avvisato per l’occasione.
Maliziosa e spregiudicata li guardo fisso negli occhi e gli sorrido.
Anche in questa occasione la mia incoscenza mi sorprende e penso al mio Yang se mi vedesse. Probabilmente proverebbe un misto di gelosia, imbarazzo ed eccitazione. E la solita consapevolezza che c’è modo e modo di passare attraverso un lunedì palloso.
Chissà se i maschietti che si credono porcelli, si rendano conto di quante volte la donna che stanno spogliando con gli occhi, in realtà si è già spogliata a loro insaputa…

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IN TRENO

Treno intercity… nello scompartimento vuoto solo i nostri due posti sono prenotati. Tu di fronte a me, vicino al finestrino. Quando entro non ci sei, noto solo la tua giacca di pelle appoggiata sul sedile. Poi ti vedo entrare… Pantaloni larghi, felpa, occhiali neri che ti nascondono un po’, capelli scuri tagliati corti e un filo di barba. Avrai 30-35 anni? Ti siedi di fronte a me, le nostre gambe si sfiorano ed inizialmente mi infastidisco un po’… ma con tutti i posti liberi, proprio qui? Ora mi sposto… ora mi alzo…

Poi mi lascio distrarre dal mio telefonino, mando sms con il ragazzo che ho visto ieri sera… lui mi chiama, esco un attimo nel corridoio e quando rientro ti trovo che stai toccando qualcosa che ho lasciato sul mio sedile… ma cosa?? La mia conversazione telefonica continua, forse capisci che parlo con un uomo. Dato che ho lasciato la mia sciarpa nella sua macchina e che la sua donna è gelosissima, ci stiamo accordando su come riprenderla. Al mio prossimo ritorno sarà alla stazione con la sciarpa.
Lui al telefono mi risponde, citando l’Otello: – Ah il fazzoletto! Si, dico io, ad alta voce, come il fazzoletto, ma non voglio fare la fine di Desdemona!
E tu, avrai capito di cosa sto parlando? Sono ancora eccitata dalla serata di ieri per accorgermi subito di te, te che da sotto gli occhiali scuri mi guardi… e non riesci a trovare un posto per le tue gambe.

Mi metto a leggere il giornale ma non posso fare a meno di notare che pian piano ti sfili le scarpe da ginnastica, prima sollevi le gambe e le appoggi sui sedili accanto a te. Mi rituffo nella lettura e quando sollevo di nuovo lo sguardo ti trovo sdraiato sui sedili di fronte a me, completamente rilassato, un braccio sotto la testa, una gamba piegata sotto il bacino che è leggermente sollevato e la tua felpa… la tua felpa che è troppo corta e lascia scoperto il tuo ventre, l’ombelico. Fai un tentativo con la mano di tirartela più giù, ma un attimo dopo, mentre riposizioni il braccio sotto la tua testa, ti riscopri nuovamente. I pantaloni a vita bassa ti lasciano scoperto ancor più, vedo le ossa del tuo bacino, quella zona deliziosa tra l’ ombelico e il pube, i tuoi peli scuri… non posso fare a meno di guardarti. Dietro i tuoi occhiali da sole, vedo i tuoi occhi chiusi che si muovono… allora non stai ancora dormendo… mentre il tuo addome si muove su e giù in un respiro rilassato. Non posso credere che stai già dormendo, in quella posizione, così beatamente rilasciato come se ti offrissi a me. Non riesco a distogliere lo sguardo da quella striscia di pelle, mi metto gli occhiali da sole anch’io, e se aprissi gli occhi improvvisamente, se mi vedessi?
Ecco… pure le gallerie… la tentazione è irresistibile… alzarmi e toccarti proprio lì, accarezzare i tuoi peli, insinuare le dita sotto la linea della cintura… i pantaloni sono larghi e forse potrei infilare anche tutta la mano. Oddio ma cosa mi viene in mente… Solo 50 minuti di viaggio, ed io ne ho sprecati già 30. Mi rimane poco tempo…. forse se provo a fare un po’ di rumore…
Mi alzo per rifarmi il trucco, mi guardo allo specchio, in piedi ti do le spalle, mi metto il rossetto e intravedo riflesso te che ti infili una mano…. dove???
Mi giro quasi di scatto, invece hai semplicemente preso il telefonino dalla tasca dei tuoi jeans…ma che tensione!
E te ne ritorni beatamente nella tua posizione… ma davvero dormi? E se ora così, improvvisamente mi mettessi a cavalcioni sopra di te? Che faresti? E perché ti sei sdraiato proprio così, con il bacino sollevato, quasi a provocarmi? Perché??
Mancano pochi minuti… il mio sogno sta svanendo… mi alzo, prendo le mie cose e mentre apro la porta dello scompartimento tu, che hai un piede appoggiato lì sopra, invece di sussultare, apri quella gamba accompagnando il movimento della porta, offrendomi di nuovo quella visione di un corpo abbandonato ed offerto. Ma allora non dormivi!!!

©Copyright 2010- I racconti erotici di Vuerre

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CI APPARTENIAMO

Ci apparteniamo
come due cani randagi che si riconoscono nella notte
E al buio
Si annusano, si identificano
Si dominano l’un l’altro
Forse per un’ ora soltanto
O forse per tutta la notte
Fieri nella loro libertà vagabonda.
Ma sempre torneranno a cercarsi
bisognosi di un rifugio e di cibo
nutrendosi l’uno dell’altro
straziandosi il cuore e le carni
possedendosi totalmente
e poi separandosi nuovamente
Ed infine ritrovandosi.
Sempre

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ED IO TRA DI VOI

Io tra di voi, tu ed il tuo amico… oggi me ne hai presentato un altro. Ma stavolta non ho voglia di essere un giocattolo tra le tue mani, oggi decido io.
Io tra di voi, sul sedile posteriore della tua bellissima e costosissima automobile. Intorno la penombra e gli alberi a coprirci. Quattro mani su di me, sopra i miei seni, mi stringono i capezzoli, mi frugano tra le gambe, si insinuano sotto l’elastico delle mutandine. Non capisco se sei tu od è lui che ora ha infilato due dita nella mia fica…chiudo gli occhi e riconosco le tue mani, il tuo modo di toccarmi, mentre le sue dita sono più ruvide, più grandi le mani che mi afferrano il seno con forza, senza alcuna dolcezza. Una mano mi solleva leggermente, per permettere ad altre dita di avanzare lungo le natiche fino all’ano, accarezzano l’anello e lo dilatano. Mi sento esplorata, frugata fin nelle viscere mentre il miele mi cola dalle cosce. Due bocche succhiano i miei capezzoli, simultaneamente, come in uno specchio, compiendo gli stessi gesti. Sento i vostri sospiri eccitati, immagino i vostri sessi gonfi sotto la stoffa dei pantaloni… allungo le mani e colgo la vostra eccitazione, mentre un calore mi pervade inaspettatamente, e godo con le vostre dita dentro di me, con le vostre bocche su di me.

Finalmente apro gli occhi, e vedo i tuoi che brillano, e so che questo è soltanto l’inizio del nostro gioco. Ti apri la cerniera, e lui fa altrettanto. I vostri cazzi sono belli ed eretti.. il suo è il più grosso che abbia mai visto, me l’avevi promesso che mi avresti portato uno bello grande. Ha una cappella enorme, le vene in rilievo che sembrano scoppiare. Io tra di voi… ora li prendo in mano, uno a destra ed uno a sinistra, come due scettri, mi sento la regina dei cazzi mentre muovo le mani su e giù, dedicandomi al vostro piacere. Poi mi abbasso, lecco prima l uno e poi l’altro,in una danza equilibrata ed armonica, due, tre succhiate a destra e due a sinistra mentre la mia bocca si allontana la mia mano continua il lavoro… Ma improvvisamente perdo il ritmo, rimango incollata più tempo su quella grande cappella, fino ad escluderti del tutto. Voglio fare quello che voglio, oggi. Dopo un po’, inaspettatamente, tu apri la portiera dalla tua parte e scendi, lasciandoci soli. Questo colpo di scena è imprevisto, non me l’aspettavo. Ti avvii verso il boschetto e sei inghiottito dall oscurità, non ti vedo più. Continuo a dedicarmi a quel cazzo, succhiandolo, leccandolo. Poi lui lui me lo spinge in gola fino a farlo esplodere dentro la mia bocca. Bevo il suo sperma, ha un sapore diverso dal tuo… ma la mia mente è a te… cosa starai facendo da solo, perché non sei qui a guardarmi mentre faccio godere il tuo amico? Ho bisogno dei tuoi occhi, mi rifletto nei tuoi occhi.
Ma ecco che ritorni, butti uno sguardo dal finestrino, apri la portiera davanti quasi scusandoti:
– Fa freddo fuori.
Ti siedi al tuo posto, dalla parte del guidatore dandoci le spalle e rimanendo in silenzio, mentre noi dietro continuiamo.
Non voglio perdere un istante, nel frattempo lo prendo in mano, lo accarezzo, basta poco che ritorna duro come prima … mi sollevo e mi impalo sopra quel cazzo scopandolo seduta sopra di lui, le gambe avvinghiate alla sua schiena. Mi muovo su e giù infilandomelo tutto dentro a mio piacimento, è durissimo e così lungo che mi fa male. Continuo come se tu non esistessi… però mi senti, vero? Mi senti, come sto godendo? Adesso godo ancora di più ed urlo.
Mi hai sentito bene, mi hai sentito? Non ti piace più guardarmi ora?
Ecco, oggi ho fatto da sola. Quanto ti odio, amore mio.

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DOMINIO

Il piacere è tale che è impossibile che qualcosa gli nuoccia e che l’oggetto, godendone, non sia trasportato al settimo cielo. Nessun piacere è simile a questo, nessuno può così completamente soddisfare l’uno e l’altro degli individui che vi si dedichino, ed è difficile che coloro che l’hanno provato possano essere attratti da un altro.

Donatien-Alfonse-Françoise De Sade

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